Intervista di Alessia Gallo, Tutor Insight, a Keli Caterina Procopio, Counselor e Watsu trainer.

 

 

 

 

 

 

 

 

 Alessia Gallo: Cosa ti ha portato ad incontrare Milena Screm e a intraprendere la sua scuola di formazione?

Keli Procopio: Era il 1994, e avevo iniziato a dare sessioni di Shiatsu a “Biosintesi”, l’istituto che in seguito ha preso il nome di Insight. In quelle occasioni incontrai Milena Screm per la prima volta, a pelle mi piacque subito moltissimo e mi iscrissi ad un suo corso di respirazione BreathWork. Premetto che arrivavo da due anni di intenso lavoro di crescita personale fatto a Poona, in India, all’interno dell’ashram di Osho; gruppi molto intensi e che hanno certamente contribuito a sbloccare energie e ad aprirmi alla visione al mondo interiore. Avevo però esigenza, a quel punto del mio percorso di crescita personale, di affrontare alcune tematiche attraverso un lavoro individuale e continuativo. Il primo gruppo di respiro fatto con Milena fu esplosivo, e soprattutto l’approccio utilizzato risuonò tantissimo nelle mie corde. Quello fu il primo gruppo a cui segui tutta la formazione del BreathWork e diversi cicli di sedute individuali.

A.G.: Hai parlato di “approccio”, puoi chiarire meglio questo punto?

K.P: Quello che mi colpì moltissimo, oltre alla potenza del lavoro con il respiro, furono le modalità di Milena. Ho riconosciuto da subito in lei una grande professionalità, unita ad un aspetto di grande umanità e presenza. Una modalità mi viene da dire morbida, ma intensa … potrei riassumerla con “il potere della gentilezza”. Una gentilezza che immediatamente ha aperto la dimensione della fiducia, aspetto per me fondamentale nella ricerca e nell’esplorazione del mondo interiore.

A.G.: E come è continuata la tua relazione con Insight?

K.P.: Dopo aver completato il percorso di formazione, Milena mi invitò a prendere parte al back stage della Scuola, all’interno del Direttivo e in seguito ad insegnare nel Corsi di Formazione. Proposta che fu contemporaneamente fatta anche a Dakshina Stefania Orsi. Entrambe acconsentimmo con grande entusiasmo. La nostra evoluzione è andata di pari passo con l’evoluzione stessa del metodo, che in quegli anni via via si stava definendo dal Rebirthing al BreathWork, al BreathWork Counseling. Contemporaneamente anche l’identità della scuola di formazione si stava trasformando e, da “Biosintesi” prese il nome di “Insight”, nome che abbiamo scelto insieme, sentendo che ci corrispondeva. E proprio l’insight, inteso come intuizione profonda, è stato il filo conduttore che in tutti questi anni ci ha permesso di creare e progettare nuovi percorsi e nuove strade per l’evoluzione dell’individuo. La fiducia e stima iniziali per Milena non mi sono mai venute a mancare, anzi negli anni sono stata affiancate anche da una profonda amicizia.

A.G.: E oggi?

K.P. In questi ultimi anni, le vicissitudini della vita, vivere in una parte d’Italia lontana da Milano, per una parte dell’anno all’estero, scelte professionali, altre passioni, mi hanno portata fisicamente a una minor presenza a Insight; resta la condivisione di una visione comune del senso della vita, la disponibilità ai progetti sentiti da tutte noi, i legami profondi delle relazioni con Milena e con Dakshina. La parola chiave che sento è appartenenza: essere parte di un’esperienza di vita e professionale nella quale si sono integrate con fluidità, forse perché amo in modo particolare l’elemento acqua, relazioni, progetti, “missioni”.