Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Un percorso di Counseling a mediazione corporea è un viaggio alla scoperta, anche delle risorse preziose racchiuse dentro sé stessi, da mettere al servizio del proprio ben-essere.

 

“Go talent”, il format televisivo, ne porta alla luce alcuni, dando la possibilità ai partecipanti di esprimere la propria creatività, passione, talento.

Talento. Nell’antica Grecia era un’unità di peso e una somma di denaro, poiché la moneta stessa era metallo prezioso pesato: un talento, ad Atene, corrispondeva a più di venti chili d'argento.

Sui talenti esiste anche una parabola evangelica. Nel Vangelo di San Matteo un uomo parte per un viaggio e affida ai suoi tre servi parte delle sue ricchezze. A uno dà cinque talenti, a uno tre, all'ultimo uno. I primi due, durante l'assenza dell'uomo, si danno da fare per far fruttare quanto ricevuto, l'ultimo invece lo va a nascondere. Al ritorno del padrone i primi due gli restituiscono la somma raddoppiata, ricevendo grandi lodi. Il terzo servo presenta il talento che aveva tenuto nascosto, ricevendo una severa censura. La morale di questo racconto è che ciò viene dato/donato va fatto fruttare.

Oggi talento è anche sinonimo di dote, qualità particolare nella sua specificità e/o nel come si esprime con altre, in sinergia; le doti sono più profonde delle capacità e ancor più radicate delle passioni. Ogni essere umano ne è provvisto in modo unico, ma possono anche essere nutrite, fatte fiorire attraverso la motivazione e l’impegno.

Un’altra declinazione ancora di talento/dote è risorsa.

Risorsa: dal latino resurger, risorgere = mezzo capace di rispondere ad una necessità.

L’etimologia potrebbe suscitare qualche perplessità: qual è il senso del collegamento tra risorgere e risorsa?

Il nesso è semplice e intuitivo: la risorsa é quel mezzo che permette di rialzarsi in una situazione di difficoltà, quindi di risorgere metaforicamente, di rialzarsi e di fare fronte alle necessità. Il senso profondo della parola fa riferimento anche a qualche cosa di concreto, nella quale la Natura è maestra: le ricchezze della terra che tornano alla luce, i semi che germogliano e si sviluppano; l'acqua, con i suoi movimenti dal cielo (pioggia) alle profondità della terra (falde sotterranee), fino al tornare in superficie nei corsi d’acqua. Una risorsa è anche un tesoro che, a volte, richiede “scavi” per essere ri-trovato.

Non serve andare molto lontano, volendo ri-trovare i tesori delle proprie risorse dimenticate o date per scontate, quindi non riconosciute, a volte, nel loro autentico valore. Il luogo dove cercare è lì a portata di mano, come narra un’antica leggenda indù…

“Vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano divinità. Ma gli uomini abusarono a tal punto di questa condizione privilegiata, rivelandosene in questo modo indegni, che il signore degli dèi, decise di togliere loro la divinità e di nasconderla lì dove fosse impossibile ritrovarla. Dove? Raccolse un gran consiglio per risolvere questo problema e gli dèi minori proposero: “Seppelliamo la divinità dell'uomo nella terra”. Ma il signore degli dèi obiettò: “No, non basta, perché l'uomo scaverà e la ritroverà”. Gli déi allora replicarono: “Gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani”. E di nuovo il signore degli déi obiettò: “No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà”. Gli déi minori, allora, conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla perché non sembra esistere -sulla terra o in mare- luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere”.

Allora il signore degli dèi disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”. Da allora l'uomo ha compiuto il periplo del pianeta, ha esplorato e scalato montagne, ha scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova ancora oggi dentro di lui.”

In questa leggenda si parla di divinità, nell’accezione di tesoro, talento, risorsa.

Io più profondo e segreto dell’essere umano”: di certo l’interiorità, la psiche, il corpo come territorio dell’esperienza. Proprio a questa parte del proprio se, ma non solo, il Counseling a mediazione corporea porta attenzione e ascolto:

"Poiché il corpo è la base di tutte le funzioni della realtà, qualsiasi accrescimento del contatto di una persona con il proprio corpo, produrrà un miglioramento significativo della percezione di se, nelle relazioni interpersonali, nella qualità del pensare e del sentire, nella gioia di vivere". Alexander Lowen

Il modello di Counseling a mediazione corporea Insight fonda le proprie basi nelle parole di A.Lowen e propone un approccio che guida gradatamente nell'ascolto corporeo e percettivo di se, utilizzando alcuni semplici strumenti pratici. Non si tratta di Bioenergetica, ma di un modello a se stante. Integra principi e tecniche di Counseling nella relazione intra-personale prima ancora che in quella inter-personale; comprende aspetti dell'Intelligenza Emotiva ed elementi e tecniche di BreathWork e di Mindfulness.

Gli esperti affermano che non è possibile dare ciò che non si ha, non è possibile insegnare ciò che non si è appreso. In quest’ottica, il viaggio alla scoperta del Counseling passa attraverso l’imparare ad ascoltare se stessi, con cura ed attenzione, prima di portare le stesse attitudini nell’ascolto dell’altro. Ed è al corpo e al suo linguaggio, sensazioni ed emozioni, che s’impara a porre ascolto accogliente, anche facendo uso di strumenti che sono parte del corredo fisiologico dato in dotazione da Madre Natura a ogni suo figlio: il respiro, il movimento, le emozioni, la parola.

Nel percorso di Counseling Insight ognuno di questi aspetti esce dall’ombra dell’abitudine e dalla nebbia dello scontato:

- ogni istante il flusso del respiro scorre garantendo la vita, è un processo automatico; è anche una risorsa preziosa, quando è reso consapevole, per lo scorrere della vitalità, la chiarezza della mente, la gestione delle emozioni;

- ogni giorno il corpo svolge innumerevoli attività e movimenti automatici e abitudinari; il movimento diventa risorsa di ben-essere quando è svolto con consapevolezza e in modo finalizzato;

- flussi leggeri e/o potenti attraversano il corpo, fornendo risposte soggettive all’esperienza: emozioni; divise dalla valutazione diventano nemici da combattere e sequestrare, spesso paradossalmente sequestranti; accolte e gestite, anche col respiro che le modula chimicamente, diventano risorsa vitale;

- parole, suoni articolati densi di significati, espressione dei processi della mente e della percezione soggettiva, strumento di espressione e di comunicazione; esplorandole, arricchendo la mappa dei significati, sviluppando la capacità di utilizzo diventano arte e risorsa.

Corpo, respiro, movimento, emozioni, parole sono a costante disposizione di ogni essere umano; come usare queste risorse preziose, in funzione di cosa metterle al servizio: una scelta e una responsabilita personale che richiede conoscenza, consapevolezza, impegno, cura.