"IL CREATO in una CAREZZA"

09 Feb 2025

  • di Milena Screm
  • /
  • Counseling

INDICE:

  • "Bolle temporali"
  • Qual'è il senso dell'esistere?
  • Una parola che brilla
  • Avere cura, di se, degli altri, del mondo

 

Bolle temporali

Ci sono momenti speciali e preziosi, “bolle temporali”, nei quali le cose rallentano, diventano ovattate e luminose ai sensi; non accade di frequente, ma se accade, per alcuni istanti tutto assume un senso fresco e rinnovato, libero da orpelli mentali, in armonia senza fare nulla.

Senza essere “esperienze trascendentali”, sono comunque momenti speciali e lasciano doni: per esempio la chiara percezione della complessità e meraviglia della Vita e del suo pervadere ogni cosa.

Solo cinque righe per sintetizzare l’esperienza possibile nel leggere un libro, non uno a caso ma “Il Creato in una Carezza”, di Leonardo Boff.

 

Qual'è il senso dell'esistere?

Giorno dopo giorno i risvegli, le abitudini, le azioni, le scelte, le conversazioni e molto altro ancora, si susseguono ripetitivamente nella vita degli esseri umani; incombe la rincorsa del tempo, che manca sempre, e la corsa al risultato, che richiede impegno. Obiettivi, sicurezze, status quo e condizionamenti fanno da spinta; ovviamente c’è anche un prezzo da pagare, fatto di fretta costante, di stress, di godere poco o affatto delle cose.  Facile che tutto questo porti a dimenticare di porsi una domanda fondamentale, “Qual è il senso dell’esistere?

Non si tratta di una domanda filosofica né metafisica, piuttosto riguarda il mondo, anzi l’universo, che ognuno porta dentro di sé ed è più precisa se formulata “Qual è il senso del mio esistere?” E, anche, “Quale valore attribuisco all’esistere/al mio esistere?”. A quest’ultima domanda è possibile rispondere con aggettivi come tanto/abbastanza/poco e in modi altri modi; in realtà non sempre le domande si pongono per cercare risposte, a volte semplicemente per invitare a riflettere.

Il pensatore” di Rodin, perfetta immagine della riflessione: immobilità, quiete, lavorio interiore. La direzione è esplorare, dentro di sé, non i “vorrei”/”potrei”/dovrei”, piuttosto la relazione con il mondo, com’è agita nel comportamento, cosa muove nel sentire, quale e quanto spazio ha sulla somma dell’esistenza.

 

Una parola che brilla

Una parola brilla tra le tante del linguaggio a disposizione, una parola breve, solo quattro lettere, piccola eppure potente e dagli effetti preziosi.

Cura deriva dal latino cor, e il suo significato primario è attenzione, sollecitudine, atto di prendersi a cuore qualcosa o qualcuno, con dedizione costante e profonda.  Come abracadabra, questa è la “parola magica”, l’attitudine a prendersi a cuore qualcosa, qualcuno, noi stessi/gli altri/il mondo/la vita; vivere il mondo e l’esistenza con un po’ di sentimento, oltre che di raziocinio. Avere, coltivare e esprimere rispetto, compassione, gentilezza, apprezzamento. Boff lo chiama “Vivere tutto il nostro essere e il nostro mondo sotto il tocco gentile di una carezza”.

E’ un’attitudine, quella alla cura, che porta in sé un tratto di energia femminile: tendenzialmente, anche oggi, sono le donne, predisposte biologicamente a genere e allevare i figli, a essere portatrici di azioni quotidiane di cura verso gli altri; fondamentale includere anche se stesse. Aldilà della biologia, chiunque ne comprenda il senso e la funzione, può svilupparlo e attuarlo in qualche modo, non c’è un modello ideale perfetto da raggiungere, piuttosto una tendenza da iniziare a mettere in atto.

 

Avere cura, di se, degli altri, del mondo

Carl R.Rogers inserisce la cura, attenzione, dedizione, impegno, verso sé stessi, gli altri, la vita, nel suo elenco delle qualità che fanno la differenza in un essere umano, la concepisce come una delle attitudini che nutrono il principio attualizzante, il fiorire dell’individuo. La sua è una visione Umanistico Esistenziale, radicata in uno sguardo positivo sull’uomo e sull’esistenza; questo orientamento tiene conto anche dei diversi aspetti della vita delle persone, identificando nel contatto con il mondo interiore, corpo-mente-emozioni-spirito, e nella sua cura, la direzione per l’espressione e realizzazione funzionale sul piano relazionale, professionale e sociale.

Il lavoro di una vita, un cammino, una direzione; un viaggio con tappe e passaggi; un orientamento che nasce da una bussola interiore, anziché da miraggi creati dall’esterno.

Una scelta.

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