conosci-te-stessoQuante volte, nell’arco di una sola giornata, diciamo o sentiamo dire la frase “Non ho tempo!”?

Un considerevole e preoccupante numero di volte.

Che ci occupiamo di alta finanza o di una classe elementare, siamo presi nella morsa del tempo che è poco, sfugge, vola, non basta mai, e che ci porta sempre più ad accelerare i ritmi.

Senza per questo risolvere il problema, anzi; l’unico risultato che otteniamo in questo modo è di sentirci ancor più pressati, stressati, tesi, sconfitti in partenza.

La gestione oculata degli impegni, definire priorità, delegare qualche cosa, sono ottime strategie, ma è necessario anche altro. Qualche cosa di semplice, a portata di mano e forse per questo, pur stando proprio sotto al nostro naso, ci sfugge: attingere alla saggezza del corpo.

Nel corpo umano molte parti sono doppie, non per abbondanza superflua, piuttosto perché la natura ha in sé un disegno complesso, creativo, funzionale. Grazie a questo progetto biologico siamo dotati, per esempio, di due sistemi nervosi le cui funzioni sono complementari.

Il simpatico ed il parasimpatico, nella vita dinamica del corpo, sono fondamentali nell’alternanza fra "assertività" e "ricettività", tra azione e riposo, tra movimento e inerzia.
Il simpatico sostiene la nostra attività fisica con un aumento di battiti del cuore, uno spostamento del sangue verso i muscoli ed un aumento del respiro. L’energia è così bruciata.
Contrariamente, il parasimpatico rallenta i battimenti del cuore e sposta il sangue verso il tubo digestivo. In questo modo la persona aumenta la sua energia, rinnovandone la riserva consumata durante la fase attiva.

Anche le emozioni seguono questa logica: il simpatico si associa alle emozioni di "forza": aggressione, affermazione, protesta. E il parasimpatico alla tristezza, dolore, vergogna: le emozioni di "vulnerabilità."
La fretta come stile di vita, e questo purtroppo è oramai costume quasi ovunque, sollecita il sistema simpatico portandolo ad un’iperattività che, a lungo andare, può essere degenerativa.

E’ importante, - fondamentale -, anziché continuare a correre e a vivere in costante accelerazione, re-imparare ad ascoltare il proprio corpo e i suoi chiari messaggi. Riposare quando ce lo chiede, avere qualche spazio d’inattività, fermarsi ogni tanto – anche solo per pochi minuti -.

Assecondare cioè la naturale alternanza che permea la vita, sia fisiologica che psichica.
Potremmo scoprire, paradossalmente, di aver ritrovato del tempo, di avere più tempo, che c’è abbastanza tempo.