questione-di-prioritaVuoi mettere in difficoltà una persona? C'è un espediente che funziona bene: proporle delle scelte. Sebbene sembri assurdo, la faccenda è proprio così. Più sono le cose tra cui si può scegliere, e più si insinua quel piccolo dubbio: voglio questo o quest'altro?
Impossibile che sia così? Direi di no...

Basta pensare, ad esempio, ai ristoranti con un lungo menù, di carne e di pesce, casareccio e raffinato... O a quelle pizzerie che vantano di poter mettere sul medesimo disco di pasta, almeno 60 combinazioni diverse di alimenti.
Ed ecco che, consciamente o meno, inizia un lavorio interiore per stabilire chi ha la precedenza su chi...

Ad esempio:
- Piatti vegetariani e salutari, oppure concedersi uno sfizio?
- Provare un piatto nuovo, o soffermarsi sulla piacevole sicurezza di qualcosa che si conosce e si ama?
- Ricordarsi della raccomandazione del medico che mi ha sconsigliato le carni rosse, o dar retta a quella sensazione di "sento che il mio corpo ne ha bisogno"?

La libertà di poter decidere non è cosa semplice, e richiede allenamento. Anche per le persone più esperte. Fino a quando la corsia di percorrenza è unica, non c'è opportunità di scelta.
Ma nemmeno di sbagliare!
Fare, fare, fare, fare qualcosa...
Per il corpo, per la mente, per la propria professione, per le proprie passioni, per i propri hobby...
Aiuto!!! Qualcuno mi dia una mano.

L'operazione di scegliere, per sua natura, conduce ad un punto in cui ci si ferma ad osservare il dipanarsi di un possibile futuro (a breve o lungo termine). In questo lasso temporale immaginario, si prova (consciamente o meno) a vedere cosa potrebbe accadere nella propria vita, e a quali vantaggi e svantaggi si giungerebbe.
Così è possibile stabilire che è meglio non iscriversi ad un corso, perché si immagina che i vincoli degli orari potrebbero ostacolare le proprie giornate. E optare per un altra attività con maggiore flessibilità.
È esattamente come potare una pianta: alcuni rami vengono recisi, per cui non si svilupperanno; altri invece riceveranno maggiore linfa ed elementi nutrienti, così da poter proseguire il loro sviluppo.
Che lo si faccia consapevolmente o no, ogni qual volta si opera una decisione, si attingono informazioni dal proprio elenco delle priorità e poi, si agisce di conseguenza. Si stabilisce cioè quale ramo della propria vita lasciare andare e quale far sviluppare.

Questo "elenco delle priorità" si struttura per ogni persona, modellato da tante influenze: storia personale, tipo di ambiente in cui si cresce, cultura in cui si vive, valori che si scelgono e proprie attitudini personali. Alcuni tratti sono assolutamente soggettivi (preferire l'attività fisica alla lettura o viceversa), altri sono condivisi a livello sociale (ottenere un lavoro che porta all'indipendenza), altri ancora lavorano nei meandri dell'inconscio.
E quando si sceglie, spesso, ci si dimentica di controllare se le voci in testa a questo elenco sono ancora valide, o se qualcosa utile in passato può essere lasciato andare e sostituito con qualcosa di nuovo.

Settembre è un tempo degli inizi, un tempo in cui una sbirciatina al proprio elenco di priorità per stabilire cosa si vuole fare, ci sta tutto. Concedendosi un po' di tempo, da soli o con il supporto di un counselor, per rivedere quali cose si vogliono tenere e quali riposizionare o lasciare andare, si può scegliere qualche cosa per sé consapevolmente e, per una volta, tralasciando l'alibi del non aver tempo.
Forse è un tempo propizio per ricordarsi di sé stessi, di chi si è e di chi si vuole essere.
Forse è un tempo... per ricordare di dedicarsi un po' ti tempo.

"Nessuno di voi ha notato la cosa più importante... che non ricordate voi stessi. Ricordate voi stessi sempre ed ovunque" G. I. Gurdjieff