Muse-per-il-cuore"Ho avuto un'avventura comica oggi... ho riso come una pazza",

" Che giornata tragica, speriamo che finisca ..."

Quante volte abbiamo detto dentro e fuori di noi queste frasi? Mille e mille volte, ma quasi mai ci siamo fermati a pensare che quello che facevamo era dare voce alle emozioni. Forse, se ce ne fossimo accorti, saremmo stati in silenzio, perché, statisticamente parlando, quello che in genere le persone fanno con le emozioni è tacerle, celarle, negarle, rifiutarle ...

Eppure quei saggi dei Greci hanno dedicato proprio al mondo delle emozioni ben due Muse, Talia e Melpomene, il cui compito era quello di ispirare poeti e scrittori a trovare le parole giuste per esprimere i grandi moti emotivi. L'effetto? Capolavori letterari e una civiltà nota per la sua profonda saggezza e conoscenza dell'animo umano.

Dunque,anche io ho invocato Melpomene e Talia e dovreste farlo anche voi. Che cosa le ho chiesto? Ovvio, di ispirarmi tragedie e commedie, in altre parole la capacità di usare i termini giusti e anche i gesti giusti per dare vita alle mie passioni interiori. Le cose che ci accadono nella vita sarebbero certamente prive di gusto e d'intensità se non ci fossero le emozioni e se privassimo i nostri progetti e i nostri sogni delle spinte emotive, non cambieremmo mai nulla nella nostra vita e non impareremmo mai nulla. Quando noi oggi usiamo la parola "tragedia", per esempio, descriviamo qualcosa di brutto, nefasto, doloroso.

Il dolore, la rabbia, la tristezza e la paura sono emozioni che non vorremmo provare e che mai ci concediamo di mostrare. Eppure sono preziose come diamanti, perché ci permettono di sapere distinguere una situazione in cui vogliamo stare da una in cui non vogliamo stare, ci permettono di proteggerci dai pericoli, di chiuderci in noi stessi per riflettere, di farci sostenere dagli amici aumentando il profondo legame con loro e molto altro ancora. Sono emozioni e per loro natura come vengono se ne vanno ... salvo che noi le ignoriamo. E sì, perché più le ignoriamo e più loro si attaccano, come cozze allo scoglio, a noi. Per questo vale la pena di viversele. Sono triste? Mi ritiro in casa o nel silenzio; sono arrabbiato? Scrivo una lettera d'insulti o di rabbia; sono spaventato? Scappo (metaforicamente) o cerco qualcuno che mi faccia sentire protetto; provo dolore? Lo condivido con chi mi ama, oppure piango. Vivere le emozioni significa trovare una strategia a noi congeniale, rispettosa di chi ci sta intorno e fattibile, per dare voce e mettere in scena ciò che proviamo. Scrivere, danzare, gridare contro un cuscino che male fa agli altri? Piangere che male può fare agli altri e tantomeno a noi?

Il problema? È che noi, in qualche modo, ci attacchiamo alle emozioni. Se mi arrabbio col capo, sono arrabbiato col mondo intero, se sono innamorato, tutto mi sembra rosa! Più che provare un'emozione noi diventiamo quell'emozione. Quando siamo tristi o spaventati o arrabbiati, non ci diciamo " anche questa passerà" e offriamo a noi stessi solo due strategie: Negare o Reprimere.

Che si può fare di alternativo oltre a imparare a sentire ed esprimere l'emozione in quanto tale?

Bè, per esempio, se siamo tristi o arrabbiati potremmo provare a invocare Talia, la musa della commedia! Lei ispira le parole e i gesti della risata, del piacere, dell'ironia, ma attenzione! Spesso noi tentiamo di sfuggire alle emozioni che giudichiamo negative (senza riuscirci peraltro), ma siamo anche incapaci di goderci a pieno quelle etichettate come positive. "Il riso abbonda sulla bocca degli stolti", "Non dirgli che lo ami prima che sia lui a dirtelo ...", "Mangia con moderazione", "Aspettati sempre il peggio e non rimarrai deluso"... Anche queste frasi le abbiamo sentite spesso e, anche se non ce ne accorgiamo, continuiamo a dircele nel profondo della nostra testa. Godere troppo, ridere troppo, amare troppo e, soprattutto, mostrare agli altri che amiamo, ridiamo e godiamo con gusto è per molti ancora più difficile che mostrare dolore. Eppure ridere fa bene al corpo ed è un antidolorifico naturale, dire a una persona ti amo riempie il cuore e ci fa sentire in pace con noi stessi, mangiare un buon tiramisù e leccarsi i baffi dal piacere appaga i sensi e ... non nuoce a nessuno.

Chiediamo allora a Talia parole differenti: "Il riso abbonda sulla bocca degli allegri", "digli che lo ami sempre ... magari ti risponde anch'io!", "Godi di ogni boccone come se fosse l'ultimo", "Goditi tutte le meravigliose occasioni di cui anche oggi sarai sommerso". Non si tratta di prendersi in giro, di positivizzare le emozioni ... se no, Melpomene che ci sta a fare? Si tratta di piangere se sei triste e, dopo che hai pianto, di asciugarti il viso e se in tv danno "Frankenstein Junior", di lasciarti trasportare da un'inevitabile grassa risata. All'inizio si fa un po' forzatamente ma poi, col tempo, succede proprio così, nello stesso unico giorno si può arrivare a dire: "che giornata maledettamente tragica ... e meravigliosamente divertente".

 

 

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