di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Otto donne su dieci ne soffrono e un’altissima percentuale pensa di avere un brutto carattere; invece è la SPM

 

Una mia giovane cliente li chiama (anzi, li chiamava) così: i giorni del lupo alsaziano.

Cosa vi evoca? Animali, aggressività, lande desolate, tensione e sconforto? Ecco, vi evoca bene.

Otto donne su dieci ne soffrono e un’altissima percentuale, - quasi tutte -, pensa di avere un brutto carattere, oppure odia le emozioni, attribuendo a loro l’origine del malessere. Invece tutto ciò, dal 1960, grazie al dr. Greene e al dr. Dalton, ha un nome preciso: SPM ovvero Sindrome PreMestruale.

Se siete in menopausa e avete lasciato alle spalle quest’esperienza, continuate la lettura lo stesso, per favore. E’ fondamentale avere informazioni e, se non ci servono più a titolo personale, diffonderle ad altre donne che possono invece averne bisogno. Anche questo è un modo per contribuire al ben-essere delle persone. Ed è anche importante, per i professionisti delle “relazioni d’aiuto”, sapere che, – una volta il mese –, le proprie clienti in età fertile possono essere influenzate, nella loro percezione di se stesse e della vita, dal forte impatto di questa sindrome.

SPM: cos’è. La sindrome premestruale è un complesso insieme di sintomi che coinvolge vari apparati della fisiologia femminile e che, purtroppo, ha un forte impatto sull’umore e sull’emotività; è circoscritta, nella maggior parte dei casi, ai giorni che precedono le mestruazioni. Le cause della sindrome premestruale non sono del tutto note alla scienza. Per molto tempo è prevalsa la teoria dell'aumento dei livelli di estrogeni nel sangue; recentemente è stata avanzata, ma non dimostrata, l'ipotesi di ridotti livelli di serotonina, un neurotrasmettitore la cui carenza spiegherebbe la comparsa di sintomi legati alla sfera emotiva. E’ probabile che alla base ci siano entrambi questi meccanismi.

SPM: sintomi. Le manifestazioni della sindrome premestruale possono essere diverse per ogni donna; ciò nonostante si riscontrano più frequentemente:

• irritabilità, tensione emotiva

• cambiamenti repentini d'umore

• insicurezza

• crisi di pianto immotivate, manifestazioni depressive

• aggressività

• scarsa concentrazione

• stanchezza

• tensione mammaria, dolore al seno

• gonfiore addominale

• aumento di peso

• mal di testa, emicrania.

SPM: come diagnosticarla. Poiché le cause non sono ancora del tutto note alla medicina, non esiste test di laboratorio in grado di diagnosticare la sindrome premestruale. Gli esami del sangue e delle urine sono utili per accertare che non vi siano altre cause a scatenare la sintomatologia. La diagnosi è quindi basata sul carattere ciclico, mensile, della comparsa dei sintomi: compaiono generalmente nella settimana che precede la mestruazione; vi è poi un graduale peggioramento sino alla rapida o graduale scomparsa nel momento in cui il flusso mestruale inizia. Più raramente il periodo critico può estendersi e i disturbi possono apparire sin dalla metà del ciclo, fino ai primi giorni dopo la mestruazione. Può essere utile tenere un diario dei sintomi e della loro gravità per alcuni mesi, registrando le date delle mestruazioni. Se il disagio è ripetitivo, è possibile parlare di SPM.

SPM: come gestirla. Spesso i sintomi non sono così intensi da richiedere un trattamento specifico. Per alcune donne, invece, la sindrome premestruale è abbastanza grave da influire sul proprio lavoro, sulla loro vita quotidiana e sulle relazioni sociali: per 53 italiane su 100 la prima vittima è il rapporto di coppia, per 43 le relazioni sociali, per 70 il lavoro o la scuola; una su due (51%) non parla con nessuno dei propri disturbi e sceglie soluzioni fai da te, il 62% aspetta che passi. Il 30% assume farmaci antinfiammatori o antidolorifici, o adotta rimedi temporanei e poco efficaci. Rivolgersi al proprio medico allopatico o al ginecologo, significa nella maggior parte dei casi vedersi prescrivere la pillola anticoncezionale e, alcune volte, addirittura degli antidepressivi. Questo tipo di approccio oltre a non essere risolutivo (l’organismo umano è soggetto ad assuefazione ai farmaci), ha anche degli effetti collaterali da non prendere con leggerezza.

Alimentazione e integratori. Ci sono altre due strade efficaci e prive di dannosità che possono essere percorse: una è quella dell’alimentazione, l’altra quella dell’assunzione regolare di alcune sostanze naturali. Studi effettuati in Inghilterra, su ampi campioni di popolazione femminile, hanno appurato che alcune attenzioni alimentari possono essere d’aiuto nel ridurre i sintomi della SPM; in particolare:

• La riduzione del consumo di alcol

• La riduzione del consumo di caffeina

• La riduzione del sale e del glutammato

• La riduzione del consumo di nicotina

• L’aumento del consumo di acidi grassi omega 3.

I risultati ottenibili con i cambiamenti di alimentazione sono lenti e parziali, comunque ci sono. L’altra direzione percorribile, volendo anche associata ai cambiamenti alimentari, è quella dell’assunzione regolare di alcune sostanze naturali, in particolare il magnesio e le vitamine B (in particolare B6). Il magnesio (v. “Magnesio e altri rimedi anti stress”, di Milena Screm, www.insightformazione.it ) è un oligoelemento fondamentale nella fisiologia umana per un grande numero di attività e di reazioni muscolari e nervose. E’ efficace nella riduzione di numerosi disturbi che la medicina affronta a suon di farmaci chimici; si è dimostrato particolarmente utile nella gestione della sindrome premestruale (e di alcuni sintomi della menopausa), al punto che alcune case farmaceutiche hanno messo in commercio dei prodotti mirati. 

Il magnesio è uno dei minerali più importanti e abbondanti presenti nel corpo umano e, normalmente, è assimilato attraverso l’alimentazione. Purtroppo bisogna tenere conto che il 60/75% del magnesio contenuto naturalmente nel cibo è rimosso durante i trattamenti di raffinazione e che l’assunzione di alimenti conservati, elaborati, precotti, ne riduce ulteriormente la quantità. In conclusione Subire passivamente la propria fisiologia, oppure drammatizzare maledicendo l’essere nate donne, orientarsi esclusivamente ad approcci medici allopatici, sono tre modi di affrontare alcuni aspetti del proprio mondo femminile. Esistono anche altre vie, basate sulla conoscenza, la consapevolezza di sé, il buon senso, il rispetto del proprio organismo. Il ben-essere è possibile, prendendosi cura di sé.