di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Il variegato mondo del Counseling è fatto da modelli di lavoro diversi e di adattamenti a specifici contesti

 

 

 

Negli ultimi vent'anni nel nostro paese si è sviluppato un variegato "mondo Counseling". Variegato perchè, diversamente dalle realtà americane e da quelle anglosassoni, in Italia abbiamo dato  a quest'approccio anche impronte che sono frutto del nostro animo creativo e sfaccettato.

Grazie a questo la realtà, il Counseling italiano presenta vari modelli di lavoro, frutto soprattutto dell'integrazione dell'approccio Rogersiano ortodosso con altri approcci: scuole di Counseling Bioenergetico, nelle quali Carl Rogers incontra Alexander Lowen; scuole di Counseling Gestaltico, C.Rogers e F.Pearls; scuole di Counseling Psicosintetico, C.Rogers e R.Assaggioli; scuole di Counseling Transazionale, C.Rogers e E.Berne.

Nel paese dove il Counseling è nato, gli USA, e in quelli dove si è diffuso maggiormente, i paesi anglosassoni, questo fenomeno non ha avuto lo stesso impatto che invece si rileva in Italia; hanno peso le differenze culturali e, anche le differenze giuridiche e legali sugli ambiti di competenza della psicologia e della psicoterapia. In questi paesi, più orientati al problem solving e a alla sistematizzazione degli approcci, si è invece sviluppata di più la differenziazione del Counseling in base al contesto nel quale è utilizzato: la scuola, l'azienda, gli ospedali e le diverse esigenze dell'ambiente santario, gli hospice, i centri per anziani, gli ambiti sportivi.

I modelli di Counseling, quindi, sono proposte nelle quali due riferimenti teorici sono integrati per ricavarne un solo approccio; uno dei due, quello che costituisce la base comunicativa e relazionale, è sempre il modello Rogersiano, l'altro cambia.

Le forme di Counseling prendono il lavoro di Carl Rogers e lo adattano ai bisogni specifici dei professionisti e/o degli utenti di contesti diversi.

In tempi un pò più recenti si è creata un'ulteriore differenziazione, tipi di Counseling diversi nelle tempistiche.

Le proposte di Counseling tradizionale offrono percorsi calibrati su otto, dieci, massimo dodici incontri, cadenziati in modo da consentire tappe graduali e consolidare i progressi, alimentando inoltre l'autonomia del cliente. Soprattutto negli USA, oltre alla modalità tradizionale, alcuni professionisti propongono anche il "Counseling breve": un incontro, oppure due, oppure tre. Il maggior esponente di questa tendenza è il dottor John M.Littrel.

Quali sono le differenze alla base dell approccio breve?

Non c'è percorso ma un singolo incontro, o due o tre, di problem solving; si tratta quindi di un approccio adatto ad alcune esigenze, non a tutte quelle per le quali è possibile rivolgersi a un Counselor.

Indubbiamente il Counseling breve risponde a chi vuole risolvere velocemente una difficoltà, più su un versante di caoching. Impossibile, o molto difficile, poter realizzare in due o tre incontri un percorso educativo che consenta di favorire l'emergere di risorse e di attitudini funzionali.

E' importante che i professionisti comprendano queste diversità di approccio, metodo, scopo, sia per orientare la propria comunicazione al pubblico in modo corretto, che non alimenti aspettative illusorie, sia per non colludere con richieste non realistiche. La cura di tutti questi aspetti, oltre che delle proprie azioni professionali, sono parte concreta e significativa del rispetto del codice etico e deotologico della professione di Counselor.  

 

 

 

 

 

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