Coerenza cervello-cuore: le Neuroscienze studiano questa possibilità, i suoi effetti, come generarla.

di Dakshina Stefania Orsi

 

 

 

 

 

La nostra cultura ci ha insegnato nei secoli a privilegiare la ragione al sentimento, la testa al cuore.

Negli ultimi 50 anni stiamo però assistendo a un cambio di paradigma, che ri-considera il ruolo giocato dal cuore nel mantenerci in uno stato di benessere. Ed ecco che la ricerca scientifica si trova oggi a confermare conoscenze antiche che erano state messe da parte come superstizione o credenza popolare, che vedevano nel cuore la sorgente dell'amore, della saggezza, dell'intuizione.

E' del 1991 la definizione del Dr. J. Andrew Armour di "cervello del cuore". La sua ricerca in ambito di Neurocardiologia ha rivelato che il cuore possiede una complessa rete neuronale, sufficientemente sofisticata da qualificarsi come un "piccolo cervello" a sé stante. Negli ultimi 20 anni, l'Istituto americano, guidato dal Dott. Doc Childre, ha condotto moltissime ricerche, esplorando la relazione cervello/cuore e la loro reciproca influenza. Ben lontano dall'essere una semplice pompa meccanica, il cuore comunica costantemente con il cervello, non solo ricevendone i "comandi" ma inviandone a sua volta. Scrive il Prof. Rollin McCraty, Direttore della Ricerca all' Istituto Heartmath "Essendo il più consistente e potente generatore di schemi di informazione ritmica nel corpo, il cuore è in continua comunicazione con il cervello e il corpo, attraverso percorsi multipli: neurologicamente (attraverso il sistema nervoso autonomo), biochimicamente (attraverso gli ormoni), biofisicamente (attraverso la pressione e le onde sonore) ed energeticamente (attraverso i campi elettromagnetici)". *

Di fatto la ricerca mostra che il cuore invia molti più segnali al cervello che viceversa! Questi segnali influenzano le funzioni cerebrali, a partire dalla percezione emotiva fino a funzioni cognitive complesse come l'attenzione, la percezione, il ricordo, la capacità di prendere decisioni e la risoluzione dei problemi. Secondo questi studi, il cuore può essere definito come un "Coordinatore Globale" in grado di dirigere la sinfonia di funzioni del corpo, sincronizzandole in un tutto armonico. La ricerca ha messo in luce come un ritmo cardiaco "coerente" attivi un'analoga sintonizzazione in tutto l'individuo: l'attività del sistema nervoso simpatico e parasimpatico si sincronizza e i sistemi del corpo operano in modo più efficiente producendo uno senso di profondo benessere e prontezza mentale, in quello che viene chiamato "stato di coerenza psicofisiologica". Questa particolare condizione di equilibrio tra i nostri sitemi fisiologico, cognitivo ed emozionale, viene percepita come uno stato di calma vigile, in cui l'individuo si sente energizzato e pronto a rispondere alle sfide del quotidiano, quali la risoluzione dei problemi, il prendere decisioni, il focus dell'attenzione, e il discernimento.

Ma che cosa attiva un ritmo cardiaco coerente, in cui il cuore diventa il più talentuoso direttore d'orchestra? Senza dubbio il più potente attivatore sono le emozioni positive. Se periodi di frustrazione, preoccupazione, rabbia, provocano uno squilibrio nel ritmo cardiaco, che diventa irregolare, perdono, apprezzamento, gioia e amore generano un ritmo cardiaco "coerente", armonioso, le cui frequenze vengono irradiate ad ogni cellula del corpo, rinforzando il sistema immunitario e la resilienza - ossia la capacità di affrontare le sfide della vita con flessibilità, prontezza ed elasticità. Corpo, mente ed emozioni vengono percepiti allora come un tutto equilibrato e la vita scorre "in un flusso".

Lo stato di coerenza, ossia funzionamento armonico di cuore e cervello, è favorito dunque da uno stato emotivo positivo, ma la ricerca mostra che può essere generato anche intenzionalmente, ad esempio grazie alla respirazione consapevole. Il modo più semplice è di respirare lentamente e con regolarità per circa 5 minuti ad un ritmo di 10 secondi a respiro (5 secondi per l'inspirazione, 5 secondi per l'espirazione). E' un respiro molto "lungo", che può richiedere un po' di pratica, capace di modulare il ritmo cardiaco in direzione della coerenza. Un'altra tecnica molto efficace consiste nel focalizzare il respiro in mezzo al petto, nell'area del cuore, come se si stesse respirando attraverso lo sterno e contemporaneamente attivare volontariamente un'emozione positiva sincera.

Gli studiosi hanno osservato come l'emozione positiva più semplice da generare con autenticità sia la gratitudine o l'apprezzamento, la sua forma più attiva. Questo focus sincero sul sentire, dà origine alla sincronizzazione dei sistemi. E' davvero affascinante sapere di poter efficacemente agire sul proprio benessere ad un livello tanto complesso e profondo. Come spesso accade nei processi di empowerment, la respirazione consapevole rimane una chiave fondamentale.

* Rollin McCraty, Doc Childre, Coherence: bridging personal, social, and global health, Alternative Therapies, Jul/Aug 2010, Vol.16 n°4 https://www.heartmath.org/

 

 

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