Un museo, un paio di scarpe, quattro parole chiave, una risorsa preziosa: ingredienti di empatia.

Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

A Londra, a Riverside Gardens, nel 2015, è stato aperto un nuovo museo, nato da un’idea del filosofo britannico Roman Krznaric: il “Museo dell’Empatia”.

Secondo Krznaric, ex docente di Cambrige, l’essere umano sta perdendo la capacità di comprendere lo stato d’animo e le ragioni di chi ha di fronte; il narcisismo dilagante degli ultimi decenni e il proliferare delle tecnologie, stanno favorendo egocentrismo e allontanamento dalle relazioni personali. Con la creazione del “Museo dell’Empatia” e dell’iniziativa portata in varie città del mondo, Krznaric ha voluto creare un’esplosione di empatia nella vita quotidiana delle persone, uno spazio di esperienza e condivisione, per esempio, provando a stare nelle scarpe degli altri: i visitatori possono davvero indossare scarpe appartenute a profughi, operai, vagabondi e andarci un po’ in giro. Possono anche provare le scarpe di un banchiere della City, e apprezzare la differenza.

La parola empatia viene dal greco -en- = “dentro” e -pátheia- = “sofferenza”, “sentimento”.

Empatia significa quindi "sentire dentro" qualche cosa che arriva dall’altro e, anche, capacità di "mettersi nei panni dell'altro"; fa parte dell'esperienza umana ed animale. L’empatia è la capacità di sentire, riconoscere e comprendere lo stato d'animo altrui, gioioso o doloroso che sia.

Secondo Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama,"L'empatia è la più preziosa qualità umana."

Nelle scienze umane, l'empatia contraddistingue un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da sensibilità e da comprensione, privo di giudizio morale. E’ l'attitudine a offrire la propria attenzione a un'altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali; è basata sull'ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell'altro. Già C.Darwin fece degli studi pionieristici al riguardo, osservando le emozioni e la loro comunicazione mimica.

L'empatia è anche il cuore del processo di comunicazione non violenta, applicati nel vertice di pace in Medio Oriente di Camp David (USA), nel 2000, di Carl Rogers e, successivamente degli studi del suo allievo Marshall Rosenberg.

Nel 1992 l’equipe di ricercatori guidati dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, ha scoperto i neuroni specchio; questa scoperta ha consentito di affermare che l'empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie. I neuroni specchio si attivano sia quando un'azione viene effettuata da un individuo, sia quando questo stesso individuo osserva la stessa azione effettuata da un'altra persona; negli esseri umani si attiva la medesima area cerebrale nel corso di un'emozione e osservando altre persone nel medesimo stato emozionale.

In medicina e in psicologia l'empatia è considerata un elemento fondamentale della relazione d’aiuto, poiché permettere al professionista di comprendere i sentimenti e le sofferenze del paziente, incorporandoli nella costruzione del rapporto terapeutico ma senza esserne sopraffatto. Questa definizione di confine psicologico è fondamentale: se l’empatia favorisce la comprensione autentica e sostiene la relazione d’aiuto, la simpatia, il risuonare con l’altro e con le sue onde emotive senza distinzione “io”/”tu”, è confusivo e favorisce fraintendimenti, rendendo la relazione meno efficace.

Gli studi mostrano che una persona su cinque è particolarmente empatica. Essere empatici ha che vedere con la sensibilità personale e con l’Intelligenza Emotiva. E’ un’attitudine che favorisce l’apertura mentale e di cuore, facilitando la tolleranza e la comprensione, risorse importanti e che fanno la differenza.

Quattro parole chiave sull’empatia.

1. Neuroni specchio. I ricercatori hanno scoperto un gruppo specializzato di cellule cerebrali che sono responsabili della compassione. Queste cellule permettono a tutti di rispecchiare le emozioni di un'altra persona, il dolore, la paura o la gioia. Grazie ai neuroni specchio siamo profondamente in sintonia con i sentimenti altrui.

2. Campi elettromagnetici. Le recenti ricerche delle Neuroscienze hanno comprovato che sia il cervello sia il cuore generano campi elettromagnetici; questi campi trasmettono informazioni sui pensieri e le emozioni delle persone. Lo stato di “coerenza mente-cuore”, favorisce la consapevolezza e la sintonizzazione di queste frequenze.

3. Contagio emotivo. Le ricerche scientifiche dimostrano che molte persone percepiscono le emozioni di coloro che li circondano. Per esempio, un bambino che piange farà scattare un'ondata di pianto in un reparto ospedaliero; oppure una persona che esprime ad alta voce l'ansia sul posto di lavoro in genere genera un’atmosfera altrettanto ansiosa.

4. Dopamina. La dopamina é un neurotrasmettitore che aumenta l'attività dei neuroni ed è associato con la risposta piacere. La ricerca ha dimostrato che chi è empatico ha bisogno di meno dopamina per sentirsi felice, rispetto a chi lo è meno.

 

http://empathymuseum.com/ 

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