di Milena Screm

Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata...

Bruce Chatwin, “La via dei canti

 

 

 

 

 

 

 

1861: Henry David  Thoreau scrive "CAMMINARE, viaggio alla scoperta della natura e di se". Il libro nasce come resoconto di lunghe escursioni a piedi, nella selvaggia natura americana di quel secolo; Thoreau percepisce l'effetto della natura come benefico per la mente e il corpo, camminare lo fa sentire libero e calato pienamente nella vita.

Un secolo dopo anche Bruce Chatwin scrive di quest'attività motoria, del contatto con la natura e del viaggiare, come metafore della ricerca interiore.

Non sono gli unici esempi, la letteratura più volte ha celebrato il camminare, viaggiare, immergersi nel verde come attività di raccoglimento attivo, di rilassamento e rigenerazione. L'arte, in tutti i secoli ha celebrato il tema del viaggio e del pellegrinaggio a piedi, come metafore della ricerca di conoscenza, di sè e del senso profondo dell'esistere, oltre che del passaggio da una fase a un'altra dell'esistenza. La scienza medica caldeggia il movimento fisico a ogni età, conoscendo i benefici che produce sull'intero organismo. E infine, filosofie millenarie, una per tutte la tradizione della "camminata Zen", riverberano in un'attività semplice e quotidiana, anche qualche cosa di intimo e spirituale.

Se letteratura, arte, scienza, filosofia vedono nel camminare e nel contatto consapevole con l'ambiente una risorsa preziosa, un potenziale di sicuro c'è. Tra le diverse branche scientifiche, negli ultimi vent'anni anche le moderne Neuroscienze, che studiano i collegamenti tra il sistema nervoso, il cervello, il sistema immunitario e quello endocrino, la vita mentale ed emotiva delle persone, invitano a camminare come pratica di consapevolezza e presenza: la camminata Mindfulness.

Praticare Mindfulness camminando è semplice. Può essere fatta regolarmente, negli spostamenti a piedi quotidiani, per esempio per andare in ufficio e per tornare a casa; oppure durante il fine settimana. L'arte di questo modo di camminare è di imparare ad essere consapevoli, ad usare il movimento naturale del camminare per coltivare la consapevolezza e la presenza della mente, attimo dopo attimo.

Si può praticare Mindfulness in un posto tranquillo, dove poter passeggiare comodamente, meglio se immersi in un parco o in un viale alberato; in mancanza di questi luoghi, anche altri tragitti possono essere funzionali.  Si inizia con i piedi ben piantati per terra, lasciando braccia  e mani rilassate; iniziando a muovere i primi passi, l'attenzione si sposta al respiro, rendendolo profondo e rilassato. I sensi possono aprirsi ed essere ricettivi verso l'intero ambiente; l'attenzione si sposta ritmicamente per alcuni secondi sul corpo in movimento, poi al respiro, poi ai sensi e nuovamente al movimento corporeo, in continua successione. La mente può essere presente e rilassata al tempo stesso, aperta e ricettiva; i passi possono essere un po' più lenti del solito. E' possibile essere rilassati e lasciare che il camminare sia qualche cosa di naturale e ritmico, sentire ogni passo con consapevolezza. Quando si raggiunge la fine del percorso, è bene prendere qualche momento di pausa.

Presa familiarità, grazie alla pratica, é possibile sperimentare velocità diverse, camminando a qualunque ritmo che sia funzionale a facilitare la presenza della mente. E' possibile utilizzare la camminata Mindfulness per scaricare tensioni e preoccupazioni, per calmarsi e raccogliersi. Si può imparare a godere del muoversi a piedi come semplice attività motoria, invece del solito usare ogni momento per svolgere attività di pensiero che spostano nel prima/dopo, facendo perdere la ricchezza del "qui & ora". Un modo semplice per unire il corpo, al cuore e alla mente, come attitudine per attraversare la vita.