Anziché porsi progetti ambiziosi, impossibili rispetto al tempo disponibile effettivamente, meglio imparare alcuni piccoli esercizi di mindfulness

Sono adatti a chiunque, soprattutto, possono essere utilizzati quasi ovunque; inoltre richiedono pochi minuti di pratica.

Praticare per un ora il giorno una tecnica o una meditazione, probabilmente può cambiare molte cose a chiunque. Purtroppo, però, chi ha un’ora al giorno da dedicare a una pratica? Un circolo vizioso.
Al di là dell’avere o non avere del tempo a disposizione, esiste un altro modo per assicurarsi degli spazi di benessere e di rigenerazione. Secondo un noto maestro di meditazione americano, Charlie Knoles, direttore di un centro a Venice, in California, ci sono dei piccoli modi pratici, praticabili da chiunque, per ridurre parte dello stress quotidiano. Nessuna “bacchetta magica”, piuttosto piccole tecniche e micro accorgimenti per passare dalla schiera dei “Vorrei, ma non ho tempo …”, a quella dei “Ci provo, come e quanto posso”.

Prima di intraprendere un corso di pratica della consapevolezza come quelli proposti in Insight, potete provare la tecnica in prima persona, con un po’ di mindfulness in “pillole”: ecco cinque modi pratici di fare pratica, utilizzabili praticamente ovunque.

1. Cinque minuti il giorno: questo è un tempo di buon senso, non troppo né troppo poco, che chiunque può ritagliarsi una volta durante la giornata. Cinque minuti da trascorrere seduti, a occhi chiusi o socchiusi, con l’attenzione concentrata o sul flusso della respirazione o sul numero uno. Le ricerche in corso sugli effetti della pratica della mindfulness sul cervello e sul sistema nervoso, nell’ambito delle neuro-scienze, asseriscono che questi pochi minuti quotidiani di presenza mentale rilassata, hanno la stessa funzione del lavarsi i denti per il cavo orale: igiene, in questo caso di tipo mentale.

2. Respirazione. L’aria scorre dentro e fuori i polmoni dal momento della venuta al mondo fino alla dipartita, scadenzando lo scorrere dell’esistenza. La respirazione è la vita. Eppure per la maggior parte delle persone è un’attività inconsapevole, trascurata, minimizzata. La tensione, lo stress, porta inoltre a ridurre al minimo il flusso d’aria nei polmoni, peggiorando la condizione psico-fisica. Portare attenzione al respiro, respirare più profondamente del solito per qualche minuto, sono due semplici attitudini basilari per indurre con naturalezza molti benefici nell’organismo. Si tratta di conoscenze millenarie, patrimonio dell’essere umano in qualsiasi latitudine della Terra; rimedi semplici, portatili, naturali.

3. Le mani. E’ risaputo che il complesso fenomeno chiamato comunemente “stress”, ha tra le sue risposte organiche la sollecitazione del sistema parasimpatico, quella parte del sistema nervoso che induce tensione e allerta nell’organismo. Si tratta di una catena di reazioni fisiologiche chiamate di attacco/fuga; esse hanno come scopo la difesa della vita e hanno consentito all’essere umano preistorico di sopravvivere fino ai nostri giorni. E’ quindi un sistema che ha un senso e una funzione. Ha anche un limite: se non siamo consapevoli di alcune cose, esso si mette in moto anche quando anche per pericoli immaginari o non si disattiva nonostante quando gli stimoli stressanti cessano. La consapevolezza (rendersi conto), e un po’ di conoscenza (avere alcune informazioni), è utili nella gestione di tutto questo. Con un piccolo espediente: ogni tanto, durante la giornata, porre le mani sotto un getto di acqua calda e sfregale vigorosamente per alcuni minuti. SI ottiene una stimolazione nervosa che dai nervi delle mani, arriva fino più in profondità, inducendo un messaggio nervoso rilassante.

4. Le braccia. Presupposti analoghi a quelli del punto tre, con l’aggiunta di un altro spunto: spesso le esperienze stressanti hanno come effetto collaterale di mantenere la mente sul famoso “mezzo bicchiere vuoto”, su quello che non va o su quello che è andato storto. Anche nella pratica n°4 si utilizza la relazione esistente tra la mente e il corpo, facendone qualche cosa che fornisce un piccolo aiuto attraverso un breve esercizio fisico. Si sollevano lateralmente le braccia all’altezza delle spalle, si tengono sollevate per qualche minuto muovendo le dita; contemporaneamente l’attenzione degli occhi va alla visione periferica. Poi si portano le braccia in avanti, davanti agli occhi, continuando a sciogliere le dita; poi ancora lateralmente. Tutto questo va ripetuto fatto, con calma, alcune volte. Respirando.

5. Stare in contatto, non stare in contatto. L’ascolto di una musica gradita, produce effetti sull’umore, ma prima ancora produce modificazione nelle frequenze cerebrali, cioè sul sistema nervoso centrale. Dedicare un po’ di tempo ad ascoltare brani musicali piacevoli e rilassanti è un’ottima piccola pratica di rilassamento che, consente, inoltre, anche di isolarsi un po’ dall’ambiente. Anche questo può essere necessario, a volte, per esempio quando intorno ci sono troppi rumori o troppo forti; quando possibile, anche le cuffie dell’ipod nelle orecchie, con l’apparecchio spento, può essere un modo semplice per ristorare il sistema nervoso.