I modi di dire fanno parte del linguaggio comune ed esprimono con semplicità intuizioni profonde. Noi esseri umani possediamo una risorsa profonda, che a volte non riconosciamo, trascuriamo o trattiamo in malo modo: il nostro corpo. Nella nostra cultura tendiamo a riconoscere come linguaggio soprattutto quello verbale, e non a caso, poiché esso appartiene alla mente, una parte culturalmente privilegiata. Ma anche le parole hanno bisogno di organi per essere fonate!

E, inoltre, anche il corpo parla, nostro malgrado. Spesso rivelando informazioni che avremmo preferito tenere per noi, oppure delle quali noi stessi siamo inconsapevoli. Il corpo è la sede del sentire; la mente pensa, elabora, il corpo sente e a volte esprime bypassando la nostra volontà, come per esempio quando il nostro volto arrossisce di vergogna o d'imbarazzo. Riconoscere, percepire ed ascoltare il linguaggio del corpo, oltre a quello della mente, è una risorsa importante nella vita di chiunque. Diventa un riferimento essenziale per chi lavora nelle relazioni d'aiuto, come avviene nel Counseling.
Il Counseling a mediazione corporea si differenzia dalle altre tipologie di Counseling, perché utilizza, oltre alla comunicazione verbale, anche le risorse del sentire. Le parole, il discorrere, hanno come fonte principale la mente; la percezione e il sentire sono invece collegate alla corporeità. Il Counseling a mediazione corporea ha quindi come supporto la conoscenza del corpo e delle dinamiche emotive; utilizza, oltre alla parole, anche altri strumenti, come il respiro e il movimento. Per chi opera con questo modello il principio base consiste nel non perdere di vista il processo energetico e corporeo del cliente e non limitare l'osservazione ai soli aspetti mentali. La base del lavoro è costituita dalla conoscenza del linguaggio del corpo e dall'ascolto empatico, oltre alla conoscenza della comunicazione come intesa tradizionalmente. Il Counselor a mediazione corporea non è uno psicoterapeuta e non opera cure d'alcun genere; si adopera per facilitare il cliente nel recupero delle proprie risorse profonde da utilizzare per la soluzione della crisi o della difficoltà che l'hanno spinto a intraprendere il percorso.

Il BreathWork-Counseling è uno dei diversi modelli di Counseling a mediazione corporea esistente. Affonda le sue radici teoriche nella Psicologia Transpersonale, che integra l'esperienza della psicologia occidentale umanistica ed esistenziale con la visione energetica delle tradizioni orientali. Ha inoltre come presupposto di base il principio psicosomatico - mente, corpo, emozioni e spirito interagiscono tra loro - e quello sistemico - siamo parte di vari sistemi che s'influenzano a vicenda. Con questi presupposti di base nel BreathWork-Counseling il lavoro utilizza vari strumenti: quelli dell'approccio Rogersiano, - la comunicazione e la relazione -, e quelli psico-corporei, - la respirazione, il movimento, la meditazione dinamica, l'espressione corporea, il canto, il disegno. Quello che avviene è comunicazione/relazione/e tecniche facilitano un processo naturale di consapevolezza di sé e trasformazione. Il cliente stesso è artefice del cambiamento, entra maggiormente in contatto con i propri bisogni e risorse, sviluppa la capacità di elaborare i conflitti e di sperimentare nuove strade interiori e di comportamento.

Il Counseling si rivolge a persone in crisi o in difficoltà o che semplicemente hanno fatto proprio l'invito Socratico "Conosci te stesso!". Non ha scopi terapeutici, bensì educativi ed evolutivi. Si occupa di "relazioni d'aiuto": aiuta il cliente offrendogli strumenti pratici, mentali/emotivi/corporei, per sostenersi, trovare nuove soluzioni, sviluppare nuove possibilità d'espressione e realizzazione, progredire concretamente e attivamente nel proprio percorso di sviluppo personale.