Respiro Amico

19 Feb 2024

  • di Milena Screm
  • /
  • Breathwork

Anna è in metropolitana, sta andando al lavoro; pensa al figlio sedicenne che và male a scuola e, all’improvviso, prova una sensazione di vuoto fastidioso all’addome e la respirazione diventa affannosa.

Giovanni sta seguendo un’importante progetto in azienda, ma il suo team fa fatica a cooperare per l’obiettivo da raggiungere; dopo l’ennesima riunione nelle quale non ci sono stati cambiamenti costruttivi, Giovanni sente un peso allo sterno e gli diventa faticoso respirare.

Matteo sta affrontando gli ultimi due esami per completare il suo corso di studi universitario, è in dirittura d’arrivo per la laurea. Si è accorto che, nelle ultime settimane, fa fatica a concentrarsi e a mantenere l’attenzione mentre studia. Spesso sente la mente pesante o, al contrario, colma di una gran confusione di pensieri; a volte si accorge di colpo di aver trattenuto il respiro a lungo.

 

A volte succede di ritrovarsi in situazioni che mettono in difficoltà, prima di cogliere come la respirazione sia collegata agli stati d’animo e all’attività mentale suscitate da alcune situazioni della quotidianità.  Un vero peccato, perché rendersi un po’ più conto della “rete” sistemica corpo/mente/emozioni e utilizzare una tecnica di Respirazione Consapevole può fare la differenza tra annaspare nella difficoltà o attraversarle e superarle più agevolmente.

Quindi, é opportuno, in alcuni momenti della giornata,  rallentare le attività per qualche minuto e a prestare attenzione al respiro.

 

La respirazione è essenziale per la nostra esistenza, poiché ci fornisce ossigeno per mantenerci in vita. Sebbene respiriamo involontariamente, la respirazione intenzionale, consapevole, può aiutarci a essere artefici del nostro ben-essere, ad agire in prevenzione, a favorire la salute fisica e mentale.

Quello di prestare attenzione, ogni tanto, alla respirazione, non è solo un suggerimento sensato, è anche ciò che insegnano da millenni lo yoga e tanti altri approcci, tra i quali quelli che hanno come scopo gestire gli effetti dello stress;  concentrarsi sui tempi e sul ritmo della respirazione ha impatto sulla fisiologia e, proprio grazie a questo, può avere effetti positivi sul corpo, sulle emozioni e sulla mente. Portare attenzione consapevole sulla respirazione, “modellarla” usando profondità e ritmo, sono le azioni basilari per imparare a gestire l’attività mentale e l’intensità del sentire. Una “magia”? No, semplici risposte fisiologiche che si diffondono dal sistema respiratorio, a quello circolatorio, nervoso e endocrino, in una “rete” sistemica. 

 

Ricerca

Al "Feinstein Institute for Medical Research" (Manhasset, New York), un'equipe di ricercatori ha effettuato vari studi sugli effetti di alcuni tipi di respirazione sul Sistema Nervoso. In una di queste ricerche, un gruppo di volontari é stato sottoposto al monitoraggio con l'EEG, mentre effettuava esercizi specifici che prevedevano alternare ritmi diversi di inspirazione/espirazione; di seguito due degli esercizi utilizzati.

Esercizio 1: i partecipanti sono rimasti a riposo, con gli occhi chiusi o socchiusi,  per circa otto minuti, respirando normalmente, lasciando che il flusso respiratorio fosse involontario; successivamente sono stati invitati a rendere la respirazione consapevole e volontaria e a accelerato il ritmo inspiro/espiro per  due minuti, respiravando attraverso il naso; poi é seguita ancora una respirazione involontaria. Questo esercizio é stato ripetuto di seguito per otto volte.

Esercizio 2: il gruppo di volontari, in posizione di riposo e a occhi chiusi o socchiusi, é stato invitato a respirare consapevolmente e volontariamente per  cinque cicli di cinque minuti, contando mentalmente fino a sei durante l'inspirazione e altrettanto durante l'espirazione, quindi a far seguire una respirazione involontaria per due minuti. Sono stati fatti cinque cicli uguali.

Questa ricerca  ha permesso di stabilire che la respirazione cosapevole e ritmata ha un significativo impatto sul funzionamento dell'attività del Sistema Nervoso e che questo genera effetti "a cascata" sugli altri sistemi organici, favorendo lo stato di "coerenza" dell'intero organismo, un"'orchestra" ben accordata nel quale tutto funziona in armonia, qualche cosa di fondamentale per la prevenzione. Oltre a questo, è stato anche verificato che la qualità dell'attenzione migliora quando la respirazione é intenzionale, favorendo anche la percezione corporea e la presenza mentale, proprio come le millenarie tradizioni yogiche hanno affermato intuitivamente già da millenni.

I risultati di questo studio, così come quelli di molti altri già effettuati e in corso nell'ambito delle Neuroscienze, supportano un legame tra i tipi di respirazione - intenzionale, consapevole, modulata nella profondità e nel ritmo -  e la stimolazione delle strutture cerebrali coinvolte nel pensiero, nel sentimento e nel comportamento, avvalorando la possibilità che particolari strategie di respirazione possano essere utilizzate come strumento per aiutare le persone a gestire i propri pensieri, stati d'animo ed esperienze.

 

Cosa intraprendere       

Assecondare la spinta di una necessità, della ricerca o della curiosità sulle risorse della Respirazione Consapevole: COME?

Nella realtà digitale del tempo attuale, le app a disposizione sono moltissime, c’è il solo l’imbarazzo della scelta; lo stesso vale per i video tutorial e le pubblicazioni editoriali, un enorme mondo d’informazioni alle quali attingere, anche con un solo tach. Per gli amanti della tecnologia è possibile anche reperire sul mercato un prodotto svizzero che, a contatto con il corpo, monitora costantemente il flusso respiratorio ed emette segnali per avvisare se/quando è opportuno portare attenzione consapevole alla respirazione.

Questa è la via del “fai da te”, semplice, a portata di mano e rapidamente usufruibile, proprio come nelle largamente diffuse tendenze attuali. Modalità che di certo semplificano molte cose e che, purtroppo, per le stesse ragioni  possono anche favorire superficialità e far passare velocemente ad altro, perdendo un'occasione.

Benvengano le app e qualsiasi fonte d’informazione seria e validata, va bene anche l’esplorazione autonoma come primo approccio; poi, se c’è motivazione, ha senso e funzione rivolgersi a professionisti specializzati, che abbiano competenze approfondite e esperienza su questi argomenti. L’applicazione sul telefonino, il video e l’ebook sono strumenti, non danno feedback e non sono in grado di stabilire un punto soggettivo e personale dal quale l’esperienza di apprendimento di una tecnica di respirazione inizia, l’essere umano, il professionista, sì.  Quella che chiamiamo “intelligenza artificiale”, in realtà è una simulazione che, per quanto sofisticata e apprezzabile, non ha nulla a che vedere con la complessità, creatività e unicità del mondo di una persona, dell’intreccio comunicativo e relazionale tra lei e se stessa, tra lei gli altri, il mondo. E il suo Respiro.

 

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