A tutt'oggi, molte attività professionali non sono ancora regolamentate dalla legislazione italiana.
E' interessante sapere che una grossa parte di queste attività rappresenta, di fatto, in Italia, la maggioranza delle professioni. Infatti, a fronte di 1.300.000 professionisti iscritti a vari Ordini (medici, psicoterapeuti, avvocati, architetti, ecc.), operano 1.800.000 professionisti iscritti alle proprie Associazioni di Categoria di riferimento (consulenti aziendali, logoterapisti, musicoterapisti, massoterapisti, counselors, ecc.) (dati C.N.E.L. luglio 2007).

Per quanto riguarda il Counseling, in Italia non abbiamo ancora una legge specifica. L'Inghilterra, l'Irlanda, l'Olanda hanno invece già riconosciuto da anni questa professione, con leggi nazionali.

E' importante aggiungere che il Parlamento Europeo ha emesso una direttiva che invita i paesi membri CEE ad emettere leggi nazionali finalizzate ad armonizzare e regolamentare le "libere professioni", in modo da rendere possibile in Europa la libera circolazione d'alcuni titoli di formazione professionale (2005/36/CE).

L'Onorevole Emma Bonino, nell'ottobre 2007, si è adoperata affinché anche il Parlamento Italiano recepisse tale ordinanza (D.L.G.S. sulla direttiva comunitaria 2005/36/CE, approvato il 23/10/2007). Tale iniziativa è motivata dal fatto che così come l'Europa ha una moneta unica, si vuole rendere comuni anche i titoli professionali.

Questo fatto, pur non essendo ancora sufficiente al riconoscimento legale della professione del Counselor (per questo è necessaria una legge nazionale specifica), costituisce in ogni modo un importante passaggio formale e legale. Per esempio ha permesso che alcune Associazioni di Counseling, tra le quali S.I.Co. Società Italiana di Counseling, siano monitorate dal Ministero di Giustizia e dal Ministero per le politiche europee, allo scopo di avviare le procedure necessarie per formare un "tavolo di discussione", formato da Governo, Ordini e Associazioni di categoria. Prassi complessa e lunga; al momento nessuno sa quando questo "tavolo di discussione" sarà realizzato.

Oltre a ciò, già da alcuni anni il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Italiano, ha voluto una Banca Dati riguardante le professioni non regolamentate. Tale iniziativa è gestita e aggiornata dal C.N.E.L Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.

La sola iscrizione al C.N.E.L. non attribuisce né alle associazioni né alle scuole riconoscimenti formali o legali, si tratta solo di un'iniziativa che ha la funzione di offrire una panoramica della situazione attuale in Italia.

Sono le Associazioni di Categoria che possono definire i criteri formativi e gli standard necessari a fornire le competenze specifiche delle "libere professioni" (nel nostro caso del Counseling). Questo significa che quando la legislazione italiana si allineerà all'indirizzo europeo e sarà effettuata una regolamentazione (dal punto di vista legale, regolamentare una professione significa 1) istituire un percorso formativo obbligatorio, 2) istituire un esame di Stato, 3) istituire un Albo o Registro Professionale), saranno messe in atto norme transitorie che terranno conto della situazione pregressa (moratoria). Detto ciò, non invece possibile affermare nulla di certo né di preciso su quali saranno i tempi necessari a realizzare tutto questo.

Standard definiti da S.I.Co. per la formazione in Counseling:

- COMPETENZE di COUNSELING (Counseling Skills), si intendono percorsi di formazione alle abilità di Conseling (comunicazione e relazione) da integrare alla professione già esercitata; non abilita all'uso della qualifica di Counselor; il monte ore può arrivare fino a 150 ore di formazione;

- FORMAZIONE PROFESSIONALE in COUNSELING, si intende un percorso di formazione triennale di minimo 450 ore; deve prevedere un programma di studi e altre norme specifiche definite dalle Associazioni di Categoria;

- FORMAZIONE PERMANENTE, si intende la formazione post diploma triennale per i Counselor, con carattere d'aggiornamento; minimo 25 ore l'anno;

- PRATICA PROFESSIONALE SUPERVISIONATA, s'intende la supervisione didattica e professionale, il tirocinio e il percorso individuale; 500 ore.