Un solo punto di focus, nel corpo: la respirazione, l'essenza della vita

di Milena Screm

Da millenni, da Oriente a Occidente, l'essere umano ha identificato che la respirazione é un fattore chiave oltre che per la vita fisiologica, anche per la consapevolezza.

Dallo schamanesimo, alle filosofie yogiche, alle tradizioni dei popoli delle isole del Pacifico, alle pratiche dell'esicasmo: un solo filo rosso, lo scorrere consapevole dell'aria dentro e fuori i polmoni.

 

Nel XIV secolo, sul monte Athos, il monaco di origine italiana Niceforo il Silenzioso, intuì quanto l'attenzione alla respirazione fosse un fattore essenziale nel momento in cui voleva raccogliersi per entrare in contatto con il sacro.

Questa stessa attitudine, in modi diversi, è quella proposta anche dalle pratiche yogiche e da quelle buddhiste. Antiche conoscenze che oggi possono avere, grazie alla ricerca scientifica e alla comunicazione di massa, un posto d'onore in Mindfulness.

La definizione di questa parola, data da un suo eminente esponente, il dottor Jon Kabat-Zinn, medico e ricercatore dell' University of Massachusetts Medical School, é: "stato delle mente presente e non giudicante"; si tratta quindi di uno stato della mente, raggiungibile grazie ad una pratica articolata in passaggi.

Il primo passaggio é sedersi comodamente e stare fermi, ad occhi chiusi o socchiusi, in modo tale da favorire un leggero relax corporeo, il semplice abbandono delle tensioni superflue, e la possibilità di spostare l'attenzione da fuori a dentro se stessi.

Quando questo spostamento dell'attenzione all'ambiente esterno a dentro sé stessi é effettuato, spesso i non esperti incontrano una difficoltà: su cosa porre attenzione? La risposta e la pratica sono semplici: sullo scorrere della respirazione. Perché? Perché é qualche cosa di naturale, perché é un aspetto corporeo, e ... per molte altre ragioni ancora.

Respirare è un'attività semplice e fisiologica, non richiede performance particolari, lasciar fluire l'aria dentro e fuori i polmoni é naturale.  C'è anche qualcosa di molto importante che accade quando respiriamo con attenzione e presenza: il respiro diventa uno specchio delle tendenze esercitate nella vita, quando si cerca di controllarlo. Come nella respirazione, così nella vita, é possibile imparare molto dal ritmo naturale, dalla lentezza, dall'assaporare ogni singola inspirazione.

Il respiro offre un'àncora all'attenzione. Per la maggior parte del tempo la mente vaga, cerca di capire, rimugina,  spinge via esperienze giudicate spiacevoli, rincorrere cose che piacciono. Ma con queste attitudini mentali è più facile essere gestiti dagli alti e bassi della vita. Imparando a portare attenzione con precisione e delicatezza al respiro,  si coltiva una capacità che permette di essere presenti su un preciso oggetto, anzichè portati di qui e di là dal flusso inarrestabile dei pensieri.  Questa è una chiave essenziale per il benessere.

Il respiro si muove nel corpo. Le persone abituate a sperimentare tutto nella testa, possono trovare nel respiro un centro di gravità più basso, corporeo; diventa possibile, poco alla volta, allenandosi, lasciar andare il pensare per un momento, e scendere alla pancia. L'attenzione si educa a sentire la pienezzaa del respiro, il suo salire e scendere nel corpo, le sensazioni fisiche di movimento che lo accompagnano. Questa attitudine aiuta ad allineare il corpo e la mente, portando più in una modalità di maggiore presenza. Essere consapevoli del respiro fa sentire  l'essenza stessa dell'essere vivi, una risorsa utile, specie quando si attraversa un periodo difficile. 

La respirazione è una complessa, affascinante, curiosa attività fisiologica. A volte le persone verbalizzano di annoiarsi ad osservare la propria respirazione. Eppure è qualche cosa di talmente unico, complesso eppure semplice, ricco, diversificato, a tratti misterioso... Questo respiro é realmente uguale al precendente? O é differente nella durata, consistenza, intensità? Quando ci si apre con occhi curiosi alle sensazioni della respirazione, diventa un'esperienza che ha del meraviglioso, anche solo per il fatto di essere tenuti in vita in ogni momento attraverso questo misterioso processo di inspirazione ed espirazione, di ossigenazione e pompaggio del sangue, con l'aria che raggiunge tutte le cellule del corpo. Non è sorprendente che ci sia aria da respirare, un corpo per farlo e una mente che può osservare tutto questo? 

Il respiro respira.  Si può trattenere il respiro per un pò, e si può scegliere di respirare volutamente veloce e poco, oppure  profondo e lento per un certo tempo, il respiro si può diversificare anche con la volontà. Un'altra possibilità da esplorare è imparare ad allinearsi con il respiro, muovendosi delicatamente con esso, lasciando la volontà sopita.  Questo è un buon allenamento per la vita, su cui abbiamo controllo parziale: ogni tanto intervenire, fare qualche cosa; altre volte scorrere semplicemente con le cose.

Il respiro ci invita a riposare e a recuperare energie. Quando si affronta un'emergenza, il respiro tende fisiologicamente ad accelerare, il sistema nervoso simpatico entra in azione ed i muscoli tesi si preparano per la lotta o la fuga. Quando l'emergenza finisce, l'organismo fa seguire un periodo di riposo e di recupero, il respiro rallenta e il corpo si rilassa. Tuttavia i lavori stressanti, i vicini rumorosi, difficoltà pratiche che si ripetono ogni giorno, come le code in auto e la ressa in metropolitana, le pressioni personali e professionali, le preoccupazioni continue,  la fretta e molto altro ancora, tendono a rendere croniche le risposte di tensione e il corpo a lungo andare non riesce a recuperare. Il silenzio, la quiete e lo spazio interiore di presenza del respiro permette all'intero organismo di riequilibrarsi e rigenerarsi; uno strumento portatile e naturale di gestione e di prevenzione.