Il primo anno di formazione professionale di Counseling è stato per Silvia uno "scompiglio". Ha messo in discussioni certezze che sembravano solide e ha permesso di svelare un nuovo modo di sentire la propria interiorità.

Quest'anno di formazione potrei definirlo uno "scompiglio". Di ciò che davo per certo, molto si è rivelato diverso se non addirittura altro rispetto a quanto credevo. A volte a piccoli passi, a volte come rivelazioni improvvise, ho "ricevuto" risposte totalmente inattese a questioni che pensavo chiare e risolte.

Ho imparato che tutto ciò che provo e che sento ha molti sapori. Alcuni nuovi ed altri che vengono da lontano, dal mio vissuto, dalle mie esperienze e quanto questo possa condizionare la mia percezione del momento. Ma anche aiutarmi nel comprenderla.

Ho imparato a guardare la paura, il bisogno, le resistenze, il rifiuto, miei e degli altri non solo come fragilità ma come normalità. A leggere alcuni meccanismi della mia mente con la lente di ingrandimento e a riconoscerli quando si mettono in atto. A volte divertendomi (altre no).

Il mio approccio al Breathwork-Counseling è stato più che positivo. Attraverso il respiro sono emerse dal mio profondo cose che la mente non avrebbe potuto raggiungere così “facilmente” e in modo così chiaro. Questo primo anno mi ha suscitato un interesse ancora più grande rispetto all'essere umano, partendo da me.