INDICE:
- Processi vitali
- Connessioni e scambi
- Un'autostrada nel corpo
- Respirazione vagale
Processi vitali
C’era una volta …
Non è una favola, è una realtà che appartiene al passato, non molto remoto: una visita di routine dal medico di famiglia comprendeva uno strumento, lo stetoscopio, con il quale era ascoltato il battito cardiaco ed eventuali fruscii polmonari prodotti dalla respirazione. Il ritmo cardiaco e il flusso respiratorio, sono segnali di salute o di sintomi, per chi sa comprenderli, il medico.
Aldilà della competenza sanitaria, uno spavento, un evento ansiogeno, una situazione particolarmente stressante, sono esperienze comuni per gli esseri umani; così come i sintomi che si possono avvertire, in particolare la respirazione che si altera e il pulsare del cuore che accelera. Si può cogliere quindi, un collegamento tra respirazione e attività cardiaca, due aspetti della fisiologia umana che sono per eccellenza processi vitali.
Cuore e respirazione segnalano, con i loro cambiamenti di ritmo, qualche cosa che sta accadendo in modo automatico e inconsapevole, anche in assenza di patologie: semplicemente tutto il corpo reagisce alle pressioni sul lavoro, ai conflitti, al rumore eccessivo, alla mancanza di quantità/qualità di sonno e allo scarso relax. Mente e corpo lavorano in coppia, anche un fattore stressante di basso livello, se perdura nel tempo, può portare a sintomi fisici e psicologici, aprendo la strada a disagi più gravi.
Connessioni e scambi
Negli ultimi due decenni le Neuroscienze hanno compiuto molte scoperte sulle relazioni fisiologiche tra gli organi e tra i sistemi organici, portando risposte scientifiche a intuizioni millenarie di altre culture. In Oriente, per esempio, in particolare nelle pratiche dello Yoga, la connessione vitale tra la respirazione e l'intero corpo è stata oggetto di molta attenzione per centinaia di anni.
Le scienze occidentali che studiano i collegamenti tra la fisiologia, la vita emotiva e quella mentale, oggi ci insegnano che, grazie alla catena di complesse reazioni biochimiche ed elettromagnetiche del corpo, esistono connessioni che in automatico producono effetti tra situazioni vissute e risposte fisiologiche; se non sono funzionali e non sono gestite, possono diventare disturbo.
E’ stata anche individuata la strada maestra da percorrere per avere tra le mani le briglie del cavallo e condurlo, anziché lasciarlo correre ed esserne in balia. E’ una strada fisica, corporea: è il nervo vago, uno dei dieci nervi principali che vanno dal cervello al resto del corpo. E’ un vagabondo, che collega il cervello all'intestino e coinvolge molti organi; attraversa il torace, il cuore, i polmoni e l'apparato digerente. Le funzioni che controlla rimangono al di sotto della consapevolezza, poiché fa parte del Sistema Nervoso Involontario, che ci fa funzionare mentre ci occupiamo consapevolmente di altro. Le stimolazioni sensoriali, culturali, alimentari arrivano dall’esterno dentro il corpo umano viaggiando lungo il nervo vago, generando benessere o malessere, in base a quello che è percepito; se un cibo è avariato, per esempio, la reazione sarà la nausea e il vomito, mentre a un piacevole aperitivo tra amici la sensazione sarà di benessere e relax.
Un'autostrada nel corpo
Il nervo vago collega la respirazione e il battito cardiaco, presidia gli scambi che avvengono tra corpo e mente; i modi di dire “Mi ha fatto battere il cuore”, “Mi ha tolto il respiro” parlano di conoscenza intuitiva di queste connessioni. Il nervo vago é una sorta di autostrada della comunicazione tra il cervello e i vari organi, tra i quali il cuore e i polmoni; attraverso di lui viaggiano informazioni biochimiche ed elettromagnetiche. Regolando sia il battito cardiaco sia la respirazione, svolge un ruolo fondamentale nella risposta del corpo allo stress. Conoscere il suo funzionamento apre le porte d'accesso a un potenziale di prevenzione e gestione; esserne consapevoli e utilizzare una tecnica porta a essere artefici di una parte del proprio ben-essere.
