Counseling COME?

16 Dic 2023

  • di Milena Screm
  • /
  • Counseling

Anche a te batte un po’ più forte il cuore quando parli della tua professione?

Le persone ti dicono che si sente che il tuo lavoro ti appassiona?

Percepisci che quello che fai abbraccia tutta la tua esistenza e le dà un senso diverso?

Potresti essere un medico, oppure un insegnante o un educatore e provare le stesse cose; invece sei un/un Counselor, un professionista di un ambito che Italia ha una storia abbastanza recente, poco più di trent’anni.

Nonostante la comunicazione di massa degli ultimi decenni, nel nostro paese il Counseling tendenzialmente è visto come una professione psicologica, con possibili sovrapposizioni a territori sanitari.  A rinforzo di questo, è frequente che chi intraprende una formazione professionale per diventare Counselor, abbia nella sua esperienza personale il sogno giovanile non realizzato di una laurea in Psicologia. Così come accade oggi spesso che il corso di studi universitario psicologico sia realizzato dopo aver conseguito l’attestato di Professional Counselor.

 

Quindi, che cos’è il Counseling? Di cosa si occupa? Chi dovrebbe rivolgersi a un Counselor e a che scopo?

 

Iniziamo con delle informazioni chiare sul termine counseling: termine anglosassone, nasce da to counsel che significa accompagnare; eliminiamo così le traduzioni errate consigliare e consulenza.

Diverse associazioni di categoria hanno dato una definizione del Counseling, a iniziare dagli enti storici, che sono americani, terra dove quest’approccio ha avuto origine. ACA American Counselling* Association scrive: “Tutte le persone hanno periodicamente bisogno di aiuto e di sostegno via via che sperimentano i normali stadi e transizioni della vita”. Da questa definizione emerge che quella del Counseling è una “relazione d’aiuto”, finalizzata alle crisi che possono nascere durante un ciclo di passaggio della vita, cioè quando un essere umano transita da una condizione acquisita a un’altra, come per esempio:

  • dal mondo scolastico a quello del lavoro,
  • creare una famiglia, avere dei figli,
  • cambiare ruolo professionale e avere nuove responsabilità,
  • realizzare un’aspirazione profonda e di auto realizzazione,
  • affrontare un licenziamento e cercare un nuovo lavoro,
  • il pensionamento,
  • la menopausa,
  • invecchiare.

Ognuna di queste fasi comporta cambiamenti e nuovi assetti, un adattamento che richiede tempo e la messa in gioco di risorse interiori, mentali ed emotive. Nelle fasi di cambiamento, quando quello che è stato acquisito deve fare spazio anche a fattori sconosciuti, il disorientamento, la perdita di vista delle proprie qualità e i timori, possono dare origine a periodi faticosi, di crisi. La relazione d’aiuto, realizzata con gli strumenti e le modalità del Counseling, si colloca qui.

Un altro fattore che posizione il Counseling, e il professionista Counselor, in ambiti diversi da quelli psicologici, riguarda anche il senso dato alla parola crisi:  termine greco, da krino distinguere, separare; l’origine è agricola, separare il grano dalla pula. Col tempo ha assunto altri significati, come krisis, cioè scelta; nel ‘900  si inizia a darle  il senso di mutamento faticoso, fase critica, portando questa parola a una polarizzazione negativa. Interessante osservare come in alcune culture orientali il termine crisi sia associato, invece, a opportunità.

Nel Counseling una crisi è considerata un’esperienza naturale della vita, durante la quale un individuo può perdere di vista le proprie risorse. Il lavoro del professionista di Counselig consiste nell’accompagnare e facilitare la riscoperta, la scoperta e la messa in atto delle risorse.

BAC, British Association for Counselling: “E’ Counselling quando un Counsellor professionista incontra un cliente in un setting riservato per esplorare una difficoltà pratica, emotiva, relazionale che questi sta sperimentando; oppure un’insoddisfazione esistenziale, o una ricerca di orientamento, motivazione, miglioramento personale.”

 

Come avviene questa esplorazione?

 

Nella relazione d’aiuto di Counseling il professionista mette in gioco competenze  specifiche che riguardano la Comunicazione e la Relazione, Ascolto ed Empatia in primo luogo, ma non solo; l‘obiettivo è di rendere più efficace la Comunicazione e la Relazione del cliente con se stesso, con gli altri, con la società. Nel percorso di formazione per diventare professionista di Counseling, oltre all’apprendimento teorico, cognitivo, è previsto anche un percorso di crescita personale, partendo dal presupposto che la maturazione come esseri umani è portata anche nella pratica professionale. Oltre a imparare informazioni sui diversi aspetti che rendono più efficace la comunicazione e la relazione tra le persone, la formazione richiede anche interiorizzazione, un percorso di educazione all’ascolto e all’empatia con se stessi prima, poi con l’altro.

 

Basta la parola?

 

La comunicazione verbale, attuata con competenza e con cura, è alla base dell’approccio del Counseling, ma non vanno dimenticate le basi Umanistiche: l’individuo è considerato nella sua interezza di corpo-mente-emozioni-spirito, di realtà sistemica e di natura evolutiva. L’arte di aiutare ad aiutarsi, com’è chiamato il Counseling, si realizza anche attraverso un percorso di educazione all’ascolto di se stessi, a iniziare dal corpo e dalle sensazioni ed emozioni, oltre che dei pensieri. E’ funzionale l’apprendimento di alcune tecniche, strumenti pratici che consentono esperienza concreta, e che consentono di nutrire l’Intelligenza Emotiva. Nel modello di Counseling Insight, le Neuroscienze hanno un posto d’onore nello sviluppo di nuovi linguaggi, che consentono di portare nuovi punti di vista verso il mondo interiore, oltre a implementare una mindset di crescita.

 

Riassumendo.

 

Chi sta attraversando uno dei cambiamenti ciclici dell’esistenza, si sente disorientato, o in crisi, o desidera realizzare un miglioramento personale, trova nel Counseling un approccio tagliato su misura per queste esigenze naturali.

Il percorso con il  Counselor professionista punta a fornire alla persona informazioni e strumenti pratici, finalizzati a migliorare la qualità della comunicazione e della relazione della persona con se stessa, facilita l’apprendimento di nuove forme di linguaggio interiore e amplia i possibili punti di vista sull’esperienza di vita che la persona sta attraversando. Favorisce passaggi graduali per familiarizzare con i cambiamenti e il nuovo assetto che ne deriva; tutto questo anche attraverso una comunicazione efficace, modalità relazionali accurate, il rispetto dei tempi e dei modi necessari, con fiducia nella spinta evolutiva insita nella persona stessa.

La qualità della vita interiore degli individui, la responsabilità personale che spetta a ognuno su quest’argomento, le vie e i modi per essere artefici del ben-essere personale, le scienze umane intese come campo di conoscenza di se sul piano fisico, mentale ed emotivo, tutto questo messo anche al servizio del senso profondo e prezioso dell’esistenza, è alla base del Counseling. Carl R. Roger al cui lavoro rivoluzionario dobbiamo questo dono, né è stato un esempio come uomo, oltre che come professionista.

Un approccio che può far “battere il cuore”, emozionare, quando se ne percepisce il potenziale anche sul piano sociale, in momento di storia dell’umanità che ha bisogno “luce” e di cuori generosi.

 

(* Sia counseling che counselling sono parole corrette, la versione con due elle è usata maggiormente nei paesi anglosassoni.)

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