Qualche chiave per aprire le porte di una professione autogestita e fonte di soddisfazioni

Di Milena Screm, Counselor Supervisor e Trainer

13 Marzo 1983, lo ricordo ancora: il giorno in cui aprii il mio primo studio come libero professionista.

Venivo da esperienze di lavoro che mi avevano arricchita, nelle quali avevo imparato molte cose, dopo l’apprendimento teorico della formazione universitaria. Desideravo dare una svolta alla mia vita professionale, non solo nello svolgere una professione d’aiuto, anche nel passare da essere dipendente alla libera professione. Occuparmi degli altri stimolava le mie passioni, fare la libera professionista mi infondeva senso di libertà e di autodeterminazione.

Mi guardo indietro, dopo trentatré anni durante i quali il mio lavoro è fiorito e si è ampliato, tiro le somme e condivido alcuni degli atteggiamenti che sono stati funzionali. Non è una “ricetta magica”, sono spunti basati sulla conoscenza dell’animo umano e su attitudini che si sono dimostrate vincenti.

Il tuo Scrigno: qualità e talenti

Ogni giorno, per svolgere il nostro lavoro, per stare in relazione con gli altri, per affrontare le sfide della vita, senza rendercene conto andiamo a pescare nello scrigno delle nostre qualità e talenti. E’ un meccanismo automatico, quindi inconsapevole, fatto in parte di risorse innate e in parte di abilità acquisite nel vivere: meglio portarle alla luce, così da poterle utilizzare in modo mirato e funzionale. Quindi ascoltati, fatti delle domande Quali sono le mie qualità? Che cosa sò fare veramente bene?, guarda alle tue esperienze produttive e metti a fuoco quali sono le migliori risorse che hai messo in atto, fanne un elenco e riconoscile. Osserva come sia un “tesoretto” al quale attingere.

Il tuo Cuore: paure con cor-aggio

Tu chiamale se vuoi emozioni … Ci sono, si muovono, ci muovono. Oppure, a volte, ci bloccano. La paura, per esempio, è un’emozione che tende a fermare l’azione, manda facilmente in evitamento. Eppure serve anche lei, la sua funzione è proteggerci dai pericoli, salvaguardare la nostra sopravvivenza; il problema è che scatta anche su una base immaginaria, non solo su fatti concreti. Tra essere sequestrati dalle paure, magari immaginarie, e pretendere di non averne, impossibile e rischioso, la terza via è passare dal cuore. In Giappone c’è un detto: L’uomo coraggioso non è l’uomo senza paura, quello è l’uomo incosciente; l’uomo coraggioso è l’uomo che passa attraverso le proprie paure. Per compiere quel passaggio le qualità del cuore – la parola coraggio viene da cor – la forza della vita e il rosso della passione sono fondamentali. Quindi: scrivi l’elenco delle paure che ti attanagliano, rispetto al tuo progetto di svolgere una libera professione, porta alla luce le tue emozioni e deposita alla carta; in questo modo non se ne andranno, ma ne sarai consapevole, potrai guardare e vedere ciò che ti frena. Fai dei respiri profondi, molti, e scendi giù col respiro non solo ai polmoni, vai fino al cuore e, come insegnava il monaco Niceforo nel 1200, lascia che il tuo respiro, la vita che scorre dentro di te, si permei delle qualità della forza e della passione.

• La tua Impronta: unicità

Un polpastrello, un’impronta unica e irripetibile. Così siamo noi esseri umani, unici. Quindi, se vuoi dare sostegno al tuo progetto di libera professione, non fare confronti: ognuno, anche nel lavoro, è un insieme di aspetti, modi, attitudini, qualità, risorse e talenti, oltre che di competenze, che formano un cocktail irripetibile ed è in questo il valore aggiunto. Dei modelli da quali prendere spunto ed ispirazione, questo è utile; paragonarti o confrontarti no.

• Il trampolino: formarsi e buttarsi

Come ci si prepara a un tuffo? Buttandosi dal trampolino! Formati, apprendi, impara, questo è fondamentale; in alcune libere professioni esiste anche la formazione continua, livelli diversi di approfondimento e aggiornamento, ed è necessaria. Parallelamente buttati, mettiti in gioco, sperimenta, esplora e impara; apri la mano/la mente e lascia andare il “palloncino” della “formazione perfetta”, non esiste. Ogni professione ha una formazione di base e dei livelli di approfondimento, poi c’è la formazione sul campo ed è necessaria tanto quanto le altre. All’inizio ti sentirai impreparato, insicuro, farai qualche errore, è naturale; anche grazie a tutto questo diventerai più competente, l’importante è che tu faccia esperienza e che tu impari, anche dai tuoi errori. Questo è l’unico modo per scoprire il proprio valore, con umiltà e con coraggio, con impegno e con fiducia.

• Lo specchio: apprezzamento

Hai il coraggio di guardarti allo specchio e dirti a voce alta: “Brava!” ? Puoi comunque farlo dentro di te: concentrati sui progressi che stai facendo, sui miglioramenti vedi, anche se piccoli. Tieni un diario dei risultati che ottieni, dei passaggi che fai, apprezzali, non darli per scontati; registra con attenzione anche i feedback costruttivi che ricevi, sono rinforzi per la tua autostima e sostengono la fiducia e la motivazione. Ogni 6/8 settimane osserva i traguardi che hai raggiunto, sono lo “specchio” dei tuoi progressi. Per cultura ed educazione siamo portati a essere critici verso noi stessi, tendiamo a pretendere di essere sempre sicuri, sempre capaci; troppo spesso ci focalizziamo su quello che ci manca. Riportare l’attenzione su ciò che abbiamo ottenuto ci permette di apprezzare i nostri risultati e di sentire quella sensazione impagabile che è la gratitudine.