INDICE:
- Buoni propositi di inizio anno
- Fast and furious
- Relax!
- Alchimia
- Come Billy Elliot
- Devices, mom amour
Dove sono i tuoi buoni propositi per l'anno nuovo?
Forse dimenticati, forse passati in secondo piano a causa delle routine quotidiane.
"Prenditi cura di te!" dice un famoso spot pubblicitario.
Quando? Adesso.
Come? Poco alla volta, non sempre sono necessari cambiamenti drastici, anche piccole trasformazioni graduali vano bene perchè richiedono poco impegno e, sommate, fanno la differenza.
Ben-essere con pazienza, piccoli passi, leggerezza.
Il vero cambiamento non si raggiunge aggiundo doveri e impegni, piuttosto lasciando andare ciò che non serve più e che stressa. Molte delle abitudini che trasciniamo sembrano innocue, sono automatiche,alcune però riducono energia, lucidità e benessere.
Ecco cinque spunti, si può iniziare da uno solo, l'importate è mettere in moto un volano.
"Fast and furious"
Fare tutto in velocità è diventato normale, quasi un vanto, però la fretta cronica ha un costo altissimo, soprattutto sul piano fisiologico. Continuare a correre, giorno dopo giorno, per settimane/mesi/anni agisce sul Sistema Nervoso che, a lungo andare, mantiene uno stato di tensione costante. Questo è un messaggio di stress per l’organismo, che cerca di compensare producendo alcuni ormoni in quantità maggiore. Queste sostanze, a lungo andare, non riescono a essere smaltite e il loro accumulo produce altri effetti dannosi, come per esempio disturbi dl sonno e/o della digestione. Inoltre, se non ci concediamo il tempo necessario per fare le cose con un minimo di calma, perdiamo la capacità di ascoltarci e di apprezzare quello che stiamo facendo. Un bias diffuso è “velocità = efficienza”, invece rallentare un po’ non significa essere meno efficienti, anzi, significa favorire uno stato di presenza.
Uno strumento portatile che ti aiuta a rallentare: fai dieci respiri profondi e lenti ogni volta che ti rendi conto che stai andando velocemente solo per abitudine, ma non è veramente necessario.
Relax!
Riguardo allo stress, la tendenza diffusa è ritenere che sia causato solo da fattori esterni, gli altri, l’azienda, la società, il mondo; questo ovviamente tende a far rassegnare sulla sua inevitabilità. Indubbiamente esistono aspetti stressanti che derivano dall’ambiente esterno, importante anche sapere che ognuno ha un margine di possibilità di ridurre lo stress osservando un altro ambiente, quello interno, personale, i propri atteggiamenti, lì si può intervenire. Non fermarsi mai, dormire poco e magari male, considerare il riposo una perdita di tempo, un vizio da pigri, sentirsi in colpa se non si corre: ecco una rosa di atteggiamenti altamente stressanti. I ritmi naturali giorno/notte ci insegnano che c’è un tempo per essere attivi e uno per stare in quiete; il riposo è parte integrante della salute fisica e mentale. Trascurare questi aspetti ha impatto sulla salute fisica, perché incide sulla fisiologia; non riposare abbastanza o una cattiva qualità del sonno, aumentano le infiammazioni, la stanchezza cronica, la capacità di attenzione. Prendersi cura della quantita e qualità del proprio riposo è un atto di intelligenza e di prevenzione.
Uno strumento che ti aiuta a risposare meglio: dedica dieci minuti al giorno alla pratica di una tecnica di rilassamento fisico, sempre accompagnata da alcuni respiri profondi e lenti.
Alchimia
Per vivere abbiamo bisogno di respirare, di bere acqua e di nutrirci con il cibo, come facciamo queste semplici attività naturali ha impatto sulla salute fisica e mentale. Il corpo è un laboratorio chimico che sintetizza i nutrienti dagli alimenti; le sostanze non servono solo a produrre energia, hanno impatto anche su organi e sistemi che, a loro volta, creano l’ambiente interiore in senso olistico, dal corpo alla mente alle emozioni. Avere cura, senza ossessività, della qualità dell’acqua e del cibo con i quali ci nutriamo fa parte di uno stile di Vita, non solo di un regime nutrizionale. Poi c’è il come: pasti consumati davanti al computer o scrollando il cellulare, bocconi inghiottiti senza attenzione, velocemente, stando in piedi, pasti precotti e riscaldati al microonde: abitudini purtroppo diffuse che fa più danni di quello che si pensa. Mangiare senza presenza interferisce con la digestione e con i segnali naturali di fame e sazietà, per esempio; rallentare i tempi dei pasti migliora il rapporto con il cibo, a vantaggio di forma fisica e calma interiore. I momenti della giornata nei quali ci sediamo a tavola con i familiari, o i colleghi di lavoro, sono anche spazi di convivialità, un buon tempo per nutrire il piacere del buon cibo e delle relazioni.
