INDICE:
- La Fine di un Ciclo
- Uno sguardo alle spalle: le soddisfazioni
- Tirare somme, stabilire attitudini rinnovate
- Uno sguardo alle spalle: essere grati agli errori
- Tirare le somme per decidere dove investire
- Tempo di buoni propositi
- La Fine di un Ciclo
Ultimi giorni di vecchio anno, come sempre con cose belle e cose spiacevoli da ricordare. E con la stessa attesa di sempre: che l'anno nuovo sia migliore, con speranze, desideri e propositi che si muovono sotto la pelle.
Non basta esprimere propositi per il futuro ogni Capodanno, bisogna gettare uno sguardo all’indietro prima di saltare in avanti. Dare uno sguardo ai trecentosessantacinque giorni trascorsi, prendere atto dei risultati, dei successi e degli insuccessi, fermarsi a riflettere su quanto imparato di utile e significativo da tutto questo. A volte quello che può essere etichettato frettolosamente come “insuccesso”, o "errore", può rivelarsi un'opportunità o una benedizione.
Porsi alcune domande può avere senso, ora che mancano poche ore a un anno nuovo di zecca, a un nuovo ciclo di esperienza.
- Uno sguardo alle spalle: le soddisfazioni
Durante il 2025, cosa mi ha generato soddisfazione?
Di certo ci sono state occasioni di questo tipo, sia nella vita personale sia in quella professionale.
A volte si cresce educati a minimizzare i propri risultati, come se non ci mai fosse niente di abbastanza rilevante; o, peggio, a sminuire, tanto "chiunque altro avrebbe potuto farcela". C’è anche chi attribuisce i propri risultati alla fortuna, al destino, al caso, ad altre persone che hanno favorito il raggiungimento di quegli obiettivi.
Paradossalmente, non manca comunque la pressione a performare.
Incombe il perfezionismo, il rifiuto dell'errore, atteggiamenti che generano frustrazione, la percezione che nulla sia mai abbastanza soddisfacente, la ricerca di fare ancora di più, altro, per rincorrere una soddisfazione irraggiungibile.
- Tirare somme, stabilire attitudini rinnovate
La domanda Durante il 2025, cosa mi ha generato soddisfazione? ha quindi anche la funzione di creare un’occasione per lasciar andare qualche atteggiamento improduttivo, aprendo mente e cuore al riconoscere il proprio impegno e gli sforzi, anziché darli per scontati. Un pò di tranquilla e serena auto celebrazione, con la stessa naturalezza dell'acqua che scorre.
Le cose delle quali essere soddisfatti non devono necessariamente essere grandi, straordinarie; anche le piccole cose sono risultati e vanno messi nella lista. Potrebbero essere nuove competenze acquisite, una trasformazione interiore, lo sviluppo di nuove abitudini, il passaggio a una nuova casa, l'aiuto a qualcun'altro o se stessi, la realizzazione di cambiamenti che hanno avuto un impatto costruttivo sulla vita. Mettiamo tutto nell'elenco, in relazione alla vita personale e alla carriera.
Carta e penna, oppure digitando sullo smartphone: qualche minuto di riflessione, qualche respiro profondo, e poi un elenco a ruota libera, senza censurare o fare selezione: Nell’anno trascorso mi sono sentita/o soddisfatta/o per …..
Una volta fatto la lista, è tempo di fare qualcosa di speciale per sé stessi, darsi un premio, fare qualcosa che piace e che fa sentire bene. Spesso siamo più portati a criticarci e a essere severi con noi stessi, piuttosto che ad approvarci; eppure, qualche volta, vale la pena di mettere in atto una strategia premiante.
- Uno sguardo alle spalle: essere grati agli errori
E' tempo di sfatare il mito della perfezione ideale e di accogliere, nelle tante possibilità, anche quella di poter sbagliare, qualche volta.
Non si tratta di indulgenza, piuttosto di un'attitudine non giudicante e assertiva, basata anche sul fatto di poter imparare da ogni esperienza vissuta, anche dagli errori. Sbagliare qualche cosa e rifletterci, valutando che cosa, grazie a quest'esperienza, è possibile migliorare, è un comportamento che offre due vantaggi: essere in relazione con se stessi con un atteggiamento funzionale e progredire concretamente.
