INDICE:
- Cos'è la Consapevolezza
- Nelle Scienze Umane
- Come favorirla
- A che scopo impeganrsi per essere consapevoli
- Consapevolezza nelle diverse aree della Vita
- Come essere più consapevoli?
La consapevolezza è un aspetto complesso del mondo interiore degli esseri umani, riguarda la conoscenza e la comprensione di sé stessi.
Essere consapevoli di sé è considerata una competenza trasversale, cioè una caratteristica personale che tende a trasformare la conoscenza in comportamento; può essere descritta come conoscenza di sé, che ha come scopo una capacità di stare al mondo migliore e più serena.
Riguarda in particolare la propensione a riconoscere e comprendere vari aspetti che ci compongono, come:
- I bisogni e i desideri,
- I punti di forza e le aree di fragilità,
- Le modalità di reazione alle situazioni,
- Le emozioni e le risposte emotive,
- Le abitudini e i modelli di pensiero,
- I gusti personali e le preferenze sociali.
E’ un’attitudine, cioè una qualità personale, che può essere comunque migliorata: possiamo imparare a riconoscere i nostri pensieri, emozioni, reazioni e comportamenti, sviluppare una connessione più ampia e profonda con il nostro mondo interiore. Come? Portando attenzione a noi, a iniziare dal corpo, dalle sensazioni, dai pensieri; non è possibile fare questo in modo costante, assoluto, infatti bastano alcuni minuti ogni tanto, durante la giornata, quanto serve a rinforzare l’ascolto di sé. Oltre all’attitudine, sono di aiuto anche alcuni “strumenti” pratici, tecniche come quelle di raccoglimento e presenza, di rilassamento corporeo, di respirazione consapevole.
Quest'allenamento a un’attenzione mirata e consapevole, a quale scopo?
Non l’analisi, dare significati cognitivi, non la ricerca del perché si é generata quella sensazione e/o quel pensiero e/o quell’emozione, né la valutazione.
Piuttosto un illuminare parti di noi, riconoscendole e accogliendole, in modo chiaro e autentico. Siamo tutti composti di parti di luce e parti di ombra, abbiamo tutti esperienze di Vita che ci hanno formati, a volte segnati; abbiamo sviluppato convinzioni e comportamenti su queste basi, qualche cosa serve ancora, altro può essere rinnovato, con consapevolezza.
Nelle scienze Umane
Carl R.Rogers, uno dei fondatori dell’approccio umanistico esistenziale e padre del Counseling, ha posto l'accento sull’importanza dell’auto consapevolezza e dell’accettazione di sé come pilastri centrali per il benessere emotivo.
Carl G.Jung, con la sua teoria dell’individuazione, ha esplorato la profondità della consapevolezza di sé e del processo di diventare la propria persona autentica.
E’ stata oggetto d'interesse e studio anche da parte Sigmund Freud, la cui teoria si è concentrata sull’analisi dell’inconscio e della sua influenza sulla percezione di sé stessi.
Jon Kabat-Zinn ha evidenziato la fondamentale importanza del ruolo della consapevolezza del momento presente nel coltivare una comprensione più profonda di sé stessi.
John D. Mayer, noto per il suo lavoro sull’intelligenza emotiva, ha definito la consapevolezza di sé attraverso tre livelli distinti, che riflettono il grado di consapevolezza riguardo alle proprie emozioni e alla gestione di esse. Ognuno di noi può infatti essere:
- Auto consapevole: le persone con un alto livello di autoconsapevolezza sono in grado di riconoscere e comprendere le proprie emozioni e utilizzarle per prendere decisioni e agire;
- Sopraffatto: quando una persona è parzialmente inconsapevole delle proprie emozioni; ciò significa che le emozioni possono influenzare il suo comportamento senza che sia consapevole di come loro lo stiano facendo. Questo livello può portare a una minore capacità di gestione emotiva;
- Rassegnato: quando un individuo è consapevole delle proprie emozioni, ma non mostra alcun interesse a gestirle in modo più efficace.
Come favorire la consapevolezza.
La consapevolezza nasce dall’ascolto e osservazione di sé, con un’attitudine accogliente, non valutante. Questo processo implica ascoltare il corpo, i pensieri, le emozioni, le percezioni sensoriali e porsi domande quali:
- “Cosa sento nel mio corpo?”
- “Dove lo sento”?
- “Come lo sento?”
- “Quale reazione, quali pensieri, mi suscita tutto questo?”
La consapevolezza implica anche il riconoscimento dei pensieri automatici, delle credenze e degli schemi mentali che influenzano il nostro comportamento; come qualsiasi altra facoltà interiore richiede un allenamento che permetta di sviluppare modi diversi funzionali a modellare la percezione di noi stessi e del mondo circostante:
- La cognizione ha un ruolo nella formazione della consapevolezza, consente di riflettere su sé stessi, di comprendere ciò che sentiamo e di riconoscere la nostra individualità distinta dagli altri. La sola cognizione non basta.
- Anche le esperienze ed eventi vissuti nel corso della vita, gli eventi significativi, le sfide, i successi e i fallimenti, influenzano la nostra consapevolezza, contribuendo alla formazione della nostra identità e del nostro senso di sé. Le emozioni associate a queste esperienze possono portarci a riflettere sulle nostre reazioni.
- L’auto riflessione consapevole è un processo attraverso il quale osserviamo i nostri pensieri, emozioni e comportamenti in modo equanime; con l’auto esplorazione e l’osservazione delle nostre azioni possiamo sviluppare una comprensione più profonda di noi stessi e dei nostri modelli di pensiero.
