giochi-specchiLa mente umana. Cos’è? Come funziona? Dov’è collocata? A cosa serve?

Molte domande, alcune risposte.

A queste domande la scienza non ha ancora dato tutte le risposte. Molte ipotesi, molte teorie accreditate, alcune informazioni certe: ecco a cosa è possibile fare riferimento per ora. In questo quadro ampio, e non completamente definito, una visione attuale, aggiornata e interessante, è quella delle Neuroscienze. In quest’ambito, la definizione di mente è: “Struttura che organizza il flusso delle informazioni”. Giorno e notte, per ogni istante dell’esistenza, l’essere umano vive immerso in un fiume di stimoli. In parte vengono dal mondo esterno, dall’ambiente, e sono recepiti grazie ai sensi, le “porte” dell’esperienza; un’altra parte è produzione interiore: sensazioni, emozioni e pensieri. Un “vigile” che organizzi questo flusso è necessario: per catalogare, smistare, indirizzare, dirigere. E, soprattutto, per dare significato, interpretare, assegnare un senso all’esperienza che, priva di quest’aspetto, sarebbe meccanica, arida, sterile, a mio vedere anche noiosa. Attenzione però, i significati delle cose sono contenuti del tutto soggettivi, di questo bisogna tenere sempre conto.

Salvaguardare la specie.

La funzione più importante della mente è di salvaguardare la vita e la continuità della specie. In quest’impresa è diventata abilissima, nel corso dell’evoluzione della vita sulla Terra, soprattutto in noi esseri umani. In quest’attività la capacità di prevenire è fondamentale: il pensiero si proietta in avanti e ipotizza dei futuri possibili. Attenzione, perché questi scenari sono rigorosamente condizionati, anzi guidati, da un substrato emotivo preciso: la paura. La mente è tonta? Ha la vista corta? E’ pessimista? Manca di coraggio? Nulla di tutto questo, anzi, ci sono astuzia e lungimiranza in quel che fa, tant’è che dal Paleolitico siamo ancora qui. La paura come scenario emotivo fondamentale e il creare paure, a volte puramente immaginarie, sono una strategia precisa ed efficace, che la mente utilizza per salvaguardare il bene prezioso che è stata messa a proteggere: come un “colosso di Rodi”, si adopera per evitare che qualche cosa possa minacciare la vita. Ovviamente tutto questo ha anche il suo prezzo da pagare, fatto d’incertezza, sfiducia, timore, indecisione, insicurezza, rinuncia, attaccamento e, a volte, incapacità di agire. Mediare tra tutte queste parti, vivere e agire, richiede molte energie e, forse, anche un ingrediente speciale …

Nella testa o nel corpo?

Dove risiede la mente? Fino a qualche decennio fa era diffusa l’idea che “abitasse” nella testa, nel cervello. Poi sono arrivate altre scoperte, compiute in vari ambiti scientifici, e ora sappiamo che la mente circola nel corpo, attraverso informazioni chimiche e nervose. Pensare col corpo non è quindi un’affermazione assurda, anzi; l’addome e in particolare l’intestino, il cervello primitivo, spesso ci danno una chiara percezione di questo. Scrive Candice B. Perth, biologa e neuropsicoendocrinologa, nel suo libro “Molecole di emozioni”: “Siamo tutti coscienti del pregiudizio radicato nella mentalità occidentale, per cui la “mente” risiederebbe nella testa. Abbiamo bisogno d’iniziare a pensare a come la mente può essere proiettata nelle varie parti del corpo e quando si potrà documentare il ruolo chiave delle emozioni nell’influenzare il corpo, attraverso le neuropeptine, diventerà anche evidente che le emozioni possono essere la chiave per capire la malattia. La mia teoria è che le tre aree classiche della neurologia, endocrinologia e immunologia, con i loro corrispondenti – il cervello, le ghiandole endocrine e il sistema immunitario, che consiste nella milza, il midollo spinale, i nodi linfatici e ovviamente tutti i linfociti (le cellule bianche) del sangue che circolano nel corpo, insomma che queste tre aree siano congiunte l’una all’altra in una rete di comunicazione bidirezionale, e che i portatori delle informazioni siano le neuropeptine. Le basi fisiologiche, a lungo studiate, mostrano che la comunicazione esiste in entrambe le direzioni per ognuna di queste aree e i relativi organi. Qualcuna di queste ricerche è vecchia, qualcuna è nuova. Metterei in rilievo l’aspetto del “network”, di rete derivato dalle teorie sull’informazione. La mente è fatta d’informazione, con una base fisica costituita dal corpo e dal cervello, e un substrato immateriale connesso alla circolazione dell’informazione”.

Un ingrediente speciale.

Oltre che di altre scoperte scientifiche, abbiamo bisogno di un ingrediente speciale che è alla portata di tutti: la consapevolezza. Nel complesso gioco d’impressioni soggettive, di specchi, d’illusioni, di film e di loop creati dalla mente, nel suo normale funzionare efficacemente per il suo scopo primario, farci sopravvivere, un solo punto può fare la differenza: renderci conto. Non si tratta di capire, ma di essere presenti a se stessi, in modo attento e rilassato, così da scorrere nel flusso mentale, ma ben ancorati al cuore del nostro sé. Perché in mancanza di questo, essere coinvolti e a volte travolti dai mille inganni della mente, è assicurato. In questo disegno magnifico della creazione, il corpo, nel quale la mente si muove, diventa strumento concreto, punto di riferimento, ancoraggio, porto sicuro. Con la concretezza della carne e la leggerezza del respiro, perché è risaputo: la mente mente, il corpo non mente mai.

 

 

 

 

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