fiducia-ombraTra vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto e vederlo sempre mezzo pieno, esistono infinite sfumature di fiducia: ottimismo e pessimismo infatti, ne portano il gene nel loro DNA. Ma se la sua assenza è un buon modo per rovinarsi la vita, recitare un'innaturale fiducia-che-non-crolla-mai più che saggezza sa tanto di feticcio scacciapaure.

"Giro per il mondo sorridendo a tutti, dichiaro che niente mi può fare male, che il mondo merita fiducia e che tutti sono buoni. Chi sono?!?!?!" Per chi non la conoscesse, ecco a voi la piccola Pollyanna. Protagonista dell'omonimo romanzo della Porter, saltellante come un puffo, è la bimba indaffarata a essere sempre e solo felice-nonostante-tutto, mantenendo viva una forma di innaturale fiducia agli altri.

Lasciando il 1913 (anno di pubblicazione del romanzo) e facendo un balzo in avanti di quasi un secolo, va riconosciuto che capita anche adesso di imbattersi in novelle e novelli Pollyanna: persone che difendono la necessità di avere fiducia-che-non-crolla-mai, per poter vivere bene. Il o la Pollyanna perde il portafogli? Dichiarerà che in virtù della sua gentilezza col mondo, gli sarà sicuramente reso. Gli rubano la bicicletta? Succede, ma non la chiuderà comunque, perché un lucchetto è segno di sfiducia verso l'umanità.

Fermo restando il diritto per tutti i Pollyanna di essere se stessi, è evidente che qualcosa che non va c'è. Quando la scelta della fiducia è così tanto oltre un buon senso della realtà, nasce il sospetto che tale scelta sia altrettanto irreale e usata per evitare di affrontare qualcosa. Vediamo un po' cosa può esserci sotto.

La fiducia-che-non-crolla-mai come tutti gli assolutismi, porta con sé il seme della cecità verso il suo opposto. Mettere troppa fiducia, equivale a negare l'esistenza di persone, accadimenti e realtà, che ostacolano la vita di una persona. Ci sono realmente esseri umani che vogliono imbrogliare, mentire, rubare. Esistono momenti nella vita di un essere umano in cui succedono eventi spiacevoli e inaspettati: la perdita di un amico, un licenziamento, un incidente... Su questa Terra meravigliosa esistono situazioni problematiche e talvolta disarmanti: persone che muoiono di fame, rischi legati all'ambiente, popolazioni intere private dei diritti basilari. Rispetto a tutto questo l'irreale fiducia-che-non-crolla-mai equivale a rimanere in un mondo infantile, in cui l'ovatta di fiabe e ninnoli scacciano il “Lupo Cattivo” che è la fuori. Tutto questo è sensato per un bambino, ma è ridicolo e limitante per un adulto. Cosa si può fare?

La fiducia è il motore che cambia la serenità con cui è dato di stare nelle cose. Averne e coltivarla è un atto di cosciente cura verso di sé, che si manifesta in piccoli gesti quotidiani; al contrario, essere incapaci di provare fiducia si traduce nel vivere sempre nell'insicurezza. Ciò detto, tornando all'alterato stato di vita degli adulti Pollyanna, occorre chiedersi che vantaggi e che svantaggi nascono dall'agire la fiducia-che-non-crolla-mai.

Eccone qualcuno: evitare di doversi proteggere, di prendersi la responsabilità di se stessi, di sentire che è necessario sapersi difendere oltre che di poter gioire. L'adulto Pollyanna non è in realtà una persona serena. Che ne sia consapevole o meno, dentro di sé cela un bambino spaventato e indifeso, che ha come unica arma contro il mondo cattivo la magia. Bacchette magiche che vengono agitate nel vento, con l'interiore tremore legato alla consapevolezza (si tratta pur sempre di adulti!) che non è detto che funzionino. Il paradosso: la mancanza di fiducia verso questa fiducia-che-non-crolla-mai.

Il modo per rompere questo schema è crescere, percorrendo i passi naturali di un bambino che transita dall'infanzia verso il mondo adulto. Occorre anzitutto riunire ciò che è stato separato: il mondo non è né tutto buono, né tutto cattivo. Non occorre essere né sempre sfiduciati, né mascherarsi con la fiducia-che-non-crolla-mai. Aprire gli occhi e guardare ciò che è, nella sua bellezza d'insieme. Ritornare al movimento aggraziato del corpo, che danza tra rilassarsi nella fiducia e il mantenere lo sguardo alto, quando occorre difendere se stessi.

Occorre imparare a sentire il momento in cui ci si può adagiare nell'energia della fiducia, e quando occorre un sano livello di diffidenza. La parola stessa "diffidenza" in questo modo si ricontestualizza e si declina come "migliore contatto con la realtà". Un momento cioè, in cui si sa di poter agire, affinché sia autentico il prendersi cura di sé a tutti i livelli. Dare il proprio contributo, confidando allo stesso tempo nel supporto degli altri e di ciò che è altro da sé.

Se tutto è nelle mani "dell'universo", a che scopo chiudere l'auto quando ci si allontana? L'idea, la mediazione, è allora smettere di demandare le proprie responsabilità ai piani superiori e collaborare con loro: stabilire cioè, una sinergia tra azione e non azione. Reali adulti e non improbabili Pollyanna, quando anche l'età anagrafica dimostra che l'infanzia è, legittimamente, finita.

P.S. Chiedo scusa formalmente a tutti gli amanti di Pollyanna, alla sua autrice e ai suoi numerosi seguaci, per aver abusato di questa immagine: l'ho fatto perché, in fondo, un po' la amo. Faccio ammenda e mi libero dai sensi di colpa, contando sul fatto che se avesse potuto leggere queste poche righe, in virtù del suo famoso “segreto”, avrebbe sicuramente saputo trovare il modo di ricavarne un aspetto positivo.