Le Neuroscienze scoprono legami tra attività fisica e prestazioni della materia grigia

Di Milena Screm

 

Soprattutto nei paesi che hanno maggiore benessere economico, le persone vivono più a lungo, nonostante il declino mentale legato all'età sia in aumento; la demenza potrebbe triplicare nei prossimi trentacinque anni, queste le stime scientifiche ufficiali. Lo scorso marzo, però, il "The Journal of Alzheimer" ha pubblicato un articolo incoraggiante, derivato dalle più recenti scoperte effettuate dalle Neuroscienze: camminare a piedi, andare in bicicletta, fare nuoto, praticare danza, tutto con regolarità, può ridurre notevolmente il rischio di Alzheimer.

Da molto tempo l'esercizio fisico è considerato un toccasana per la capacità mentale delle persone anziane.  In un  nuovo studio, i ricercatori della University of California, Los Angeles, e di altre istituzioni scientifiche, hanno analizzato i dati prodotti dal Cardiovascular Health Study, iniziata nel 1989, che ha valutato quasi 6.000 uomini e donne anziani. I soggetti hanno completano test medici e cognitivi, compilato questionari sulla loro vita e sulle attività fisiche che svolgono, si sono sottoposti alla TAC per fornire scansioni del cervello. Guardando i dati di quasi 900 partecipanti a questa ricerca negli ultimi dieci anni, gli scienziati hanno determinato che questi individui hanno avuto una minor perdita di materia grigia, rispetto ai loro pari di età, in quelle parti del cervello correlate alla memoria e al pensiero complesso. Neuroni vivi e vitali, quindi meno degenerazione senile e una maggiore salute del cervello. L'attività fisica aumentata nel corso degli ultimi cinque anni, è stata considerata, dagli stessi ricercatori, una delle cause di questa condizione delle cellule cerebrali.  

"Ai fini della salute del cervello, rimanere fisicamente attivi il più a lungo possibile, è sostanziale", ha affermato il dottor Ciro Raji, che ha guidato il Cardiovascular Health Study. Il dottor Raji ha anche sottolineato che il termine "attività fisica", in questo studio comprende: passeggiate, jogging, ciclismo moderata, nuoto, giardinaggio, ballo e altre attività ricreative, svolte due volte alla settimana. Il movimento fisico potrebbe quindi cambiare l'arco d'invecchiamento e, soprattutto, favorire la qualità della salute fisica e mentale degli anziani.

La potenzialità di questa ricerca può essere ampliata anche oltre l'importante tema della riduzione della demenza senile, e applicata a stili di vita sani, che favoriscano il benessere delle persone e svolgano anche prevenzione, a prescindere dall'età. La gestione degli effetti fisiologici della sindrome da stress, oggetto di ricerca da cinquant'anni da parte dell'O.M.S., per esempio; e, anche, la diffusione dei modelli di vita proposti dalla nuova Psicologia Positiva, nella quale il tema della felicità orginata da abitudini psico-fisiche di buona qualità è al centro della consapevolezza della persona.

Nulla di nuovo, in realtà, informazioni millenarie riviste e aggiornate, calate nelle realtà sociali odierne; lo yoga da millenni insegna che il benessere della mente passa anche attraverso un corpo alimentato in modo sano, che si muove, è attivo, si scioglie, favorisce col movimento la circolazione del sangue e con la respirazione l'apporto di ossigeno e di energia vitale. Guru dei nostri tempi, come Osho, hanno insegnato che il corpo mosso da movimenti liberatori, si libera anche mentalente ed emotivamente. Psicoterapeuti che hanno dato una svolta alle scienze psicologiche, W. Reich, A.Lowen, J. Pierrakos, M.Brown, portando in evidenza il limite delle parole e l'intelligenza del corpo, hanno tracciato una via chiara nelle possibiltà di salute e ben-essere degli individui.

Andare in palestra, fare attività fisica, immergersi nella natura respirando profondamente, danzare anche a casa propria, praticare Yoga,  non solo "ogni tanto", ma con regolarità - la ricerca Cardiovascular Health Study afferma che bastano due volte alla settimana -, sono attività semplici, benefiche e piacevoli, un investimento di tempo e di energie dal sicuro riscontro in ben-essere e salute. Non è solo salutismo, è anche avere a cuore il bene della propria vita.

 

 

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