FREQUENZE

28 Giu 2026

  • di Marta Mongiorgi & Milena Screm
  • /
  • Counseling

(Immagine di Marta Mongiorgi).

 

Piccole cose, radici profonde.

Marta Mongiorgi

Del cosa, dal dove.

Piccole cose. Postura. Presenza. Poesia. Spazio.

Un dialogo a quattro mani sulla bellezza quotidiana, sul punto da cui scegliamo di guardare, sullo spazio necessario perché tutto ciò possa accadere.

Una pratica semplice da abitare, un giorno alla volta.

 

Piccole cose: nasce la poesia della vita.

Milena Screm

Spinti continuamente verso il prossimo obiettivo, la prossima attività, il prossimo risultato. Nei grandi progetti, nelle piccole attività quotidiane.

Eppure, la qualità della nostra vita non dipende soltanto dai grandi traguardi.

Dipende anche dalla nostra capacità di coltivare ogni giorno la bellezza, la poesia delle piccole cose, quei dettagli che spesso passano inosservati ma che danno significato al nostro cammino.

La bellezza non è qualcosa di straordinario che accade raramente, é una pratica quotidiana.

È una scelta.

È l'attenzione che decidiamo di dedicare a ciò che ci circonda e alle persone che incontriamo.

Non servono gesti eclatanti. Bastano micro azioni, semplici e accessibili, che nel tempo generano un impatto profondo sul nostro benessere e su quello degli altri.

Fermarsi un minuto ad ammirare qualcosa di bello: un'alba, un albero, un dettaglio architettonico, un volto sorridente.

Ringraziare sinceramente una persona per qualcosa, invece darlo per scontato.

Lasciare uno spazio della giornata senza notifiche, dedicandolo all'ascolto, alla lettura o al silenzio.

Compiere un piccolo gesto di gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio: un aiuto, una parola incoraggiante, un sorriso.

Annotare ogni sera una cosa bella accaduta durante la giornata, anche se apparentemente insignificante.

Sono azioni minime, richiedono pochi minuti. Eppure hanno il potere di spostare a un’altra angolazione il nostro modo di guardare il mondo.

La poesia della vita non nasce dall'eccezionalità degli eventi, ma dalla profondità con cui scegliamo di vivere quelli ordinari.

Forse la vera sfida non è fare di più, ma accorgerci di più.

La bellezza esiste già, ha solo bisogno di essere alimentata, un piccolo gesto alla volta.

Quale piccola azione quotidiana ti aiuta a coltivare la bellezza nella tua vita?

 

Diventiamo quello che osserviamo, o da dove lo osserviamo?

Marta Mongiorgi

Anni fa, durante il mio percorso da coach umanista, rimasi folgorata da una frase:

le emozioni ti scelgono, i sentimenti li scegli tu.

Leggendo Milena, che ci ricorda come la bellezza sia una scelta, quel lampo mi è tornato in mente.

Milena guarda con profondità come coltivare e far emergere la bellezza, io mi sono chiesta che cosa rende possibile quella scelta.

Ogni scelta ha bisogno di uno spazio tra ciò che vediamo, sentiamo, pensiamo, intuiamo, e ciò che decidiamo di farne.

Quello spazio, per me, è la postura interna, che ha come conseguenza quella del corpo.

Il modo in cui ci poniamo davanti a ciò che accade, e ancora prima, il modo in cui ci poniamo davanti a noi stessi.

Qualche mese fa, in un corridoio universitario, ho visto una docente fermarsi davanti alla richiesta di attenzione di una studentessa che parlava sommessamente.

La docente ha ascoltato, non ha risposto subito, ha aspettato qualche momento dopo che la studentessa aveva finito di spiegarsi.

In quell'attesa è successo qualcosa, sembrava una bolla protetta, dove nessuna interferenza avrebbe potuto inserirsi.

Quella studentessa, secondo me, ha sentito chiaramente che ciò che aveva da dire era atterrato in un posto dove poteva sostare.

La scena era di una bellezza disarmante, ma forse nessuna delle due in quel momento aveva scelto la bellezza.

Entrambe però avevano di sicuro scelto una postura silenziosa, coraggiosa, carica di attenzione.

È forse da lì, da quell'istante sospeso, da quel "luogo" che, subito dopo, la bellezza è diventata possibile.

Quindi forse la domanda non è sempre: cosa e come scelgo di fare?

Ma a volte, forse, è importante comprendere: da dove lo sto scegliendo

 

La pratica di questo mese

  • Per qualche giorno, prima di annotare cosa hai scelto, prova ad annotare da dove l'hai scelto.
  • Basta un quaderno, o le note del telefono, e un momento qualsiasi della giornata in cui ti accorgi di aver appena deciso qualcosa: una parola detta, una porta aperta o chiusa, un silenzio mantenuto o trattenuto, uno sguardo.
  • Fermati un istante prima di scrivere cosa hai scelto.
  • Chiediti: in quel momento, dov'ero? Stavo cercando ciò che mancava, o ciò che cresceva? Stavo rispondendo da uno spazio di attesa, o da una reazione immediata?
  • Ero rivolta verso l'altro, o già altrove?
  • Scrivi solo questo, non il giudizio su ciò che hai scelto, ma il luogo da cui l'hai scelto.
  • Dopo qualche giorno, rileggi le tue annotazioni senza cercare uno schema: lascia che siano loro a mostrartelo se c'è.

Forse scoprirai che certe scelte tornano sempre dallo stesso luogo, e che comprenderlo è già un primo gesto di bellezza.

Vuoi farci sapere com’è andata?

Saremo felici di leggerti e di offrirti la nostra visione delle cose.

Marta Mongiorgi e Milena Screm

"Frequenze", newsletter di Marta Mongiorgi su Linkedin: Una mappatura lenta per ritrovare la propria postura, tra notifiche e ascolto.

Per maggiori informazioni sulle attività di Insight e/o per chiedere supporto nella scelta del percorso più adatto compila il modulo presente in questa pagina. Per conoscere tutte le opzioni di contatto clicca sul pulsante qui sotto:

Contattaci

Entriamo in contatto

Se hai domande, dubbi o richieste in merito ai nostri servizi e/o alle nostre iniziative, ti invitiamo a compilare il modulo qui sotto. Ti risponderemo nel più breve tempo possibile.

Inviando il modulo dichiari di aver letto, compreso ed accettato la nostra informativa sul trattamento dei dati personali.