Alessia, assistente legale, racconta come il suo primo anno del corso di Counseling con Insight l’abbia portata a una maggiore comprensione di se stessa.

Durante questo primo anno di corso, spesso familiari ed amici mi hanno guardata con aria interrogativa, ogni volta che saltava fuori qualche ‘stramberia’ riguardante il corso che stavo frequentando. Ho visto sguardi a metà tra il curioso e lo stupito quando scorgevano le mie letture o quando finito il week-end mi domandavano "Come è andata?" e io rispondevo "Benissimo!" ma non potevano non notare gli occhi rossi e il viso stravolto.

Eppure chi mi conosce davvero bene, ha letto dietro la stanchezza e i sacrifici fatti anche l’enorme energia recuperata e ha visto tornare piano piano quell’Alessia che sembrava essersi presa una lunga vacanza. Qualche volta ho provato a spiegare, a risolvere parte dei punti interrogativi, credo senza troppo successo! Il più delle volte, quando mi è stato chiesto "Ma cos’è? Che lavoro è? Di cosa si tratta? Che cosa studi?..." Fino a qualche mese fa a queste domande rispondevo con un certo imbarazzo. Dicevo: "Il Counselor è una figura simile allo psicologo, ma non lavora con le psicosi, non si occupa di casi clinici e patologie …. Lavora sul disagio ma non sulla malattia". Allora le persone davanti a me sembravano accontentarsi dicendomi "Ah sì sì, ho capito… ". Io non so se davvero avevano capito. So che quella spiegazione non andava bene a me! Sminuiva quello che stavo facendo. Nascondeva forse una convinzione ancora non piena, una confusione, una paura. So solo che ad un certo punto, confrontandomi con le mie motivazioni per capire se fossero sufficienti per affrontare il percorso davanti a me, qualcosa è crollato. La via della grande fuga si è aperta e ho seriamente pensato di non andare oltre.

Poi è successo qualcosa e TUTTO E’ CAMBIATO. C’è stato un momento in cui, attraverso l’esperienza, ho sentito una nuova e profonda comprensione. Ero in una piscina con acqua calda, mi preparavo a condividere con alcuni miei compagni di corso l’esperienza in acqua. Tutto il mio essere era lì, presente e felice! Felice come si può esserlo quando tutto sembra ritrovare un suo equilibrio. E’ stato lì che all’improvviso il "capire" è diventato "comprensione profonda".

Io ho incontrato il BreathWork Counseling mentre cercavo di aprire una nuova porta per canalizzare tutte le energie che rischiavano di implodermi dentro. Cercavo nuovi strumenti e una nuova identità professionale in cui potessi ritrovarmi e riconoscermi di più. L’incontro con questo approccio è stato tanto casuale quanto miracolosamente opportuno, perché sto vivendo un’esperienza che mi sta rimettendo in contatto con il mio corpo, la mia fisicità, le mie emozioni e le mie percezioni e che attraverso la scoperta del respiro e di tutte le sue infinite risorse mi ha permesso di ritrovarmi nel più profondo.

All’inizio il mio unico obiettivo era prepararmi a diventare una buona Counselor. Poi, strada facendo, la mia priorità è diventata vivere fino in fondo l’esperienza, cogliere l’occasione per ritrovare la mia centratura e riequilibrare ottimizzandole le mie energie. Il resto lo scoprirò.

 

 

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