L’approccio creato dallo psicoterapeuta americano Carl Rogers.

L’associazione immediata, tra gli addetti ai lavori, alla parola Counseling, è “Carl Rogers”. E’, infatti, lui lo psicoterapeuta “padre” di quest’approccio.

La storia professionale di Carl Rogers esprime in modo indicativo alcuni aspetti della sua personalità e traccia la direzione dello sviluppo del suo pensiero: inizia studi teologici, diventa poi educatore e, dopo alcuni anni di esperienza con gli adolescenti, si forma come psicoterapeuta. Tutto il suo approccio è permeato di grande sensibilità per l’essere umano e di forte attenzione ai valori e al sociale. Per tutte queste ragioni gli fu conferito, nel 1987, anno anche della sua morte, il premio Nobel per la pace.

L’approccio professionale di Carl Rogers è basato su un assunto fondamentale: il principio attualizzante
Secondo Rogers, ogni individuo ha in se una naturale spinta interiore al miglioramento, all’evoluzione come individuo. Questa spinta può essere favorita e nutrita da un ambiente e da un contesto accogliente, rispettosi, che rimandano rispetto e fiducia. Il modello di lavoro sviluppato da Rogers, il Counseling, non solo tiene conto di questo elemento fondamentale, utilizza anche modalità comunicative e relazionali che adatto appunto a favorire la crescita del cliente. Prima di accennare a questi aspetti del metodo, è interessante sottolineare anche altri argomenti. A C.Roges dobbiamo delle vere rivoluzioni di approccio nella relazione tra un professionista e un cliente. Cambiamenti di lessico apparentemente banali, in realtà significativi: dall’uso della parola paziente, che immediatamente tende a rimandare malattia, bisogno, dipendenza, alla parola cliente, che ovviamente evoca altro. E, ancora più importante: lo spostamento dell’attenzione, nel percorso, dal problema, dalla difficoltà, da ciò che “non va”, alle risorse del cliente, usate poi per realizzare obiettivi e cambiamenti. Anziché trascorrere anni ad analizzare il passato, alla ricerca delle cause del problema, nel Counseling il lavoro è orientato allo sviluppo della consapevolezza del cliente, soprattutto riguardo alle sue qualità, doti, talenti, risorse e su come utilizzare questi tesori per aiutarsi.

Psicoterapia tradizionale: orientamento al passato e a cercare lì le cause di ciò che non va, partendo dal presupposto che dare risposte a questa ricerca sia funzionale a trovare le soluzioni. Approccio valido, che ha un senso; che si sviluppa su modalità specifiche e che richiede una certa quantità di tempo e di lavoro.
Counseling: orientamento al presente, a favorire lo sviluppo della consapevolezza della persona circa le proprie qualità interiori. Definizione di strategie pratiche per far si che tutto questi sia poi utilizzato dal cliente in modo concreto, aiutandolo a diventare artefice del proprio cambiamento. Un lavoro “con”, insieme al cliente.

Come si realizza tutto ciò nel Counseling Rogersiano?

Con molta cura alla qualità della relazione e della comunicazione, in vari modi e sotto vari punti di vista; alcuni atteggiamenti del Counselor sono fondamentali. Come ci sente quando qualcuno non ci accetta o, peggio, esprime giudizi nei nostri confronti? La sensazione è sgradevole; c’è chi reagisce sentendosi a disagio, provando ansia e insicurezza, c’è invece chi ha risposte aggressive. In entrambi i casi, le persone si chiudono emotivamente, manifestando atteggiamenti difensivi. Nulla di tutto questo favorisce la persona, specie se già si trova in una fase critica della propria vita. Nel Counseling, quindi, il professionista fa il possibile per mettere a proprio agio il cliente, accogliendolo ed evitando modalità giudicati o valutative. Attenzione, nel fare questo non si tratta di esercitare una prassi tecnica; una buona formazione professionale di Counseling, prevede che il futuro professionista compia anche un percorso personale di crescita, che lo porti ad agire certi atteggiamenti dopo averli interiorizzati per il loro valore.

Il contatto empatico, la percezione del sentire del cliente da parte del professionista, è un altro aspetto fondamentale del Counseling Rogersiano. Anche questo secondo fattore, descrivibile con così poche parole, è in realtà qualche cosa che non ha nulla di tecnico, ma passa piuttosto ancora dalla crescita interiore, oltre che dagli aspetti formativi. In questo tipo di processo il futuro professionista impara a sfrondare le proprie proiezioni rispetto a quello che ritiene gli arrivi dall’altro; inoltre apprende anche a stabilire dei “confini psicologici” sani, funzionali: sentire “con” l’altro, non “assumere” l’altro. Fondamentali sottigliezze che fanno la differenza.
Non esiste relazione senza comunicazione, né viceversa: legge naturale incontestabile. Aspetti di stimolo e scambio necessari alla vita degli individui; la loro qualità può giocare un ruolo importante, qualunque sia la natura del rapporto. C. Rogers, nel suo approccio, pone questi elementi in primo piano e li considera di grande importanza rispetto al principio attualizzante.

Attenzione all’individuo e ai suoi potenziali, fiducia nell’esistenza, autenticità di contatto, accoglienza, ascolto attento, rispetto, non giudizio, cura degli scambi comunicativi, valore alle emozioni: queste le principali caratteristiche del Counseling Rogersiano, un approccio di grande efficacia nella realizzazione dei tre bisogni fondamentali dell’uomo: conoscenza di se, espressione, realizzazione.

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