Tempo, Denaro, Lavoro, Stress: legati senza speranza?

06 Mar 2024

  • di Milena Screm
  • /
  • Mindfulness

Qualunque sia l’immaginario personale, figl@ di  Krono e lui che divora, oppure Lepre marzolina di “Alice nel paese delle meraviglie” - “Presto che è tardi!”, in un mondo che pressa, la relazione con il tempo può facilmente essere fonte di fatica e di tensione.

Oltre il tempo c’è anche il denaro, quil’immaginario com’è? 

Sarebbe bello avere il “tocco di Mida”, ma la realtà  invece chiede massicce dosi d’impegno  ?

Oppure  sedut@ su una montagna di “cent”, come Paperon de’Paperoni, sapendo che è solo un fumetto?

Sdrammatizzare aiuta ma, se non fa il comico di professione, è necessario molto impegno per realizzare solidità nella propria vita economica. Per non parlare del fatto che oggi, le dinamiche dei “mercati” possono mettere in difficoltà dall’oggi al domani.  Si ritorna quindi a fatica e tensione, con un surplus di preoccupazione.

 

Dopo tempo e denaro, uno sguardo anche al lavoro.

Nobilita l’uomo/l’essere umano, permette autonomia e autorealizzazione, consente un flusso di denaro in entrata, impegna tempo, molto tempo …

Tre argomenti, per certi aspetti collegati, nella vita delle persone; tre aspetti dell’esistenza che possono essere all’origine di una condizione di stress: stati d’animo, emozioni, pensieri, abitudini che hanno un impatto pesante sull’organismo e sulla qualità della vita.

In realtà è opportuno anche ricordare che è il modo con il quale approcciamo alle cose che può fare la differenza; un bicchiere pieno a metà può essere guardato almeno in due modi, ma spesso usiamo sempre lo stesso e ampliare lo sguardo può essere funzionale. 

 

Statistiche rivelatrici

Fatte queste considerazioni, un’occhiata alle statistiche, “numeri che parlano”:

-          Il 41% degli italiani che lavorano sono soggetti agli effetti dello stress (24% i francesi, 25% i tedeschi, 27% gli inglesi);

-          All’interno del 41% italiano, il 40% è dato dai professionisti di vari settori e il 32% dai manager; la rimanente percentuale è distribuita su varie altre categorie;

-          Tra il 50 e il 60% delle ore lavorative perse sono dovute a disagi e malesseri causati dallo stress, con un pesante impatto sulla qualità del lavoro e sulla spesa pubblica;

-          La percentuale di chi lamenta sintomi da stress sale al 60%, secondo una ricerca del 2023 effettuata sulla popolazione italiana.

Se leggendo la mente dovesse scivolare alla recente pandemia Covid-19, identificando in quello la possibile causa di questa realtà: indubbiamente c’è stato un aumento ma numeri simili erano già stati rilevati molto prima, perché l’impatto dello stress sulla salute e sul lavoro è oggetto di studi e di ricerche da oltre quarant’anni.

 

Sullo stress da lavoro l'allarme è stato lanciato dall'OMS; è una realtà che interessa ogni anno milioni di persone in tutto il mondo e .si stima che da oggi al 2030 andranno perse 12 miliardi di giornate lavorative e un trilione di dollari all'anno.

Tutto questo non riguarda solo chi lavora, coinvolge anche le altre persone, sia quelle dell’ambiente di lavoro sia i familiari; il malessere, la tensione, il nervosismo, l’irritabilità sono contagiose e rimbalzano da uno all’altra in una catena di reazioni. E’ una realtà che dal singolo si diffonde, come le onde concentriche create da un sasso gettato nell’acqua, tutto attorno, nelle cerchie di relazioni di lavoro e private.

Purtroppo lo stress, nella cultura italiana, spesso tende a essere minimizzato e a essere visto come una fantasia priva di fondamento. Un’indagine realizzata da “Inc Non Profit Lab”, gli italiani reagiscono al malessere che deriva dallo stress con strategie discutibili:

-          il 29,4% tiene per se ciò che prova, non ne parla, non fa nulla;

-          il 28,2% aspetta che passi;

-          il 29,1% ne parla con parenti e amici;

-          alcuni assumono farmaci auto-prescritti e pochi si rivolgono al medico generico.