- L’apprendimento e l’educazione di sé stessi: leggere libri, partecipare a corsi, studiare discipline connesse alla conoscenza di sé, praticare metodi di sviluppo personale, possono fornire strumenti e prospettive nuove per comprendere chi siamo e come possiamo far fiorire la nostra personalità e, in questo modo, prenderci cura della nostra esistenza e di quella delle persone che amiamo. Senza dimenticare il resto del mondo e l’ambiente.
A che scopo impegnarsi per essere più consapevoli
Da secoli le parole “qui e ora” esprimono un modo semplice ed efficace per favorire la nostra consapevolezza: l’attitudine di prestare attenzione al momento presente senza valutazione; sintonizzarci con i pensieri, le emozioni e le sensazioni nel momento in cui si manifestano. Facile da dire, meno da mettere in pratica quando permettiamo alla fretta, alle pressioni, al ricorrere risultati di “scollarci” da noi stessi. Serve quindi rallentare ogni tanto, cambiare passo in alcuni momenti, fermarsi per qualche minuto e in quel piccolo spazio di ascolto di noi potranno emergere risorse utili.
La comprensione approfondita di noi stessi ci apre le porte a benefici poiché ci fornisce strumenti essenziali per prevedere la nostra risposta di fronte alle circostanze quotidiane. Questo ci rende più pronti per affrontare gli imprevisti della vita, permettendoci di modulare le nostre scelte azioni in maniera funzionale. Migliorando la consapevolezza di noi stessi, rendiamo anche più efficace la capacità di valutare gli eventi, imparando a distinguere tra la nostra percezione personale del mondo, che utilizziamo per dare un senso alle esperienze, e il principio di realtà.
Consapevolezza nelle diverse aree della Vita
Riconoscere le proprie emozioni, rendersi conto dei propri sentimenti e delle emozioni che si manifestano nelle relazioni e nelle situazioni; distinguere quando si è felici, tristi o arrabbiati e comprendere che quelle emozioni sono una risposta soggettiva, legittima, da gestire.
Essere in contatto con i propri bisogni: conoscere i propri bisogni nelle relazioni più significative, negli affetti, nel lavoro, consente di comprendere cosa è importante per sé stessi; gestire i bisogni, oltre alle emozioni, chiedere, essere aperti al sì e al no, essere disponibili alle richieste altrui. Tutto questo non in modo assoluto, con reciprocità come e quanto possibile.
Coltivare le proprie aspirazioni: sentire e accogliere quei desideri profondi che al solo pensarli suscitano senso di soddisfazione, agire poco alla volta per concretizzarli, riconoscendo che contribuiscono alla realizzazione personale. Una persona soddisfatta prova ben-essere, affronta l’esistenza con resilienza, contribuisce a un’atmosfera positiva.
Avere cura della propria comunicazione, sia quella del mondo intra personale, con noi stessi, sia inter personale, con gli altri Imparare ad ascoltare, calandoci nei panni degli altri, gestendo il bisogno di intervenire e/o di rispondere, verificando di aver compreso il messaggio del nostro interlocutore. Tutto questo riduce significativamente i fraintendimenti, che spesso sono alla base dei conflitti, e aiuta a costruire relazioni più sane.
Come essere più consapevoli?
Bacchette magiche? Un bottone “On” da schiacciare? No. Pratica e impegno sì. Oggi è possibile scegliere tra diversi percorsi, che offrono approcci e strumenti diversi e hanno un solo file rouge, far sì che le persone siano più consapevoli e capaci di auto determinarsi nella propria Vita in modo soddisfacente.
Questo è lo spazio del Counseling, che offre percorsi brevi, accompagnati da un/una professionista, il/la Counselor, per mettere le basi dei contenuti esplorati in questo articolo, accompagnare nell’esplorazione delle risorse interiori in una relazione accogliente, fornire strumenti affinché la persona possa essere autonoma. Nei modelli di Counseling a mediazione corporea, oltre alle parole e al dialogo, si utilizzano anche alcune tecniche che educano l’ascolto di sé corpo-mente-emozioni e che danno strumenti pratici per gestire il proprio sentire e pensare. A volte le persone sono consapevoli di aver bisogno di gestire, per esempio, alcune emozioni, ma non sanno come farlo; breathwork/respirazione consapevole e mindfulness mettono a disposizione strumenti semplici, portatili, efficaci.
Una migliore conoscenza di sé stessi consente anche una migliore comprensione degli altri: siamo esseri umani unici e, al tempo stesso abbiamo tanto in comune. In un percorso di Counseling lo sviluppo della consapevolezza personale favorisce anche un’attitudine empatica nei confronti dell’altro, una miglior comprensione dei sentimenti e i punti di vista altrui e un renderci conto in modo migliore di come le nostre parole e le nostre azioni influenzino gli altri. Gli incontri significativi e le relazioni interpersonali possono diventare specchi che riflettono aspetti di noi che potremmo non aver considerato, opportunità di ampliare la nostra consapevolezza.
Nella visione umanistica e esistenziale che è alla base del Counseling, è fondamentale andare a scuola tutta la vita, imparare sulle scienze umane, sulla vastità di aspetti del nostro mondo interiore, approfondire la conoscenza di sèi stessi anche attraverso nuove prospettive e strumenti per la crescita, un apprendimento continuo e non solo cognitivo. In questo sta la chiave per una Vita più appagante, non perché sia lei a cambiare, piuttosto perché cambia lo sguardo sulle cose e cambia la cassetta d’attrezzi a disposizione per gestire le difficoltà.