INDICE:
- Opportunità e rischi
- Risorse
- C’è chi ci pensa e ci lavora
- Qualche spunto utile
Opportunità e rischi
I nonni erano una risorsa per le nuove generazioni, ai vicini di casa potevi bussare se avevi finito lo zucchero, ci si fidava del parere degli insegnanti, il sacerdote della parrocchia era un riferimento: modi di stare in relazione di non poi molto tempo fa. Poi cos’è successo? Quando si è perso il rispetto per alcune figure, la fiducia per altre e abbiamo iniziato a cambiare?...
Da alcuni decenni, viviamo una fase storica nella quale la vita è pervasa dalla tecnologia e dal digitale, abbiamo a disposizione enormi opportunità; c’è però un prezzo per tutto questo: le relazioni tra esseri umani sono in crisi. E’ possibile fare qualche cosa? Ne vale la pena?
Gli esseri umani sono sociali, è nella loro natura essere in relazione, in vari modi, con altre persone. Veniamo al mondo grazie all’incontro tra due individui che ci allevano, facciamo parte di una cerchia chiamata famiglia; con la scuola si formano nuove cerchie, fatte da compagni di scuola, amici, insegnanti; entrando nel mondo del lavoro le cerchie si allargano con i colleghi, i capi, i clienti; poi sono i conoscenti, le persone che frequentiamo perché coltiviamo un hobby, uno sport, una passione. Siamo elementi di reti sociali, private, pubbliche, personali, professionali.
Oggi in tutto questo si sono inseriti i computer, gli smartphone, internet, i social; abbiamo incluso nella vita le relazioni virtuali, senza corpo, che favoriscono la spersonalizzazione dei rapporti. Contemporaneamente, la struttura della famiglia non è solo cambiata, è entrata in crisi, con effetti a cascata su altre forme della vita sociale.
I fenomeni e i meccanismi sono molto più ampi e complessi di questa sintesi, resta comunque questa realtà con la quale confrontarsi: la diffusa e preoccupante tendenza a manifestare comportamenti caratterizzati da scarsa umanità. Questo rende le relazioni, quando ci sono, ancora più difficili di quanto non lo siano naturalmente, aumenta l’aggressività e la tendenza all’isolamento sociale.
Risorse
In questa preoccupante deriva, sono a rischio tante cose, tra le quali lo sviluppo della specie umana e, prima ancora, il suo benessere esistenziale. La maggior parte dei genitori e degli educatori sanno intuitivamente che le relazioni di buona qualità contano; la scienza ci insegna che i rapporti umani, soprattutto quelli basati su un legame affettivo, guidano lo sviluppo del cervello, l’apprendimento socio-emotivo e quello scolastico. La ricerca ha dimostrato che i bambini che sperimentano buone relazioni tendono ad avere un ippocampo più ampio, una regione del cervello fondamentale per la memoria, l'apprendimento e la regolazione delle emozioni. Le relazioni, o la loro assenza, hanno impatto sulla capacità di un bambino di imparare, connettersi con se stesso, con gli altri, con la vita.
Le relazioni di buona qualità, tra le persone, fanno bene alla salute fisica e mentale; avere relazioni autentiche ed efficaci, ha impatto sull'umore, aiuta a ridurre lo stress, rafforza il sistema immunitario, ci insegnano le Neuroscienze. Non solo, contribuiscono a un senso generale di soddisfazione e benessere, fattore che ha impatto sulla salute generale e sulla longevità.
Avere cura, riconoscere e preservare il valore dello stare in contatto con altri esseri umani, non è solo un atteggiamento vantaggioso, è soprattutto una risorsa per l’esistenza di ognuno, una risposta costruttiva al dono della Vita. Per rendere concreto questo modo di stare in relazione, non è necessario rinunciare a quello che il tempo attuale mette a disposizione, come la tecnologia, per esempio. Ciò che serve è fermarsi, farsi domande e riflettere, non necessariamente trovare sempre risposte, piuttosto renderci conto quali abitudini e quali comportamenti stiamo mettendo in atto; se camminiamo, mangiamo, lavoriamo con il cellulare sempre in mano, è opportuno usarlo meno. Da lì, da quella consapevolezza, si può iniziare a portare qualche variazione, poco per volta, con una motivazione che nasce senza sforzo dal fatto di attribuire importanza e valore allo scambio autentico tra individui.