Cos’ho imparato di utile, anche dagli errori, di questo ultimo anno?
Non tollerare il tempo naturalmente necessario al raggiungimento di un obiettivo, per esempio, spinge a fare in fretta e questa può far sottovalutare degli aspetti; già quest'atteggiamento può aprire la strada ad errori, rendersene conto è un punto di partenza per scegliere un "passo" diverso.
L'atteggiamento opposto alla fretta, rimandare, procrastinare, non agire, fa perdere tempo e il momento efficace può andare perso; rendersene conto e impegnarsi a sviluppare una modalità propositiva, trasforma l'errore in opportunità.
Rendersi conto a posteriori di aver fatto una scelta che si è rivelata poi non funzionale al risultato cercato é veramente un errore?
Nel momento in cui quella scelta è stata fatta era stata valutata come corretta, le informazioni e l'esperienza di quel momento portava lì, non altrove, era quello che era possibile, più che errore si può parlare di conoscenza e competenza che al momento della decisione mancava, com'è naturale sia.
- Tirare le somme per decidere dove investire
Alla fine di ogni anno ci ritroviamo a guardare pieni di fiducia nelle aspettative di un anno nuovo di zecca che inizia, sperando che sia migliore di quello appena trascorso. Futuro che arriva, passato che và; fine di un capitolo, inizio di uno nuovo.
In tutto questo succede però di dimenticare che il calendario, ore/giorni/settimane/mesi/anni, sono solo convenzioni, numeri che servono a dare un riferimento nello scorrere del tempo. In questo flusso scorre la vita, con tutto quello che contiene ed offre, nel bene e nel male. E, come nella formula del matrimonio, o noi la accogliamo, la vita, “…nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia…”, o non ci resta che illuderci di “un anno migliore”.
L’esistenza di ogni essere umano scorre, portando esperienze che hanno scopi educativi ed evolutivi; dividerle in belle/brutte, buone/cattive, giuste/sbagliate, rincorrendo le prime e rifiutando le seconde, fa disperdere energie preziose che potrebbero essere indirizzate in modo più efficace. Meno giudizio, meno categorie, più accoglienza, più apprendimento: questo funziona, anche se non è facile e richiede educazione, tempo, pazienza.
Quindi, prima di aprire le braccia al Nuovo Anno, ancora qualche minuto di riflessione, efficace a chiudere bene, con valore, un ciclo prima di aprirne un altro.
Ancora carta e penna, o smartphone: qualche minuto di riflessione, qualche respiro profondo, e poi a ruota libera, senza censurare o fare selezione, Alla luce delle somme che ho messo a fuoco, su cosa voglio investire le mie intenzioni & azioni durante il prossimo nuovo anno?...
- Tempo di buoni propositi
Viviamo in un Universo sistemico, dove tutto accade per un motivo e con una funzione. Una fonte di serenità è scorrere con quello che c’è, così com’è, pur avendo desideri, aspirazioni e progetti. Possiamo dare potere agli eventi e alle persone, cercando lì la felicità e confrontandoci ogni giorno con il fatto che non sempre le cose vanno come vorremmo e che non sempre gli altri sono disposti a farci felici.
Un’alternativa a questo è stare in contatto con sé stessi, in una forma d’intimità chiamata congruenza mente-cuore: la testa capisce, il cuore sente/riconosce. Lì, in quello spazio nel corpo, quello che possiamo apprendere di costruttivo su noi stessi e sulla vita, tramite le esperienze, è a portata di percezione. La porta di quella stanza si apre respirando consapevolmente, unendo, attraverso un solo gesto vitale, pensare e sentire, ragione e intuizione. In quello spazio nasce l'intuizione che guida saggiamente i nostri buoni propositi.
Un anno che finisce è un anno di raccolto; un anno che inizia è un anno di un altro raccolto, interiore e pratico. Fine dei buoni propositi dimenticati il due gennaio, basta con le attese disilluse; dallo spazio profondo del mondo interiore può sbocciare un’esistenza di apprendimento, con il cuore colmo di gratitudine, ogni anno.