A CIASCUNO IL SUO

Qualche settimana fa in treno, dalle cuffie dell'iPod di un uomo poco distante da me, i bassi riuscivano a portarmi la base di una musica House sparata a tutto volume nelle sue orecchie. Mi figuravo una specie di "Studio 54" in quella testa, con strobo, cubiste, drink ed energia a mille! Ma in realtà aveva il viso rilassato, come fosse stato sotto una stellata estiva a godersi i notturni di Chopin. La stessa musica che userei, ad esempio, per attività sportive, per lui era il canale verso il rilassamento. Uno spunto utile per qualche domanda.
Ci sono dei criteri base comuni a tutti per portarsi in un certo stato emotivo? Quanto c'è di vero nell'etichette "Musica per il Relax" che imperversano da una decina d'anni a questa parte, negli espositori di CD? Il mio compagno di viaggio, si sarebbe davvero potuto rilassare se avesse sostituito la musica House con l'aria sulla quarta corda di Bach? Vediamo qualche dato…

Frequenze

Normalmente i suoni lenti portano a calmarsi, così come quelli rapidi stimolano l'accelerazione dei propri ritmi: le azioni si sincronizzano alla musica ascoltata. Anche le onde cerebrali che accompagnano vari stati di coscienza (veglia, sonno, concentrazione, meditazione…) hanno frequenza diversa: più ci si allontana dagli stati di attività psicofisica intensa, più basse sono le frequenze coinvolte.
E in tutte le culture, i suoni che accompagnano la meditazione sono lenti, scanditi, essenziali.
Esiste infatti una correlazione tra le frequenze udite e quelle che si manifestano durante il funzionamento cerebrale: il relax, onde cerebrali "lente", è indotto da una musica lenta.
Nulla di nuovo. E allora, come mai alcune persone si innervosiscono nel sentire musica "soft"?
Perché il mio compagno di viaggio si riposava sentendo la House a tutto volume?

Tensioni in gabbia e fotografie

È facile che tutti abbiano sperimentato una situazione lavorativa che porta ad arrabbiarsi, e lo stato d'animo che ne deriva quando la rabbia rimane non completamente risolta o espressa.
I suoi effetti agiscono in sottofondo anche se "non ci si pensa più", e si fanno sentire non appena si rallenta l'attività della giornata. Magari proprio mettendo su una musica rilassante…
Tensioni accumulate sono spesso tenute a bada da una gabbia emotiva. Questa gabbia è il "tenersi impegnati" e lontani dall'ascolto di sé. In questi casi se si cerca di rilassarsi, la partenza non può essere la musica soft. Piuttosto alcuni minuti di ritmo incalzante ed espressione corporea, lasciando che il movimento faccia sfogare la compressione, faccia uscire le tensioni. Tolto il tappo, l'effetto di distensione può arrivare di nuovo dalla sincronia che avviene tra onde cerebrali e onde acustiche. Ma c'è un altro fattore piuttosto importante.
Ognuno nel proprio universo di ganci inconsci, può essere condotto in uno stato di relax piuttosto che di tensione, appoggiandosi alla sua personale struttura di gusti, esperienze ed indotti culturali. Così può essere semplicemente che l'ascolto di musica House porti il ricordo di una serata particolare, e i suoni accelerino il processo del recupero dalla memoria rendendo il tutto ancora più realistico. E se il ricordo è piacevole… voilà! il gioco è fatto.

Questione di numeri?

Solo alcuni dei colori esistenti in natura sono rilevati dal nostro occhio -non vediamo gli infrarossi, né gli ultravioletti mentre alcuni animali possono farlo- e solo una gamma di suoni è percepibile dall'orecchio umano. Quelli a frequenza troppo bassa per essere uditi si chiamano infrasuoni e quelli a frequenza troppo elevata per essere percepita si chiamano ultrasuoni. Immaginando di generare delle onde acustiche della stessa frequenza di quelle cerebrale nello stato di relax (onde alfa), si scopre non sarebbero udibili: sarebbero infrasuoni. Eppure, alcuni produttori di musica per il relax insistono a dire che nei loro CD sono registrate le onde alfa in grado di indurre uno stato di relax. C'è sotto un imbroglio?

Ritmi biauricolari

Gli emisferi cerebrali sovrintendono alle due parti del corpo: l'emisfero destro è collegato con tutto ciò che è nella metà sinistra del corpo e viceversa. Il cervello fisiologicamente percepisce non solo i suoni che arrivano alle orecchie, ma anche la differenza tra le loro frequenze. Se ad esempio all'orecchio destro viene inviato un suono a 450Hz e a quello sinistro a 460Hz, il cervello e solo il cervello, percepirà il suono a 10Hz (460-450) che è una frequenza alfa delle onde cerebrali. Questo suono non viene rilevato, perché non è fisiologicamente udibile. Ma per il sincronismo tra onde cerebrali e acustiche, il cervello tenderà a portare il suo stato di funzionamento verso questo frequenza, avendo così come risultato un piacevole relax.