Modellare Il Cervello Con La Mindfulness

05-Modellare-il-cervelloIl cervello è plastico, ogni nuovo stimolo percepito lo modella, ogni pensiero crea nuove connessioni.

La scienza lo afferma e la Mindfulness c'insegna a favorire questa plasticità: basta fermarsi, respirare, stare in ascolto, percepire ogni sensazione con attenzione.

Dalla scienza alla mistica: tutto questo è una scuola pratica per accogliere ciò che siamo, semplicemente. 

E' affascinante e bellissimo per me sapere che mentre respiro consapevolmente e sto a contatto con le sensazioni, in modo naturale e spontaneo all'interno del mio cervello vengono lanciati nuovi ponti e formate nuove connessioni. Questo è lo schema operativo della mindfulness.

L'ippocampo, che svolge un importante ruolo nell'organizzazione della memoria, viene stimolato. Il corpo calloso tra l'emisfero cerebrale destro e sinistro si rinforza, migliorando la comunicazione e la collaborazione tra i due. Le sensazioni primitive del tronco encefalico assumono nuovi significati grazie alla connessione con la corteccia cerebrale... E tanti altri interessanti fenomeni in grado di plasmare il mio cervello neuro-plastico vengono sollecitati dal semplice fermarmi, respirare, ascoltare il corpo e soprattutto accettare di sentire momento per momento, senza giudizio.

Dentro di me, esperienze distinte vengono collegate in nuovi sistemi organizzati, rendendomi più flessibile e libera di scegliere, invece che bloccata in rigidi schemi di comportamento e pensiero. Questo processo, che germoglia spontaneamente nella pratica della Mindfullness, prende il nome di integrazione.

Il dottor Daniel Siegel, nel suo libro “Mindsight” definisce lo schema operativo della mindfulness in sette possibili processi integrativi attivati dall'attenzione consapevole, a seconda delle necessità individuali.

Integrazione della coscienza: ossia imparare a stabilizzare l'attenzione per aprici all'ampio spettro delle nostre percezioni, sia provenienti dal mondo esterno che dal corpo e dalla mente stessa.

Integrazione orizzontale: ci permette di connettere ed equilibrare l'attività dei due emisferi cerebrali e quindi ritrovare la creatività, la ricchezza e la complessità che risultano dalla loro attività congiunta.

Integrazione verticale: grazie ad essa ristabiliamo il contatto con i sensi e le sensazioni corporee. Impariamo a sintonizzarci di nuovo con la saggezza e i messaggi del corpo, con le sensazioni “di pancia” o “di cuore”.

Integrazione della memoria: a volte nel corso della nostra vita un evento intenso o un trauma, possono rimanere cristallizzati e non elaborati dalla coscienza, risultando in una tendenza rigida all'evitamento o in uno stato interno di caos. Più siamo in grado di portare consapevolezza su questi pezzi fluttuanti del puzzle del nostro passato, più siamo liberi di vivere appieno il presente, disponendo di una maggiore possibilità di scelta.

Integrazione narrativa: ossia la capacità di narrare la storia della nostra infanzia in modo coerente, dandole un senso.

Integrazione di stato: corrisponde all'accettazione profonda dei diversi stati dell'essere (a volte conflittuali) che esprimono i nostri istinti e bisogni. Ci permette di vivere questi diversi stati come dimensioni sane di una vita multi-sfaccettata, piuttosto che come parti da reprimere o rimuovere.

Integrazione interpersonale: riconoscere i nostri stati reattivi (attacco-fuga-congelamento) attivando al loro posto quei circuiti di risonanza e ricettività che facilitano una connessione autentica e duratura con l'altro.

Integrazione temporale: grazie ad essa possiamo vivere con maggior agio di fronte all'incertezza, al senso di transitorietà e alla consapevolezza della nostra mortalità.

Le sensazioni che si accompagnano all'integrazione sono spesso di leggerezza, maggiore vitalità e energia, la sensazione che qualcosa sia finalmente ritornato “al suo posto”, pace e anche a volte ilarità e persino una dolce malinconia, come quando si ritrova qualcuno perso da molto tempo.

La chiave d'accesso a tutto questo processo, la chiave per fare esperienza dell'integrazione, sta “semplicemente” nell'abbracciare in modo incondizionato quello che c'è in tempo presente, con pazienza, compassione e amorevole gentilezza verso noi stessi.

 

 

 

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