"ESSER AUTENTICO, ESSERE INTEGRO"

giustizia-luceEntrando nei tribunali si legge: "La giustizia è uguale per tutti" e "La giustizia è amministrata nel nome del popolo". Leggiamo nella Bibbia: "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati" e nei Salmi: "quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia". La Giustizia civile e la Giustizia divina, però, sono al di fuori o al di sopra di noi stessi, mentre esiste un senso della giustizia che è dentro di noi, che illumina la nostra autenticità e ci rende unici.

C'è una giustizia esterna fatta di leggi, codici, tribunali, avvocati e una giustizia interna, che è certamente costituita dalle norme che abbiamo interiorizzato da famiglia, società e religione ma anche da altro, ossia dai valori legati alla nostra crescita ed evoluzione personale.

Un senso di giustizia che parte dall'interno, dunque, dall'individuo e che diventa sinonimo di autenticità, integrità.

Secondo il mistico Osho*, un uomo che possiede un tale senso di giustizia, si mette sempre al posto di chi sta cercando di giudicare e questa empatia rende quasi impossibile la condanna. La giustizia si colora di compassione, diventa funzione del cuore.

Il termine “autenticità” ha origini etimologiche greche, traducibili con “che opera da sé” o in senso lato “avere autorità su sé stessi” .

Una persona autentica è in grado di rivelare le proprie emozioni, senza dover mettere una maschera o avere un comportamento manipolatorio o prepotente verso gli altri. E' inoltre capace di manifestare le proprie intenzioni con onestà, integrità e rispetto. Questo significa anche avere sempre consapevolezza del contesto sociale in cui ci troviamo e a volte riconoscere che è più utile avere “un'attitudine verso” l'autenticità che dar voce in ogni momento ad ogni emozione, pensiero o desiderio ci passi per la testa.

La parola “integrità” proviene invece dalle radici latine “in” e “tangere”, a significare una persona o cosa a cui non è stato tolto nulla, intera. Integrità è l'opposto di corruzione, disonestà, duplicità. Una persona integra è pura, incorrotta dal passato, consapevole. La sua presenza può avere un forte impatto su chi gli sta intorno, trasmettendo agli altri un senso di solidità, di fedeltà alla propria etica interna e ai propri valori. La solidità che nasce dal comprendere chi e cosa siamo.

Proprio per questo a volte un individuo integro è scomodo, controverso. Se vede qualcosa di sbagliato lo fa notare. Ma se vede qualcosa di giusto, anche se tutto il resto del mondo gli è contro, affermerà la sua giustezza. Ciò che vive e ciò che dice sono in armonia.

Autenticità e integrità sono, nella visione di Carl Rogers, anche qualità importanti per guidare e favorire l'attività del counselor professionista, che, senza smanie di perfezionismo, vuole sviluppare un'attitudine professionale (oltre che personale) alla “trasparenza” nel rapporto con il proprio cliente.

Questa attitudine è in grado di stimolare di riflesso un comportamento analogo nel cliente, favorendo il contatto con un luogo interno di giudizio, uno spazio di ascolto interiore di quei valori ed etica che può condurre la persona al suo pieno sviluppo e fiorire.

In questo senso un percorso di counseling è anche un percorso di “empowerment”, durante il quale il cliente impara ad agire a partire da questa verità interiore, comportandosi ed esprimendosi in sintonia con quanto sente dentro di sé, disponibile ai propri sentimenti e capace di viverli e comunicarli.

Nel dispiegarsi della consapevolezza e del sentire, è possibile sviluppare quella autorità interna che ci fa sentire padroni della nostra vita e ci permette di vivere non in base a dettami e comandamenti esterni, ma seguendo la nostra propria luce e verità interiore, individui autentici in tutta la nostra bellezza.

* Osho, THE MESSIAH, VOL.I