Rubrica-Muse-Film, musica e arti figurative per una rubrica che si rinnova sotto il potente vento ispiratore delle Muse. Da quest’anno aggiungiamo ai preziosi suggerimenti di Elena, nostra esperta e appassionata cinefila, nuovi spunti per un’arte che passa dal corpo, affascina i pensieri ed emoziona il cuore.
di Elena Nutini, Artista e Counselor e Alessia Gallo, Counselor Practitioner

Dalle audizioni per un posto come ballerini di fila all’ascesa al trono di un Re balbuziente, passando per i nasi rossi che danzano sulle note di un bolero e si fermano incantati ad ammirare Matisse.


Il discorso del re di Tom Hooper

 
La “reale” balbuzie del futuro re Giorgio VI curata da un logopedista pioniere della mediazione corporea ha fatto il giro del mondo. Respirazione profonda, scuotimenti caotici, uso obbligatorio delle parolacce aiutano il corpo e la mente di “Bertie” a liberarsi dalle tensioni causate dalla rigida educazione e consentono, in seguito, lo scorrere delle calde emozioni di un re che non sapeva di avere una voce. Il corpo da nemico diviene amico, il difetto si trasforma in opportunità che consente non solo a un uomo di diventare re ma a un re di diventare uomo, trovando un amico leale per la vita. La scena finale si segue col fiato sospeso (come fa la regina). 


Patch Adams di Tom Shadyac

 
Liberamente tratto dall’autobiografica di Hunter Adams, creatore negli anni 70 della “terapia del ridere”, il film racconta la geniale intuizione di uno studente di medicina che inizia a instaurare un contatto meno distaccato e formale con i pazienti ospedalieri. Adams, privilegiando un linguaggio più “corporeo”, sperimenta che fidarsi del corpo, rompere gli schemi mentali, mettersi a testa in giù, ridere utilizzando la risorsa preziosa dell’autoironia, contagiarsi di risate, suscitano la rottura delle reazioni programmate, liberano l’energia delle emozioni e producono immediatamente una rivoluzione chimica che può favorire la guarigione e in ogni caso migliora la qualità della vita. Da non perdere la scena del “bagno di pasta” tratta da un episodio realmente accaduto.

Il cult di Mini Magazine: Chorus Line di Richard Attenborough (1985)

Riduzione cinematografica dell’omonima opera teatrale, il film racconta la giornata interminabile, carica di ansie, sudore e speranze di un gruppo di aspiranti ballerini alle prese con un’importante audizione teatrale. Il regista è molto esigente e, oltre alla tecnica e alla disciplina, saggia la capacità di ciascuno di saper entrare in contatto con le proprie emozioni, esprimerle, ritrovare la fiducia in sé dopo ogni fallimento, rialzarsi e ricominciare. Il risultato finale è il miracolo di una moltitudine di corpi che danza come un corpo solo. 
Il ballo come metafora della vita.

Il BOLERO di Maurice Ravel

Composto nel 1928 per un balletto, noto anche come pezzo concertistico, è una musica che ti entra dentro, ti avvolge, ti porta altrove e ti emoziona coinvolgendo ogni parte del tuo corpo e della tua mente, restare impassibili nell’ascoltarla risulta quasi impossibile. Ravel compone questo bolero, tipica danza spagnola del XVIII secolo caratterizzata da un ritmo incalzante, spesso accompagnato e sostenuto dai tamburi, utilizzando due temi principali che si ripetono. Gli strumenti si alternano in un crescendo che dal pianissimo conduce fino all’esplosione finale, in cui tutti sembrano danzare all’unisono e al massimo della loro potenza.

LA DANSE (LA DANZA) di Henri Matisse.

foto-editoriale Due le versioni definitive di questo dipinto, una del 1909 è ora al MOMA di New York e una del 1910 all’Hermitage di San Pietroburgo. Non viene narrato un fatto né celebrato un personaggio: protagonista del quadro è il movimento. Solo cinque corpi nudi uniti in un girotondo fluttuante e solo tre colori: il rosso caldo e vibrante dei corpi, il verde della terra e il blu del cielo; una danza continua, dopo ogni pausa ritorna la voglia di lasciarsi andare, abbandonarsi all’abbraccio, affondando i piedi nell’erba bagnata e alzando gli occhi al cielo fino a perdersi nella sua immensità. La DANZA come la vita: un movimento senza fine.