altra-faccia-medagliaCorre l'anno 1690 in Francia, mentre viene pubblicato il dizionario di Antoine de Furetière, uno dei primi vocabolari della lingua francese. In esso si legge: "Emozione: movimento straordinario che agita il corpo e lo spirito, e che ne turba il temperamento o l'equilibrio.

La febbre comincia e finisce con un piccolo turbamento del polso. Quando si compie uno sforzo violento, si prova emozione in tutto il corpo. Un amante prova emozione alla vista dell'amata, un codardo alla vista del proprio nemico."

Nel 2010, per quanto siano state scelte parole di maggior rigore scientifico, definiamo emozione... quasi nello stesso modo.
Sappiamo che ancora (fortunatamente!) un amante prova emozione alla vista dell'amata, un codardo alla vista del proprio nemico, che è qualcosa che si origina nel corpo e nello spirito, che provoca turbamento.

Cambia la cultura, cambiano gli ambiti di vita di ognuno, cambiano giudizi e idee sul "come dovrebbe essere". Ma le emozioni rimangono le stesse, o meglio... rimangono sé stesse.
Daniel Goleman parlando di Intelligenza Emotiva, identifica nelle emozioni una preziosa risorsa per l'uomo e la sua realizzazione a livello personale e sociale.
Paradossalmente, la maggior parte delle persone, è portata a guardare al proprio mondo emotivo come ad un intreccio di ostacoli, di energia da contenere e domare.
Ma come possono essere anche risorse imprescindibili per il proprio successo e benessere?

Nell'abbondanza di strumenti di cui l'essere umano è dotato, le emozioni forniscono segnali e informazioni che la mente razionale non capisce. A volte vengono semplicemente scartati o, peggio ancora, interpretati in modo errato. Ma un segnale mal decodificato non sparisce di certo. Anzi, a volte innesca la sensazione di pericolo per qualcosa che non si sa come gestire. Ci si può così ritrovare con un'eccessiva emotività che impedisce una comunicazione chiara, o al contrario una freddezza che tiene lontano da un autentico contatto umano.

Ogni medaglia ha due facce, e molte volte non si sa come smettere di guardare l'una e iniziare a considerare l'altra. Se essere sopraffatti dall'ansia ha un effetto deleterio sulle proprie azioni, sulle proprie relazioni e sul proprio corpo, provarne una "giusta dose" stimola l'attivazione delle energie richieste per portare a termine un obiettivo.
Dare leggerezza al proprio mondo emotivo, vuol dire ri-apprendere quel dizionario interiore che consente di conoscere, capire e padroneggiare le proprie emozioni. Gestirle, non reprimerle. Prendere il meglio di ciò che hanno da dare.

Quando accade che il contenimento emotivo imparato da bambini diventa abitudine, si scorda la ragione per cui le emozioni esistono e si muovono nel nostro corpo.
Sia che si tratti di emotività eccessiva, che di eccessiva freddezza, il counseling a mediazione corporea rappresenta uno strumento eccellente per recuperare la leggerezza nel proprio mondo emotivo. Parlando il linguaggio stesso delle emozioni, entrando in confidenza con loro in un ambito protetto e sicuro, si rientra in possesso di un proprio diritto: avvalersi di ciò che si è in tutti gli aspetti.

 

 

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