INDICE:
- Domande per riflettere
- Soddisfazione e Sistema Immunitario
- Le scelte e la soddisfazione
- Le risorse del corpo
Da chi credi dipenda la tua soddisfazione?
Che cosa ti fa sentire soddisfatto?
Come ti adoperi per provare questa sensazione?
Tre domande, un solo argomento, innumerevoli risposte, diverse per ognuno.
Una domanda stimola una sequenza di pensieri/ipotesi/sensazioni/immagini/informazioni, un accendersi di sentieri diversi nelle sinapsi, impulsi elettrici nella materia grigia. Poi, con un guizzo, la carne s'illumina d’intelligenza e, come un fiore, sboccia il significato.
Processi che ognuno di noi vive innumerevoli volte, ogni giorno, dispersi tra la fretta, il fare, rispondere, ottenere, raggiungere, capire; distratti da tutto quello che, nel mondo dentro e nel mondo fuori, reclama la nostra attenzione.
Riflettere, considerare, ripensare e meditare, andando in profondità, cercando di scoprire significati diversi, per il semplice gusto di esplorare, fino a sentire soddisfazione per ciò che è emerso, illuminante o meno che sia, perché l’importante è ampliare lo sguardo sulle cose. Sono attività che richiedono tempo, quiete, pazienza, ascolto di sé; nonché la maturità di mettere da parte, ogni tanto, l’ottenere un risultato, una risposta, per giunta performante. Un lusso, mentre viviamo immersi nella fretta e nella pressione del lavoro, delle relazioni, dell’esistere di oggi che é fatto anche di dipendenza e competizione con le macchine.
Sei cert@ che “Il pensatore” di Rodin cercasse risposte?
Forse stava solo riflettendo.
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Soddisfazione e Sistema Immunitario
Soddisfazione: era il punto di partenza.
Sinonimi, dice il dizionario: appagamento, gioia, pienezza, benessere.
Tanta roba.
Quando i collegamenti corpo-mente-emozioni non erano ancora chiari quanto lo sono ora, anche la medicina allopatica ammetteva che la soddisfazione ha impatto sul sistema immunitario dell’organismo umano, considerando in questo modo la possibilità che lo stato mentale ed emotivo possano influire sulla salute fisiologica. Questo quasi un secolo fa, poi sono venute le Neuroscienze e la PsicoNeuroEndoImmunologia che, oltre a dimostrare scientificamente che gli esseri umani sono un sistema di sistemi connessi tra loro, ha dato vita anche un nuovo significato della parola salute.
Non più solo “assenza di malattia“, ma qualche cosa di più ampio, influenzato al 75% dallo stile di vita, dalle abitudini e dagli atteggiamenti con i quali sono affrontate le situazioni quotidiane e le esperienze, il tutto condensato in una parola, ben-essere, senso di soddisfazione e di pienezza.
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Le scelte e la soddisfazione
Sentirsi soddisfatti è anche una questione di scelte.
Ci sono momenti in cui ci si può sentire come se vivere sia percorrere una strada in salita, forzandoci ad andare avanti, facendo cose e realizzandone senza necessariamente sentirsene appagati, eppure stiamo facendo scelte. Quello è un buon momento per fermarsi e porsi domande: Quali abitudini sto portando avanti e non mi servono? Sto avendo comportamenti che mi aiutano a sentirmi soddisfatt@? Cosa mi fa stare bene davvero? E’ in questo fermarsi a riflettere e favorire il rendersi conto che si mettono in atto scelte basate su noi stessi autenticamente, si avviano cambiamenti.
La felicità, la soddisfazione, non riguarda solo ciò che aggiungiamo, altri risultati, performance da guinnes, grandi novità; il mito dell’essere forti, perfetti e performanti, anche se è quello più diffuso, possiamo comunque essere efficaci in altro modo, con altre scelte. Portiamo attenzione a ciò che sottraiamo, prima di pensare ai risultati da ottenere: le aspettative irrealistiche, il bisogno di una convalida esterna, la pressione di fare e di essere “sempre di più", rincorrere il mito della forza e del perfezionismo senza mai sentire di averlo raggiunto. Uscire dai circoli viziosi è un atto di coraggio. E di cura di sè stessi.
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Le risorse del corpo
La buona notizia è che se questa nuova direzione ci sta a cuore, la fisiologia è lì, a nostra disposizione, si chiama “neuroplasticità”: qualunque sia la nostra età biografica, la materia grigia può produrre nuovi sentieri, nuove percorsi, nuovi modi di pensare; è un ampliamento, non una sostituzione. Serve saperlo e avere qualche strumento per favorire questo processo naturale. Ecco una domanda su cui riflettere: Quale piccola azione posso intraprendere oggi per sentire maggiore soddisfazione nella mia vita?
Potrebbe essere dare priorità alle relazioni rispetto alle attività. Imparare a valorizzare anche la saggezza e l'intuito, non solo l'intelligenza cognitiva. Oppure decidere che la gioia è qualcosa che si crea, non qualcosa che si aspetta, soprattutto se l’attesa è che arrivi dall’esterno, gli altri, le situazioni, la Vita. Il potenziale è dentro di noi, lì sono le risorse; gli eventi raramente possono essere controllati, possiamo invece imparare ad attraversarli in modo funzionale, è il dono che abbiamo a disposizione sviluppando una mindset di crescita, una mente aperta, curiosa, flessibile.
Perché la soddisfazione che può realizzarsi ha un giardiniere: siamo noi, la sua semina, crescita e fioritura è nelle nostre mani.