Uno strumento portatile da usare mentre mangi, almeno a un pasto al giorno: fai cinque respiri profondi e lenti prima di iniziare a mangiare, usa i sensi e guarda le forme e i colori degli alimenti che sono nel piatto, inspirando presta attenzione agli aromi sprigionati dal cibo; porta la posata alla bocca e assapora ogni boccone, mastica con calma, senti il gusto come se fosse la prima volta che mangi quel cibo.
Come Billy Elliot
Giorno/notte, attività/riposo, veglia/sonno: la vita degli esseri umani è dì fatta di ritmi, una sorta di danza. In queste alternanze c’è anche che il bisogno di scaricare quello che non serve, dopo aver assimilato il necessario; funziona a livello fisiologico, emotivo e psicologico. Andare in palestra, fare attività fisica di qualsiasi tipo, è uno dei modi nei quali è possibile lasciar andare il superfluo; anche in questo caso c’è anche il come da considerare. Spesso si percepisce l’attività fisica come con un modo finalizzato a bruciare calorie e/o a modellare il corpo da un punto di vista estetico. Approcciando con questo atteggiamento l’allenamento diventa fatica, dovere, costrizione che allontana piacere di muoversi, magari dopo giornate passate da seduti al computer. Aprire la mente e prendere in considerazione un tempo e uno spazio dedicato a muovere il corpo come un momento di scarico, di alleggerimento dalle tensioni e dallo stress, come un gesto di cura di se, con il piacere di essere vivi: un nuovo atteggiamento che nutre il ben-essere.
Uno strumento che ti aiuta a fare attività fisica con piacevolezza: respira profondamente e lentamente mentre ti muovi, assapora ogni movimento, osserva la meraviglia di avere un corpo sano che può fare così tante cose, semplici ma non scontate, naturali eppure complesse.
Devices, mon amour
Il mondo è pervaso di digitale e di tecnologia, strumenti che offrono tante possibilità. Quando sono usati con consapevolezza, buon senso, “confini”. Invece, l’uso eccessivo degli smartphone in particolare, è una delle realtà attuali e sta dando origine a una nuova dipendenza. Il curioso paradosso al quale assistiamo, e partecipiamo, è il rincorrere del tempo e del fare cose, con la pressione della velocità che spinge e, contemporaneamente, il tempo disperso a scrollare sui social e nelle chat delle messaggerie istantanee. Il vero problema è negli strumenti che abbiamo a disposizione o in come sono utilizzati? Anche in quest'ambito il come è il punto fondamentale sul quale riflettere e, se opportuno, portare un po’ di attenzione e miglioramento. Anche parlando di quanto e come si utilizzano le devices, si parla di un altro aspetto che fa parte dello stile di Vita e della possibilità di essere artefici di maggior ben-essere per la propria esistenza. Vivere immersi nel flusso costante h24 delle informazioni pubblicate sui social e/o su internet, senza confini/orari, magari facendosi coinvolgere in discussioni virtuali, senza corpo, spesso artefatte o false, è un’abitudine che ha impatto sul Sistema Nervoso che mette in atto un effetto domino sui sistemi organici, da lì, su umore, stato d’animo, processi di pensiero. Un giorno alla settimana di #disconnectionday, oppure stabilire due orari della giornata durante i quali, salvo emergenze, non guardare il cellulare, limitare un po’ lo scrollare e chattare come evasione, riscoprire il piacere di una comunicazione reale anziché virtuale, investire valore in ciò che fa bene a se stessi e alla propria rete di relazioni: anche queste piccole/grandi cose che ognuno al potere di fare per essere artefice del proprio ben-essere.
Uno strumento che ti aiuta a mettere piccoli confini nell’utilizzo dello smartphone: osserva cosa ti spinge a prendere il cellulare in mano ed entrare in una messaggeria o in un social, di cos’hai bisogno in quel momento? Chieditelo. Fai alcuni respiri profondi e ascoltati, senti se hai bisogno di un momento di pausa da quello che stai facendo, se è un modo di evadere, se una fuga da qualche cosa, se è veramente essenziale che tu navighi. Espandi la tua consapevolezza, non ci sono errori, solo abitudini che possono poco alla volta essere migliorate.