di Milena Screm

Le moderne Neuroscienze hanno dimostrano i benefici psico-fisici prodotti dalla pratica della meditazione sulle persone.

Ora le ricerche vanno oltre e iniziano a definire gli effetti  della meditazione sulla collettività.

 

Le pratiche meditative producono miglioramenti significativi nella qualità del ben-essere degli individui, di qualsiasi ceto sociale  e negli ambiti più diversi, aziende, scuole, ospedali, carceri, sport.  Personaggi famosi dichiarano di attribuire la propria realizzazione anche a uno stile di vita che comprende dedicare un pò di tempo a meditare: Tina Turner, Emma Watson, Gwyneth Paltrow, Katy Perry, Arianna Huffington, Melinda Gates.

Una grande quantità di studi scientifici dimostrano i benefici della meditazione sulla salute fisica, sull'umore, sulla chiarezza mentale e le pratiche meditative non sono più solo utilizzate in oriente ma, da decenni, si sono diffuse in tutto il mondo.

Oggi la ricerca sta iniziando ad esplorare l'influenza della meditazione in ambiti più ampi, collettivi, stimolata anche dal diffondersi, da alcuni anni, di iniziative di meditazione di gruppo alcune volte oceaniche. Come quella avvenuta in Thailandia il 10 dicembre 2010, al tempio di Dhammakaya, con un milione di bambini  riuniti per meditare insieme per la pace nel mondo; e ancora in Thailandia a Bangkok, settembre 2015: dopo l'attentato migliaia di monaci buddisti si riuniscono a meditare per strada. Per non parlare dell'iniziativa "Med Mob" che richiama, in grandi capitali del mondo e in piccole città, le persone a riunirsi informalmente per meditare.  E, proprio in questi giorni, a Nuova Dheli, in India, sono riuniti 3,5 milioni di persone provenienti da 155 paesi del mondo per meditare insieme per la pace, durante Festival Culturale Mondiale. Questa iniziativa nasce dalle aspirazioni di Sri Sri Ravi Shankar, figura spirituale indiana, da 35 anni impegnato nella diffusione dei valori della pace e della libertà.

E' possibile che si tratti solo di mode, oppure di casualità?

Di certo, da sempre, è già accaduto che persone riunite da un unico forte intento, abbiano creato cambiamenti profondi, a volte vere rivoluzioni; basti pensare per esempio a Martin Luther King a al Mahatma Gandhi, ai grandi movimenti globali per la pace da loro promossi.

La scienza osserva, cerca di capire e di stabilire punti di riferimento pragmatici. Secondo la fisica quantistica la separazione tra gli individui é solo un illusione, in realtà ogni essere umano è é più simile alla cellula di un tessuto, esiste nelle sua individualità ed è al tempo stesso connessa, collegata a tutte le altre, le influenza e ne è influenzato. D'altronde è evidente a tutti che una persona felice trasmette felicità, mentre una persona infelice diffonde infelicità. In ambiti mistici questo principio è chiamato "tutto è uno" e non fa distinzioni  di "positivo"/"negativo".

Bruce Lipton, biologo, afferma che il cambiamento della coscienza di una singola persona, non si limita a cambiare la percezione di se, degli altri, del mondo di quello stesso individuo: il suo cambiamento produce effetti nella "rete" delle persone con cui é in relazione. Maharishi Mahesh Yogi, padre della Meditazione Trascendentale, lo definiva "effetto esponenziale", e affermava che ogni persona che impara a meditare influenza le persone intorno a se. Un fisico quantistico di fama mondiale, il dr. John Hagelin, ha dichiarato che così come ritiene scientificamente provato che assumere aspirina riduce il mal di testa, lo è anche che meditare rende le persone più propense ad atteggiamenti sociali di tolleranza e accoglienza.

Nel 1980, durante la guerra in Libano, è stato  condotto un esperimento: 1.000 persone si sono riunite a Gerusalemme, per alcuni giorni, per meditare sulla pace nel mondo, il numero dei morti in Libano è sceso del 75%; nei giorni in cui il gruppo ha meditato, sono scesi anche la criminalità e altri eventi distruttivi. Il numero di persone che meditano insieme ha ovviamente un peso sugli effetti, si può intuire pensando all'impatto della massa di  frequenze elettromagnetiche coordinate su un'unica intenzione; proprio Sri Sri Ravi Shankar ha condotto, per la prima volta nel 2006, un esperimento con un grande numero di persone - 2,5 milioni - riunite in meditazione.

Secondo Bhanu Narasimhan, sorella di Sri Sri Ravi Shankar, la meditazione collettiva è come un tiro alla fune, se le persone  tirano dalla stessa parte, creano una sinergia che ottiene un obiettivo comune.  In un momento storico nel quale la crisi economica e il terrore sono diffusi nel mondo, è fondamentale che le persone siano unite nell'intenzione di rendere la voce della consapevolezza e della pace forte e salda; questo non solo a parole, anche con la concretezza del meditare, per proprio conto e collettivamente.

A questo, e non solo, contribuisce anche l'iniziativa "Mind&Life", nata nel 1984 grazie alla visione ispirata di Francisco J.Varela (biologo e neuroscienziato cileno), Adam Engle (avvocato statunitense), Richard J.Davidson (psichiatra dell'University of Wisconsin), che incontrarono il Dalai Lama per dialogare delle conoscenze millenarie della tradizione buddista e delle scoperte, in quegli anni agli albori, delle Neuroscienze. "Mind & Life" é diventato un incontro annuale tra centinaia di esperti di buddismo e neuroscienziati provenienti da tutto il mondo; promuove la diffusione della Mindfulness e ha dato origine, in trent'anni, all'incontro concreto tra mondi culturalmente lontani, uniti oggi dal desiderio di condividere e diffondere pace e ben-essere.

 

 

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