bellezza-negli-occhi-di-chi-guardaChi di voi ha un bambino o chi lo ha avuto, conosce bene il sentimento intenso e profondo, che riempie il cuore e tutte le fibre del proprio essere, quando un essere umano entra nelle nostre vite. E’ indifeso, non possiede abilità, dipende totalmente, non parla forbito; non ha conoscenze intellettuali, non guida auto sportive, non possiede conto in banca e non veste griffato. Eppure lo amiamo in modo indescrivibile.

Chissà poi per quale contorto meccanismo mentale, con il passare del tempo, l’amore incondizionato cambia e ci sembra necessario che siano soddisfatte sempre più condizioni, che debbano essere portate a termine performance sempre più esigenti, per poter convalidare i nostri sentimenti. Così facendo cresciamo esseri umani che pensano di valere, quindi di poter essere amati, per ciò che sanno fare – e a volte devono farlo alla perfezione – e per ciò che riescono ad avere.

Per chiarirci un po’ le idee su questo tema, iniziamo col dire che il valore di sé è una forza interiore che tutti possediamo, fatta di consapevolezza delle proprie capacità e di fiducia.
È anche un dono che si riceve dall'ambiente in cui si cresce; ma se non si ha avuto la fortuna di riceverne abbastanza, si può coltivare e sviluppare. Scegliere di dar valore alle nostre qualità e talenti, indipendentemente dal giudizio altrui (ma tenendone conto), accettare con umiltà i nostri difetti e puntare a migliorare, riconoscere la nostra unicità: è questo che può farci sentire autenticamente contenti di noi stessi.

Avere "stima di sé stessi" non significa pensare solo cose positive nei propri riguardi. Autostima autentica e significativa è piuttosto un'attitudine al riconoscimento e all'accettazione sia delle proprie qualità e talenti, sia dei difetti e delle cose che non vanno. Queste ultime, con tempo, pazienza e desiderio di migliorare, possono comunque cambiare. Il primo passo consiste nello sviluppare un atteggiamento proiettato all'ascolto di sé; non fatto in modo critico e penalizzante ma, al contrario, con attenzione, comprensione e accoglienza.

Avere una buona stima di sé significa sostanzialmente sentirsi bene con se stessi, a partire dalla propria fisicità, passando da emozioni e sentimenti per arrivare ai pensieri. Non in assoluto ovviamente, ma come tendenza principale.
Alcuni anni fa andava di moda identificare una buona autostima con l’attitudine a volersi bene. Pur avendo un senso, è una definizione che può anche essere usata per giustificare passivamente alcune cose di sé.
Accettarsi per quello che si è, con i propri pregi e difetti, sentirsi degni e “di valore”, avere la capacità di riconoscere i propri limiti e di agire per superarli, per migliorarsi, con un'attitudine di accettazione. Tutto questo implica un atteggiamento benevolo ma non passivo.

Attenzione perché l’autostima può avere fisiologiche fluttuazioni, alti e bassi, come tutto nella vita degli esseri umani. L’importante è la qualità di quello che c’è alla base di questa struttura. Una persona con un sé ben radicato nel corpo e nelle emozioni, oltre che nella mente, può vivere come altri dei momenti di calo nella stima di sé, ma il senso del proprio valore rimane a prescindere dai risultati e dalle identificazioni.

AUTOSTIMA IN 5 MOSSE:

1. Sviluppare consapevolezza di sé, a livello fisico, mentale ed emotivo
2. Curare la comunicazione interiore, soprattutto quella emotiva
3. Puntare a migliorare e a fare le cose “con” e “per” il piacere di farle, sorridendo degli eccessi di perfezionismo
4. Riconoscere il valore dalla vita, ed il nostro come parte di lei
5. Imparare tecniche per migliorare la conoscenza e la considerazione di sé stessi

 

 

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