Respirazione vagale
Saggezza millenaria orientale e moderne Neuroscienze sono d’accordo: il mezzo più adatto a viaggiare sull’autostrada nervo vago, e più efficace per gestire gli effetti delle risposte automatiche del sistema nervoso involontario e di altri sistemi organici, è la respirazione vagale.
E’ possibile controllare volontariamente la respirazione, è sufficiente portare l’attenzione al flusso respiratorio automatico e intervenire intenzionalmente, per esempio aumentando la profondità dell’inspirazione, oppure modificando il ritmo, l’alternanza tra inspiro ed espiro. Questi cambiamenti modificano i livelli di ossigeno presenti nel sangue; altri sistemi dell’organismo, in modo naturale, si adattano a questo cambiamento chimico, tra questi il Sistema Nervoso e quello Cardio Circolatorio.
La respirazione vagale è una tecnica che consente interagire sia con la mente sia con il corpo, creando le condizioni naturali per il benessere. Prevede l'estensione controllata dell’espirazione, che deve essere più lunga dell’inspirazione; questa modalità attiva il nervo vago, che svolge un ruolo fondamentale nel calmare il Sistema Nervoso Simpatico. Questa pratica ha effetti sull’assorbimento degli ormoni prodotti dallo stress e ha effetti salutari sul il sistema cardio circolatorio.
Praticando la respirazione vagale, in una posizione comoda e in un ambiente tranquillo, i messaggi bio chimici invitati al corpo favoriscono, nel sistema nervoso, il passaggio dall’attività del Sistema Nervoso Simpatico a quella del Parasimpatico, cioè da uno stato di tensione a uno di rilassamento. Questo avviene grazie alla delicata stimolazione che la respirazione fa sul nervo vago, che a sua volta influenza organi e sistemi, rendendo possibile collegare la consapevolezza con alcuni processi automatici del corpo.
Respirare consapevolmente per alcuni minuti, durante le proprie giornate, ha un impatto efficace sui livelli di pensiero, sulle sensazioni e sulla percezione del mondo. E’ una pratica che consente di fare esperienza della connessione tra la respirazione, l’attività della mente e il corpo, una danza della coscienza che guida, passo dopo passo, verso uno stato di benessere e di calma.
La tecnica è semplice ed efficace, praticata con regolarità, educa il corpo a tornare con facilità al suo naturale stato di equilibrio. Nel tempo, inserire la respirazione vagale nella routine quotidiana di cura di sé stessi, può portare a miglioramenti significativi nella gestione dello stress cronico e nel fare prevenzione riguardo alla salute.
Accade qualche cosa che genera tensione o nervosismo? La scelta è tra aspettare che passi o intervenire consapevolmente appena il contesto consente di avere un po’ di privacy. Che cosa cambia? Lo smaltimento delle tensioni in un tempo più breve e, ancora più importante, con una metabolizzazione fisiologica che non lascia strascichi. Oltre all’esperienza di poter gestire in modo autonomo ed efficace i naturali effetti dei momenti complessi, o pesanti, delle proprie giornate. Questi sono parte dell’esistenza, non possono essere eliminati; è possibile invece sviluppare, in modo pratico, una sorta di maestria nell’affrontarli, attraversarli, superarli.
Dalla teoria alla pratica: le basi tecniche della respirazione vagale.
· Posizione da seduti, piedi appoggiati a terra, mani in grembo, schiena dritta, occhi chiusi o socchiusi, nessun capo di vestiario troppo stretto.
· Inspirazione lenta e profonda, rilassata, che coinvolge tutto il tronco, addome compreso.
· A polmoni pieni: pausa rilassata contando mentalmente fino a quattro.
· Espirazione lenta, rilassata, completa; poi una nuova inspirazione e una pausa contando fino a quattro.
· Si ripete per 5 minuti, respirando senza forzare, in modo rilassato.
Sull'argomento Respirazione Consapevole, leggi anche "STRESS, CORPO, RESPIRAZIONE"