 

Una nuova direzione possibile

Nella “Carta di Ottawa”, redatta in Canada nel 1986 alla fine della prima conferenza internazionale sulla promozione della salute e benessere delle persone, chi desidera essere proattivo nella prevenzione e nella gestione dei primi segnali dello stress, trova delle utili linee guida.

Questo documento pone al centro dell’attenzione l'uomo. Parte da una concezione olistica dell'essere umano e della società, e pone alla sua base una visione unitaria in cui come l'uomo è un insieme, non una somma di parti separate, così l'organizzazione sociale è vista come un insieme unitario. La salute è una risorsa indispensabile di vita quotidiana, un elemento che migliora il mondo intorno a noi, ognuno deve imparare a prendersi cura di se stesso, degli altri e dell’ambiente.

Nei circa quarant’anni trascorsi dalla stesura della “Carta di Ottawa”, le Scienze Umane e le Neuroscienze hanno fatto enormi passi; la comunicazione di massa generata dal digitale oggi consente di avere a disposizione una massa d’informazioni che, in alcuni casi, hanno anche prodotto metodi e tecniche da poter utilizzare in autonomia. Alcune strategie, semplici e di facile applicazione, sono a disposizione di chi decide di prendersi cura di se, basta essere disposti a imparare e a sentire che il tempo dedicato a se stessi è l’espressione del rispetto e della cura verso i beni preziosi che sono il corpo e la mente. Ecco tre di questi metodi, adatti al “fai da te”.

 

  • Respirazione Consapevole

Efficace, naturale, portatile: efficace perché agisce direttamente sugli aspetti biochimici dell’organismo e in pochi minuti (almeno 3/5); naturale non ha bisogno di spiegazioni; portatile perché è già istallata nel corpo ed è sempre con noi, ovunque siamo.

Esistono innumerevoli tecniche respiratorie, è un argomento al quale l’essere umano s’interessa da millenni; alcune appartengono alla cultura Orientale, ma non sono le uniche. Aldilà della tecnica, quello che è importante è la consapevolezza che la respirazione è una risorsa psico-fisica alla quale è possibile accedere intenzionalmente.

 

  • S.T.O.P

E’ un’applicazione molto semplice della Mindfulness; favorisce la possibilità di essere più presenti mentalmente e di ristabilire equilibrio tra mente e corpo.

S.T.O.P. è l’acronimo di quattro verbi in inglese:

S = Stop, Fermati;

T = Take a breath, Fai un respiro / Respira;

O = Observe/Osserva / Ascoltati;

P = Proceed/Procedi osservando di cosa senti bisogno; ogni volta che ti distrai, ritorna alla Respirazione.

Può essere utile da inserire durante la giornata, prima che la mente si saturi e/o che il corpo si affatichi eccessivamente con la pressione del fare e della fretta.

 

  • UN QUADERNO

Anche se le tecnologie hanno un grande spazio nelle nostre vite, mantenere un’abitudine alla scrittura fatta a mano, che coinvolge in modo più dettagliato i sensi e il Sistema Nervoso, è una strategia funzionale per prevenire lo stress e, anche, per gestire il suo insorgere, quando l’impatto sull’organismo non è ancora troppo intenso.

Non è solo il gesto fisico a essere utile, anche lo scopo per il quale è utilizzato; per esempio un quaderno dove scrivere di getto la tempesta delle emozioni vissute in una situazione appena vissuta, è un modo di esprimere, anziché di reprimere, privo di controindicazioni e benefico per l’organismo; le emozioni hanno anche una parte bio-chimica che ha bisogno di essere metabolizzata. Questa è una strategia che alleggerisce lo stato d’animo.

La scrittura può avere molte altre finalità, funzionali per prevenire e gestire lo stress; prossimamente un articolo solo su quest’argomento.

Queste strategie sono semplici, richiedono poco tempo, non danno effetti miracolosi ma sono efficaci; tienile a portata di mano, scrivi un post it e attaccalo al pc, registra un audio sul cellulare e programmalo a suonare due o tre volte al giorno. Metti giù il telefono, guarda le persone che ci sono nella tua vita, osserva gli alberi fuori dalla finestra, il tuo cane o il tuo gatto (ma va bene anche se hai un criceto o un furetto). Respira.

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