Carlo, manager, sottolinea l’importanza del gruppo nel suo percorso di Counseling, che l’ha portato a rinnovare il suo rapporto con se stesso e con gli altri.

Circa un anno fa prendeva corpo dentro di me una nuova consapevolezza, non ancora ben chiara, un risveglio delle percezioni più intime, sottili, nella mia vita. Vaghe intuizioni mi hanno portato ad intraprendere un cammino alla scoperta di territori sconosciuti e che ho scoperto mi stanno permettendo di ritornare verso le radici del mio essere, e verso una sempre maggiore conoscenza di me stesso.

Certo non è stato facile: a volte doloroso, spesso pesante, ho messo da parte mia l’impegno per superare quei momenti in cui le certezze non erano così salde. Importante è stato trovare compagni di viaggio eccezionali (a volte mi sono domandato ”Ma dove eravate fino adesso?”) con i quali ci siamo accorti di avere condiviso e di avere accolto delle parti di noi stessi di cui forse avevamo solo una vaga idea. Compagni che mi hanno accompagnato con affetto e profonda comprensione, facendomi sentire veramente accettato. Il gruppo, un’opportunità di rispecchiarsi nelle identità più profonde, la possibilità di aprirsi verso qualcuno che faceva altrettanto e di non sentirsi giudicato, ma solo ascoltato ed accolto, nella bellezza dell’unicità di ciascuno di noi. Gli incontri che si sono susseguiti con dolcezza e anche con forza, il contatto con nuove visioni, i nuovi punti di vista, la capacità del team d’ interagire con ciascuno di noi, di accompagnarci con presenza, disponibilità e ironia, con leggerezza e profondità: una comunicazione dritta al cuore.

Nel complesso una esperienza che, volutamente una frase fatta, mi ha cambiato la vita, a vari livelli, interiore, mentale, sentimentale, individuale, sociale, familiare, relazionale; fornendomi aperture e spunti sia a livello sottile che percettivo ed anche a livello di comunicazione e di comprensione. La mediazione corporea, in particolare il respiro, è stata uno strumento di propulsione, il turbo che ha fatto scattare la velocità di connessione con il profondo, che ha permesso alle emozioni sopite o dimenticate di riemergere e presentarsi per essere rivisitate e vissute alla luce di questa nuova consapevolezza.

Nel susseguirsi degli incontri mi sono reso conto che una conoscenza mentale e razionale era solo una delle innumerevoli dimensioni in cui gli argomenti trattati potevano essere percepiti. Ho esplorato le emozioni a livello profondo, come non avevo mai fatto fino a quel momento, riuscendo a sentire quell’energia che si sviluppa nel provarle vivendole ed accogliendole per quello che sono, senza speculazioni analitiche ma come semplice e profonda espressione di me stesso. Nuova consapevolezza e percezione rinnovata hanno contribuito a consentirmi di affrontare la realtà attorno a me con nuove modalità. Una maggiore accettazione ed accoglienza verso le persone con cui mi trovo a contatto, mi hanno permesso di entrare in sintonia, in empatia, riuscendo sempre di più a sviluppare una comunicazione di tipo emotivo e profondo ed un ascolto ed una comprensione delle reali esigenze. In particolare, l’approfondimento dell’ascolto attivo, della importanza di entrare in empatia, mi ha permesso in molte occasioni di modificare radicalmente la considerazione e l’efficacia della comunicazione con molte delle persone con cui sono in relazione.

Mi sono spesso trovato ad affrontare dei piccoli “disagi” di amici, figli e conoscenti in questo periodo, mi sembra che nel mio piccolo sia riuscito ad avere qualche buon risultato nell’accompagnamento di queste persone semplicemente mediante l’ascolto, offrendo loro un sostegno ed una accoglienza senza giudizio, senza preoccuparmi di fornire soluzioni. Ho trovato un profondo sollievo nel loro sollievo e da parte loro una grande riconoscenza, che mi ha semplicemente scaldato il cuore. E’ difficile descrivere come io mi senta guardandomi indietro, del potenziale che sento di aver toccato dentro di me, dell’interesse e della voglia che abbia nel proseguire utilizzando a volte il microscopio, a volte il periscopio in questa esplorazione appena cominciata.