Corsi-di-Counseling-SanitarioPoter acquisire competenze e strumenti pratici funzionali a prevenire o a gestire lo stress di una professione ad alto impegno emotivo e relazionale, è una prospettiva sicuramente interessante per i professionisti dell’ambito sanitario. Oltre a questo, la formazione professionale di Counseling, ha senso ed efficacia nei delicati rapporti con i pazienti e le loro famiglie.

Alla fine degli anni ’80, un aspetto della realtà italiana era che le droghe pesanti si erano diffuse, con gravi conseguenze su vari aspetti sociali, e sanitari. Anche nel nostro paese, inoltre, in quegli anni s’iniziava a entrare in contatto con l’AIDS. Questi e altri fattori, contribuirono alla creazione dei primi progetti italiani di Counseling, che nacquero all’interno di alcune strutture sanitarie. Queste iniziative diedero buoni risultati e contribuirono, nell’arco di meno di un decennio, alla progressiva divulgazione del Counseling anche in altri ambiti.

I problemi, nei trent’anni trascorsi, sono cambiati, ma il senso e la funzione della figura del Counselor all’interno di una struttura sanitaria sono sempre attuali. Nelle ASL e negli ospedali, ci si occupa di salute, anzi di malattia; questa può essere sospetta, passeggera, cronica, invalidante, mortale. Il malato deve fare i conti, oltre che con l’affidarsi al personale medico e paramedico, anche con forti emozioni da gestire. Tutto questo a volte ha una durata beve o media, ma altre volte i tempi sono ampi e richiedono anche cambiamenti pratici di vita o impegni regolari, come per esempio per le persone che devono sottoporsi regolarmente alla dialisi. Oltre al malato c’è anche la sua famiglia: anche i congiunti sono investiti dalle conseguenze della malattia, sul piano emotivo e su quello pratico. E, non ultimi, anche lo specialista più capace, anche il paramedico con maggiore abnegazione, sono persone prima che professionisti, soggetti agli effetti dello stress e del burn out.

Progetti di Counseling che offrano ascolto attento e sostegno emotivo, oltre a piccoli accorgimenti pratici funzionali, al malato e/o ai familiari, e al personale sanitario, sono importanti, specialmente oggi con i problemi sociali attuali. L’ospedale non può essere considerato solo “l’officina nella quale cercare di riparare”; è necessario che, in modo funzionale, gli aspetti umani e le emozioni in gioco nel contatto con la malattia, la morte, la perdita di un congiunto, abbiano la giusta attenzione e cura (cura: da core, avere a cuore).

Per quanto riguarda il personale sanitario, oltre al Counseling come progetto di auto-aiuto rispetto ai temi dello stress e del burn out, anche la frequenza a un corso di Counseling che consenta di acquisire competenze utili ed efficaci nella gestione della comunicazione e della relazione col paziente e la famiglia, ha senso. Questo tipo di formazione, inoltre, consente anche di organizzare progetti di Counseling ad hoc, per portare la “relazione di aiuto” di ambiti specifici.

La scuola Insight, attiva da trent’anni su Milano, offre corsi di formazione professionale di Counseling ai quali la partecipazione di professionisti del settore sanitario è sempre in alta percentuale. Un anno del percorso (“Counseling Skills”) consente di apprendere alcune competenze di base per ottimizzare l’efficacia della propria comunicazione con i pazienti, le famiglie, i colleghi. Oltre a questo, garantisce l’importante vantaggio personale di fare propri gli strumenti e le tecniche per prevenire, o gestire, con successo gli effetti dello stress e del burn out.
La frequenza al corso triennale consente a tutti gli effetti di svolgere la professione di Counselor. Parte del programma è imperniata sull’Intelligenza Emotiva; la didattica Insight è pratica e coinvolge anche il corpo, oltre alla mente. Il corso, oltre alle approfondite competenze professionali, consente d’imparare a ottimizzare la gestione dei conflitti, delle tensioni, dell’ansia, in se stessi in primo luogo; tutto ciò funge anche da esperienza, funzionale, in un momento successivo, a trasmettere agli altri le stesse abilità.

Portare una “relazione d’aiuto” che tenga conto sia dei valori umani, sia dei necessari aspetti pratici, in ambiti nei quali la paura, l’ansia, la sofferenza, l’impotenza, lo sconforto, la disperazione, sono la normalità, significa svolgere la propria professione con particolare sensibilità. Non solo, si tratta anche di un apporto sociale di profondo valore.