tempo-del-respiroIn media 12 respiri al minuto, 17 mila al giorno; 10 mila litri d’aria che scorrono nell’organismo. Aria, elemento invisibile che costantemente si fa strada dall’ambiente al corpo umano, viaggiando silenziosamente attraverso organi e fluidi: un costante, continuo scambio tra esterno e interno, scadenzato dal ritmo variabile del respiro.

Respiro: profondità, ritmo, alternanza, tempo.

È singolare cogliere che un atto fisiologico, semplice e potente, come quello del respirare, possa contenere in sé così tanti aspetti. Fattori che influiscono, come un “effetto domino”, su altri fattori, fisiologici e non.


La respirazione polmonare si ripercuote sulla circolazione del sangue, e di conseguenza anche sul liquido cerebro-spinale che giunge al cervello a ogni battito del cuore e che ne regola le funzioni. A ogni ispirazione il liquido giunge in alto, a ogni espirazione scende verso il basso; quest’alternanza è modificata da alcuni ritmi esterni al corpo, per esempio dalla musica. Il respiro è la prima cosa a essere influenzata all’ascolto di un qualsiasi suono, tanto che l’ispirazione e l’espirazione tendono a uniformarsi con il ritmo musicale percepito.

In una respirazione profonda, lenta e regolare, il liquido cefalo-rachidiano, arricchito di ossigeno, apporta il giusto equilibrio, il corpo ritrova armonia e il sentimento (lo stato d’animo) si acquieta. Se invece, con un atto volontario, imprimiamo un’alternanza diversa allo stesso respiro profondo e regolare, rendendolo simile a un movimento a “mantice”, le funzioni organiche e l’umore saranno stimolati dall’apporto veloce di una maggiore quantità d’ossigeno; una sorta di effetto stimolante, tonificante. Un’altra possibilità è di “affrettare” l’entrata e l’uscita dell’aria dai polmoni, ma con atti respiratori brevi, poco profondi superficiali. Un ginecologo francese, il dr. Lamaze, ha scoperto all’inizio degli anni ’60 che questo “tempo” di respirazione induce nell’organismo effetti di analgesia; e da questa scoperta nacque un metodo di respirazione per la gestione dei dolori del parto che fu utilizzato in larga scala negli ospedali fino agli anni ’90. Gli effetti della “respirazione Lamaze” vanno oltre la possibilità di gestire il dolore, risultando essere efficacissima sulla sfera mentale: respiri brevi e veloci che spazzano letteralmente i pensieri sgradevoli.

La gamma delle variabili possibili, nella profondità, ritmo, alternanza e tempo del respiro, sono innumerevoli, sia per le tecniche esistenti sia per la diversità degli esseri umani. Esse aprono sia un mondo di possibili risultati sia di scoperte. E’ affascinante cogliere, in un atto semplice e naturale come quello del respirare, innumerevoli valenze e metafore: l’alternanza di pieno e di vuoto, quella del dare e del ricevere, gli aspetti comunicativi, quelli di relazione tra il sé e l’ambiente, il processo costante del cambiamento.

E’ il tempo che genera il cambiamento, o il cambiamento genera il tempo?

Non ci è dato sapere.

Quello che è certo è che il respiro ci connette al tempo della vita.

 

 

 

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