C’è chi ci pensa e ci lavora
L’emergenza su questi argomenti è mondiale, oggi le tendenze prendono piede più facilmente e più velocemente grazie alla comunicazione di massa e alle tecnologie. Grazie a questi stessi meccanismi, in molte nazioni del mondo, stanno emergendo modelli scolastici innovativi, nuove politiche e progetti focalizzati sul potenziamento delle relazioni. Molti istituti universitari prestigiosi stanno realizzando ricerche scientifiche e sviluppando programmi educativi su questi argomenti: all’Università di Washington hanno scoperto che i bambini imparano di più e meglio se sono insieme ad altri bambini, abbiamo un cervello sociale e lo scambio con gli altri ci supporta nell’apprendere; alla Stanford Graduate School of Education, California, un team di scienziati sta studiando l’impatto sull’apprendimento della sincronia neurale, ovvero la sintonizzazione cerebrale, l’attività cerebrale di più persone che si co-regola. Sempre in questa stessa università, in attesa che l’I.A. sia organizzata e regolamentata con maggiore sicurezza ed efficacia, studiosi e educatori cercano di creare applicazioni che promuovano la collaborazione tra gli studenti.
Di recente, la dottoressa Isabelle Hau, direttrice dello Stanford Accelerator for Learning, ha scritto e pubblicato un libro dal titolo “Love to Learn: The Transformative Power of Care and Connection in Early Education”, “Amare imparare: il potere trasformativo della cura e della connessione nell'educazione della prima infanzia” ( * ). L’autrice, oltre a spiegare perché le relazioni sono in crisi nella nostra società individualistica e pervasa dalla tecnologia, scrive anche dell’importanza di coltivare delle relazioni di buona qualità, nelle quali la cura degli affetti e del contatto umano è di fondamentale importanza per le nuove generazioni, oltre che per gli adulti.
Qualche spunto utile
Nel suo libro la dr.ssa Hau illustra un suo modello relazionale e i passi che possono essere attuati da chiunque sia motivato a migliorare le proprie relazioni. Durante l’infanzia esistono quattro cerchie di relazioni: la famiglia, gli amici, la scuola e la comunità; ecco la sintesi di alcuni degli spunti proposti dall’autrice.
Famiglie e Genitori: è necessario impegno affinché la famiglia recuperi, rinnovi e valorizzi del tempo relazionale, rinsaldando le reti con gli anziani, per esempio, e con altre parti dell’ambiente familiare. La tecnologia può favorire concretamente queste azioni, quando la distanza o gli impegni non permettono il contatto in presenza.
Amici: un tempo e uno spazio per una parte leggera, per i bambini anche utile all’apprendimento, è quello del gioco; una dimensione ludica anche nella vita, anche come contropartita alle responsabilità che ogni giorno è necessario affrontare, è di aiuto al benessere personale e rinsalda i rapporti di amicizia.
Scuole: gli insegnanti, di qualsiasi livello scolastico, possono fare molto per trasmettere il valore delle relazioni; innovare il loro metodo di lavoro in modo creativo, strutturare l'apprendimento su progetti, piani organizzati in piccoli gruppi e/o a coppie, sono approcci che favoriscono la collaborazione e l'apprendimento relazionale. Importante anche che la scuola abbia cura delle relazioni con le famiglie, affinché possa esserci collaborazione e supporto reciproci, la base delle buone relazioni.
Comunità: si stanno sviluppando (l’autrice si riferisce in particolare alle Hawai e a New Orleans) iniziative comunitarie che accolgono le famiglie per diverse attività; sono basate sulla sensibilità ai bisogni che possono emergere in alcune situazioni, non solo di emergenza, anche della quotidianità. Sono necessità che le persone affrontano come possono, a volte comportano stress e burden che, con il giusto supporto, possono essere prevenuti.
L'obiettivo di questi suggerimenti è che l’attenzione alla cura delle relazioni siano più diffuse nei sistemi di istruzione e nella società. Una degli aspetti che continuerà a renderci profondamente umani é la capacità di connetterci con gli altri, avere scambi, confronti utili, apprendimenti. Una parte preziosa dell’esistenza umana che sta a ognuno proteggere dal rischio sia sostituita nel tempo dalle macchine.
( * ) Il libro è disponibile, per ora, solo in lingua inglese.