counseling-fasi-vitaUn sostegno nelle crisi di passaggio.

Il mio caro amico e psicoterapeuta Smito è appena tornato dall'Australia, dove vive suo figlio.

Durante quest'ultima visita, insieme ad un gruppo di altri padri e figli quattordicenni, ha partecipato ad un Rito di Iniziazione all'età adulta, ideato per facilitare nei ragazzi questo delicato passaggio.

Un evento unico e raro nella nostra cultura, che ha da tempo dimenticato ed allontanato da sé la consapevolezza di come l'ingresso nelle diverse fasi della vita possa essere reso meno traumatico se guidato con competenza, ascolto, amore.

Fu l'antropologo Arnold Van Gennep il primo a identificare nel 1960 questo processo comune a tutte le culture: lo scandirsi della vita individuale in una serie di passaggi codificati dalla società. Per ciascuno di questi eventi esistono cerimonie il cui scopo è permettere all'individuo di passare da una posizione all'altra.

I Riti di Passaggio hanno tre fasi:
la separazione (la persona si ritira dal suo satus per prepararsi ad entrare in uno nuovo);
la transizione che permette l'adattamento alla nuova condizione;
il re-inserimento che segna il rientro nella società, ma in una posizione differente.

Il rito era nei tempi antichi il modo per affrontare e risolvere le crisi di passaggio che caratterizzano le fasi diverse dalla vita: nascita, adolescenza, vita adulta, menopausa... fino alla morte (oggi quasi totalmente ospedalizzata, allontanata da noi in un luogo asettico e a-emozionale).

Oggi la crisi rimane, perché nessuna fase di passaggio ne è esente, mentre il rito che permetteva il suo superamento positivo è scomparso, lasciando un vuoto di senso e significato.

In questo vuoto si colloca una funzione importante del counseling.

I bisogni e le richieste di aiuto che un tempo trovavano risposta nella rete sociale/tribù/famiglia allargata, possono oggi venire accolti dal counselor che in quest'ottica si fa carico di dare significato ai momenti di transizione.

Il counseling stesso possiede una sua ritualità: l'incontro settimanale, la confidenza, lo spazio protetto in cui il cliente, con grande sollievo, sente di poter essere se stesso, senza remore e senza giudizio. Questo fa sì che il rapporto diventi nel tempo una “base sicura” capace di dare forza, sostegno e anche un senso di responsabilità operativa al cliente, quello che oggi viene chiamato " empowerment".

Prendiamo ad esempio l'uscita dal mondo del lavoro.

Se non è frutto di libera scelta (e comunque a volte anche allora) e non include una progettualità per il futuro, il pensionamento può essere origine di disagi anche molto gravi – che purtroppo a volte non trovano altra forma di espressione se non la malattia.
Se il lavoro è il perno intorno al quale ruota il senso e l'autostima della persona, la crisi è inevitabile. Al lavoro sono legate l'identità sociale, il potere esteriore. Molti quindi identificano se stessi con il proprio ruolo lavorativo. Una volta che questo viene a mancare, viene a mancare anche l'identità personale. Non c'è più nulla di cui occuparsi. Nulla che si “deve” fare. Da qui la crisi.

Se accompagnata con competenza, al contrario, questo momento di passaggio può essere la porta d'ingresso in una fase della vita di estrema ricchezza.
La chiave di questa porta è fornita dagli elementi fondamentali del counseling: accoglienza, ascolto, espressione ma anche attivazione della creatività e dei talenti.

Attraverso la relazione di counseling posso imparare a vedere la stessa realtà con occhi diversi, da prospettive diverse. La mente diventa più flessibile, le possibilità si aprono e lo specchio del counselor può riflettere un contesto nuovo, un nuovo punto di vista.

Vedere la realtà (o il disagio o il problema) da angolazioni diverse, significa anche che posso Scegliere come voglio reagire a determinati eventi. Poter scegliere è empowerment. E' attraversare queste crisi di passaggio come creatore e non come vittima.

Come scrive Ram Dass, al secolo Richard Alpert ex professore di Harvard:

"Ciò che può sembrare 'perdita' di fatto potrebbe essere 'trasformazione' se lasciamo che la mente cambi senza paura'.*


Consigli per la lettura>:
* Ram Dass, Cambiamenti, Corbaccio Ed., 2005
J. Goodman, N.K. Schlossberg, L. Anderson, Counseling Adults in Transition, Springer Publ.