"Mi sento teso, stressato!”
Frasi come questa ricorrono spesso nei discorsi di molte persone.
Secondo una ricerca dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, svolta in Europa nel 2002, lo stress è infatti uno dei fattori i cui effetti hanno maggior impatto sullo stato d’animo e la salute delle persone.

Stress: cerchiamo di capire da cos’è causato e come possiamo gestirlo.

l Meccanismi di sopravvivenza
Tra i tanti sistemi di sopravvivenza di cui la natura ci ha dotati, ce ne sono alcuni che producono in noi uno "stato di allerta", accompagnato da una condizione di tensione. E’ l’anticipazione del meccanismo successivo, quello della paura che, attivato, prepara il nostro corpo alla fuga provvidenziale o alla difesa. Questi meccanismi sono il retaggio della vita dei nostri antenati preistorici, vissuti in un tempo in cui sopravvivere era molto meno facile di quanto non sia oggi. Senza i sistemi naturali di allerta e di paura, è probabile che i nostri avi si sarebbero estinti e noi non saremmo esistiti. Questi stessi meccanismi agiscono anche oggi e generano le stesse reazioni anche ad ogni situazione nuova, che richieda poi un periodo di adattamento e di apprendimento.

l Ritmi naturali alterati
La vita moderna non ha più i pericoli di quella preistorica, ma ce ne riserva sicuramente altri. Uno di questi, specialmente per noi occidentali, consiste nell’aver perso la capacità di stare in contatto con i ritmi naturali della vita (veglia/sonno, attività/riposo, ragionamento/immaginazione, eccetera). Conduciamo esistenze "snaturate", la fretta e la pretesa di essere sempre efficienti ci logora un po’ tutti. Questo tipo di spinte determina quella che si chiama "ansia anticipatoria", il bisogno di fare le cose in fretta, la paura di fare tardi, la pre-occupazione. A lungo andare, anche nella persona più sana e dotata di energia, tutto ciò tende a logorare l’organismo, con effetti sull’umore e/o sua salute.

La Mente mente
Dimenticato il corpo e i suoi bisogni, repressa la paura, incanalate le risorse psichiche verso la performaces, la mente ha il sopravvento e, senza che ce ne accorgiamo, l’attività di pensiero incomincia a percorrere schemi ripetitivi che generano timori (spesso infondati), insicurezze (idem), ansie, tensioni. Immersi in questo "loop", non riusciamo più a distinguere tra paure reali (sto realmente correndo un pericolo) e paure immaginarie (sto immaginando che ci sia un pericolo). Soprattutto l’organismo biologico non riesce a cogliere questa sottile e fondamentale differenza, e mette in atto tutte le risposte difensive alle quali è predisposto. Quindi: sia timori reali sia immaginari generano reazioni fisiologiche: tensione, "vuoto" o "farfalle" allo stomaco o all’addome, oppressione al petto, vuoto mentale (per esempio il black out mentale sotto esame), sudorazione, tachicardia, difficoltà legate al sonno, eccetera.

Le Soluzioni possibili
Come risolvere, almeno in parte, tutto questo? Se la situazione è molto grave la medicina ufficiale offre un’ ampia gamma di farmaci (i quali però sedano il sintomo ma non sciolgono le cause; hanno effetti collaterali; causano assuefazione). Se siamo soggetti a manifestazioni tensive riconducibili alla “sindrome da stress” e cerchiamo una soluzione, possiamo ricorrere anche ad approcci più naturali. In particolare due possibilità, da percorrere parallelamente, sono a nostra disposizione.

Strumenti naturali
Una consiste nell’imparare a fare "igiene mentale": distinguere la natura dei propri pensieri e scegliere cosa "coltivare" nella propria mente. Per raggiungere questi risultati sono necessari strumenti, disponibilità, ascolto, attenzione, flessibilità, pause. Il percorso parallelo consente d’imparare ad utilizzare uno strumento naturale che la vita ha messo a nostra disposizione.

Qual è questo strumento?

Il RESPIRO.

Semplice, facile, naturale, non "inquina", non ha effetti collaterali, è sempre con noi, lo possiamo usare ovunque. E’ per sua natura collegato alle emozioni: quando un emozione forte ci pervade, il respiro si altera; ma è possibile fare anche il percorso inverso: modificare intenzionalmente la respirazione e ottenere dei benefici nello stato d’animo.

Niente promesse miracolose e sensazionalistiche; sicuramente un’ottima possibilità, basta coglierla.
L’importanza di questa risorsa naturale è ben conosciuta in Oriente dove, da oltre 7000 anni, le tradizioni yogiche insegnano anche tecniche respiratorie per il mantenimento della salute e la prevenzione dai disturbi. Ma, anche grazie al processo di globalizzazione culturale che stiamo vivendo da alcuni decenni, oggi anche l’Occidente è più attento e sensibile a questi aspetti. All’interno della ricerca scientifica, per esempio, negli ultimi anni si è verificata una continua crescita dei lavori che suggeriscono ed evidenziano come la salute, la qualità e la durata della vita sono profondamente influenzate e collegate alla dimensione mentale/emotiva della persona. La medicina psico-somatica e l'approccio psico-neuro-immunologico forniscono
un modello in grado di spiegare come le emozioni e i pensieri esercitano la loro influenza sulla funzionalità del sistema nervoso, endocrino e immunitario. Una sana e corretta respirazione, fonte primaria della sostanza basilare per la vita umana – l’ossigeno -, gioca un ruolo chiave in tutto questo: respirando correttamente si abbassano i livelli degli ormoni dello stress in circolo nel sangue (cortisolo, adrenalina, noradrenalina), con importanti benefici per tutto l‘organismo.

Che venga da Oriente o da Occidente, non importa; l’aspetto chiave è che la respirazione accomuna tuti gli esseri viventi, qualisasi sia la latitudine alla quale vivono. E’ possibile usare quindi tecniche di matrice diversa, basta comunque che ci portino a dedicare qualche minuto della giornata alla pratica di respiri ampi, profondi e rilassati. Ne ricavaremo effetti rasserenanti e riequilibrati, a beneficio del nostro umore e della nostra salute.

ESERCIZI di RESPIRAZIONE

Ecco qui di seguito qualche esercizio di "pronto soccorso" respiratorio. Non hanno la pretesa di risolvere completamente le tensioni ma di sicuro aiutano.

1° Esercizio
Durata: minimo 5 minuti, max 15
Posizione: meglio se supini, ok anche seduti comodamente; occhi chiusi. Inspirare profondamente e rilassatamente dal naso, espirare rilassatamente dalla bocca; ritmo lento e continuo, assenza di pause/apnee; in fase inspiratoria sollevare e "riempire" l’addome.

2° Esericizio
Durata: minimo 3 minuti, max 6
Posizione: supini o seduti comodamente; occhi chiusi. Inspirare profondamente e rilassatamente dal naso, espirare rilassatamente dalla bocca emettendo un qualsiasi suono; ritmo lento e continuo, assenza di pause/apnee; in fase inspiratoria sollevare e "riempire" tutto il tronco.

 

 

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