Se un raggio di sole colpisce il cristallo appeso davanti al vetro della mia finestra appaiono d'incanto sui muri della stanza una serie di "strisce" piene di colori. Eppure ero sicura che il raggio fosse bianco… è bastato farlo filtrare da un vetro inclinato in un certo modo.

Allora quando ci inonda la luce è come se fossimo immersi in un bagno di arcobaleni?
Probabilmente sì, solo che non si percepiscono.
Se vado a vedere di che colori è composto un arcobaleno ne trovo elencati solo sette, considerati puri: rosso arancio giallo verde azzurro indaco e violetto, disposti sempre nella stessa sequenza.
Le informazioni standard che vengono fornite sui colori che compongono la luce dello spettro solare, mi dicono che sono onde di diversa lunghezza o frequenza e compongono i colori detti caldi (giallo, arancio, rosso) e i colori freddi (verde, azzurro, indaco e violetto).
Ma se osservo più attentamente un arcobaleno, o il riflesso colorato di un cristallo, posso notare le infinite sfumature che vanno dal punto più intenso del rosso al punto più intenso del violetto. E mi è difficile distinguere quando un colore detto primario (rosso, giallo, azzurro) si trasforma in un derivato (arancio, verde, violetto).
Posso però percepire altri colori che il mio occhio cattura senza che io li veda in precedenza: fissando per almeno un minuto un colore es. l'arancio e chiudendo gli occhi vedo lentamente crearsi nel buio la sagoma della forma osservata e poi, come per magia, apparire il colore complementare a quello osservato, che in questo caso sarà l'azzurro (complementare è il colore che in una ipotetica sfera composta in sequenza rosso arancio giallo verde azzurro violetto si trova al suo opposto).
Equivale a dire, come del resto ci insegna Goethe, che la natura ci guida alla percezione della totalità, dell'armonia e della completezza.
Così possiamo guardare una cosa, e automaticamente sapere che da qualche parte dentro di noi c'è anche il suo opposto ricreando costantemente l'unione al di là dell'apparente dualismo.
L'arcobaleno infatti è, in molte culture, considerato il simbolo dell'unione tra cielo e terra, fra gli dei e gli uomini. O perfino il linguaggio stesso degli dei. La dea greca Iride, velocissima a tracciare nel cielo la sua striscia colorata, aveva il ruolo di messaggera degli dei.

Perciò conviene aguzzare la vista…anche se non è solo l'occhio che ci fa percepire i colori, bensì la coscienza.
Sembra che abbiamo la tendenza a vedere ciò che già riconosciamo come "normale". E questo per un meccanismo di protezione della nostra mente che ci fa selezionare ciò che ci è più utile per la sopravvivenza, scartando tutto quello che non lo è.
Rimanendo nel campo colori, a seconda della cultura di appartenenza, possono esserne "visti" alcuni e non altri.
Gli eschimesi sanno riconoscere almeno sette tipi di bianco a seconda dello stato della neve.
Gli africani e gli asiatici si vestono con colori molto più vivi e sgargianti dei nostri perché lì la natura gliene offre in grande quantità.
Per gli antichi romani non c'era differenza fra il verde e l'azzurro.
I pittori sanno riconoscere e riprodurre molte sfumature di colore che la maggior parte dei non addetti non nota. Così il rosso non è solo chiaro o scuro ma può essere un vermiglione, una lacca, un porpora, un cardinale, un magenta ecc.

Che dire poi dei colori che vediamo nel buio, senza usare gli occhi fisici ma quelli dell'immaginazione o degli stati di coscienza non ordinari?
Si sa che a volte ci permettiamo dei bellissimi sogni in technicolor, con colori molto più luminosi rispetto a quelli "reali". Alcuni di questi colori li possiamo ritrovare nello opere di pittura psichedelica prodotte soprattutto negli anni settanta sotto l'effetto di stupefacenti. E che dire dei colori che oggi consideriamo "reali", quelli che vediamo riprodotti in televisione o sui giornali che risultano sempre molto caricati o filtrati…

Se ci togliamo gli occhiali scuri forse possiamo percepire e rifrangere le infinite sfumature di colore che la persona davanti a noi ci porta, senza saperlo e… meravigliarcene, proprio come quando appare l'arcobaleno.


Elena Nutini, pittrice, counselor Insight, vive e lavora in Toscana.
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