Dentro ogni essere umano parlano voci diverse, a volte opposte e conflittuali.
Possiamo comprenderle e gestirle?

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Ventimila pensieri nell'arco di ventiquattr'ore.
Qualcuno ha fatto la fatica di contarli o, meglio, ad azzardare un ragionevole numero medio giornaliero.
Alcuni di loro sono semplici e funzionali alla sopravvivenza, "Ho fame/sete/sonno"; altri sono più complessi, "E' necessario che completi quest'analisi di costi e la consegni al mio capo, gli serve per prendere delle decisioni". Alcuni sono ipotetici, "Se non mangio meno carboidrati rischio d'ingrassare…", altri esprimono ansie e timori, "Se ingrasso rischio di non piacere più a X …".

  • Il tiro alla fune

Il "dialogo delle voci" degli innumerevoli pensieri che ogni giorno la mente umana è in grado di produrre, è una comunicazione interna ampia, complessa, sfaccettata. Purtroppo spesso è anche un discorso tra parti opposte e conflittuali, contraddittorie eppure entrambe ben vive e presenti nell'unico spazio dell'ascolto di sé stessi.
Una caratteristica fondamentale del "conflitto interiore" è data dal convivere di due aspetti opposti, che "spingono" in due direzioni diverse, come fosse un metaforico tiro alla fune. Si sa, "gioco" faticoso, sia che si tratti di diversità di pensieri su una scelta, "Faccio questo o faccio quello?", sia che la mente dia voce ad una parte di noi che si stima e ad un'altra che contemporaneamente formuli dubbi sulle proprie capacità. E' un posizione illogica, incongruente, eppure chi non l'ha sperimentata ogni tanto dentro di sé?

  • Pensiero, linguaggio, emozioni

Un adulto tende a credere che la maggior parte delle proprie idee, su sé stesso e sulla vita, derivino fondamentalmente dalla propria esperienza, oltre che dall'educazione e dalla cultura. Pochi sanno che la fonte alla quale la mente attinge costantemente, oltre all'esperienza e all'intelligenza, è la somma delle informazioni ricevute durante l'infanzia. Attraverso parole e gesti ci sono state trasferiti miliardi d'input e di "programmi" e noi, bambini ricettivi e pieni di voglia d'imparare, li abbiamo efficacemente registrati. In tutto questo materiale ci sono sia elogi e apprezzamenti nei nostri confronti, ma provate ad immaginare anche quanti messaggi come "Sei incapace!", "Continui a sbagliare!", "Non sei portato per la matematica/il disegno/ecc.!" E non dimentichiamo un rinforzo fondamentale: i bambini sono particolarmente ricettivi alle emozioni, le proprie e quelle altrui; ognun di esse funge da rinforzo positivo o negativo, secondo la qualità del messaggio ricevuto dall'ambiente.

  • A volte ritornano…

Ecco quindi svelato da dove arrivano le voci opposte che a volte sentiamo dentro di noi: una parte adulta e positiva vorrebbe mettersi in gioco in qualche cosa di nuovo -cambiare lavoro, comperare casa, una nuova relazione- ma regolarmente oltre al desiderio e al progetto prende voce anche il "sabotatore", la parte che nell'infanzia ha interiorizzato messaggi svalutanti e/o limitanti.

  • E allora, che fare?

Quello descritto fino ad ora, in gran sintesi e semplificazione, non è un "destino avverso", bensì un disegno della vita che ha come scopo quello di stimolare l'essere umano alla propria evoluzione interiore. Và quindi inteso come un'opportunità, non come un problema.

Quello che c'è dato di fare non è di resettare in toto gli input e i "programmi" registrati durante la crescita, se questo fosse possibile rischieremmo di cancellare anche un enorme quantità di cose costruttive ed utili. Possiamo invece imparare ad ascoltare le nostre "voci" interiori, comprendere meglio da dove vengono e che funzione hanno. Su questa consapevolezza, con un percorso d'auto-educazione, possiamo poi imparare a rinnovare i nostri messaggi interiori, in un mix d'accettazione del passato senza identificazione, di cambio di contesto e comunicazione efficace. Come per tutte le cose, anche in questo caso sono necessari conoscenza, strumenti pratici e allenamento.

Con, alla base di tutto, la scelta fondamentale di conoscersi e prendersi cura di sé.

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