Da qualche decennio in psicologia il Q.I. degli esseri umani non si misura più solo con i test e con misurazioni di tipo cognitivo. Dagli anni ’60 è cambiato qualche cosa, in modo sostanziale; e sta ancora cambiando, la ricerca è in atto.

Daniel Goleman ha parlato di “intelligenza emotiva” e ci ha regalato un libro che ha divulgato le sue teorie anche tra i non addetti ai lavori. Prima di lui John Mayer e Peter Salovay hanno scritto di “ intelligenza emozionale”; è seguito Gardner con le “intelligenze multiple” e Joseph Le Doux (Psiconeuroendocrinoimmunologia) con il “ cervello emotivo”.

Senza voler entrare nel dettaglio di tutte queste teorie, le definizioni sopra riportate ci rimandano a un intreccio fra quello che il nostro cervello elabora e pensa e quanto il nostro corpo prova ed esprime.

Il Counseling a mediazione corporea sostiene l’importanza di una “terza intelligenza”:

- Mentale
- Emozionale
- Corporea

L’essere umano è dotato di un’intelligenza mentale, ne sono protagonisti il cervello, i pensieri, il linguaggio.
Le emozioni, le sensazioni, le percezioni e i sentimenti sono protagonisti dell’intelligenza emozionale.
Esiste anche l’intelligenza corporea, che vive, si muove e si manifesta nel corpo.

Rischioso scindere le tre intelligenze, anzi impossibile farlo in modo assoluto (alcuni meccanismi di difesa si limitano a separare alcune parti); sono un’unità, un tutt’uno e s’influenzano a vicenda attraverso le “reti” fisiologiche e psichiche. Pensiamo alle emozioni, nascono come reazione a uno stimolo e implicano reazioni psico-fisiche.

Un altro esempio per comprendere ancora meglio: all’improvviso un forte rumore ci desta; il ritmo del nostro cuore molto probabilmente avrà un’accelerazione; il respiro si bloccherà per lo spavento e poi potrebbe farsi corto e affannato per la paura; nella nostra mente si affacceranno pensieri e ricordi, formuleremo ipotesi sui motivi del rumore e pianificheremo eventuali azioni-reazioni da mettere in atto per proteggerci.

Ora quali delle reazioni sopra indicate possiamo dire non ci appartenga? Qual è più vera? Ne esiste una più indicativa dell’altra? Siamo noi e sempre noi a stare al centro dell’esperienza, nella nostra unità mente, corpo, emozioni.

Proviamo a guardare le cose da un altro punto di vista: sto sostenendo un esame e il professore mi chiede di parlargli di Epicuro e della sua filosofia. Ora la mia mente dovrà ripercorrere tutte le informazioni presenti nella memoria, dovrà ricomporle secondo un ordine logico e dovrà scegliere di linguaggio appropriato e chiaro.

Essendo così concentrata e impegnata a trovare le parole, ritrovare le nozioni ed esprimermi in modo appropriato, sarò ‘immune’ dal provare emozione? Quel leggero e vibrante filo di adrenalina che sentirò dentro da dove arriva? E il sudore delle mani? Le macchie rosse sul viso? La salivazione alterata? … Tutto questo cos’è?!? Un’illusione? Un prodotto della mia mente?

Il mio corpo assumerà una posizione diversa da quella che posso avere seduta a un tavolo mentre chiacchiero rilassata con gli amici. La mia voce non avrà lo stesso tono di quando accarezzo il mio cane o chiedo un’informazione per strada.

Terza ipotesi: sono a una festa sulla spiaggia al mare, improvvisamente parte una bella musica ricca di energia e ritmo. Il mio corpo balla e si lascia andare ai suoni. La mia mente che fa? La posso mandare in vacanza? Posso riuscire a spegnerla? E le immagini che affiorano? I ricordi? I desideri che formulo in quel momento da dove arrivano? Il respiro che si apre, il colore della pelle che cambia, il sorriso che affiora sulle mie labbra???...

Io sono mente e sono corpo, di fronte ad ogni stimolo reagisco utilizzando e coinvolgendo ogni parte di me. In ogni istante il cervello pensa, il corpo prova emozioni e sensazioni, il linguaggio esprime pensieri e traduce idee, desideri, ipotesi. Il corpo si modifica per effetto e in reazione alle emozioni. I pensieri s’intrecciano con le sensazioni, il cervello è influenzato da quello che il corpo prova, l’uno è legato inscindibilmente all’altro. Chi può davvero dire dove un’intelligenza inizia e dove lascia il posto all’altra? Quali sono le aree di competenza di azione dell’una e quali quelle vietate all’altra?

Il Counseling a mediazione corporea afferma l’esistenza delle tre intelligenze e si propone di far acquisire consapevolezza di come nel proprio ‘sistema personale’ esse funzionano e interagiscono.

Per prima cosa è necessario superare il timore nei confronti delle emozioni, sono anch’esse una risorsa vitale. Poi è necessario promuovere ascolto e consapevolezza di sé stessi, del corpo e delle sensazioni. Questo ci aiuterà ad avere più fiducia non solo in ciò che la mente pensa, ma anche in ciò che il corpo prova ed esprime. E potremo così avere tre importanti alleati che faranno di tutto per indirizzarci verso un benessere psico-fisco ottimale, il terreno necessario per vivere e agire con soddisfazione.