C'è una forma di bellezza che invece di seguire i canoni estetici (per altro molto relativi e influenzati dalla cultura alla quale si appartiene) si può meglio descrivere come una luminosità: della pelle, degli occhi, dei gesti...

Questa bellezza è direttamente legata ad uno stato di armonia interiore. E' la manifestazione fisica dell'essere in pace con se stessi.
A volte è temporanea, conseguenza ad esempio di un innamoramento o di un riconoscimento sociale. A volte perdura nel tempo, indipendente da fattori esterni – una solida base interiore dalla quale hanno origine i nostri comportamenti ed azioni.
Far pace con se stessi può essere un percorso lungo, a varie fasi.
Il primo passo è imparare ad ascoltarsi.

Nel Counseling a mediazione corporea l'ascolto interiore è facilitato dal respiro. Una respirazione profonda e rilassata favorisce infatti la messa a fuoco di sensazioni e percezioni corporee a cui spesso non prestiamo attenzione. E' possibile inoltre apprendere attraverso l'esperienza diretta come il conflitto crei disagio, tensione e chiusura anche nel corpo, mentre al contrario l'accettazione faciliti un'armonica trasformazione. Proprio questo è il paradosso della crescita personale: solo quando mi accetto così come sono, posso cambiare. Non possiamo cambiare noi stessi finché non accettiamo pienamente chi siamo. A quel punto il cambiamento avviene quasi da solo, senza sforzo.

L'ascolto e la messa a fuoco delle sensazioni fisiche ed emotive rendono possibile l'ampliarsi dell'immagine di sé, includendo elementi che prima erano ignorati o rifiutati.

Si tratta di un processo graduale, che richiede tempo e pazienza per radicarsi in profondità.
A livello mentale, il Counseling porta ad una consapevolezza via via più chiara di schemi di pensiero "ereditati" da famiglia, cultura, società. Impariamo a distinguere le "voci" che parlano nella nostra testa, riconoscendo in particolare quella del "giudice interiore" - di sicuro la voce più spietata. Diventare consapevole degli schemi mentali favorisce il prendere distanza e diventare "testimone" - in altre parole la disidentificazione da quello che non ci appartiene (inclusi certi canoni di bellezza).

In parallelo a questo, possiamo imparare ad includere punti di vista diversi, a vedere la stessa realtà da un'altra prospettiva, in un diverso contesto. In questo modo possiamo trasformare le nostre debolezze in punti di forza.
Spesso la non accettazione di sé sul piano fisico non è che il riflesso di un disamore più profondo. E' noto come a volte anche il sottoporsi a interventi di chirurgia plastica non cambi l'immagine che una persona ha di sé: non si arriva mai a piacersi, a raggiungere quello standard interiore di bellezza che rasenta la perfezione.

Fare pace con il proprio corpo, fare pace con sé stessi è il primo, fondamentale, passo.
Se poi la voglia di un lifting rimane, ben venga! Ma le premesse saranno completamente diverse. Sarà allora un gesto di amore, di cura di sé e non il contrario.

Più spesso, il risultato della pace interiore (che intendiamoci non significa non avere mai più conflitti nella vita, ma saperli gestire in modo creativo e costruttivo, non invalidante per la persona) è anche il dissolversi di certi desideri e finti bisogni.

Gli studi di Carl Rogers e dei suoi collaboratori hanno mostrato come, attraverso il Counseling "centrato sulla persona", l'individuo non solo arrivi al punto di accettare se stesso, ma anche di piacersi, nel senso di apprezzare e gioire dell'essere se stesso. Rogers ne parla come di "Un gioire spontaneo e rilassato, una primitiva joie de vivre"*.

Ed è proprio questa gioia profonda che si riflette nella bellezza del corpo.


* Carl Rogers, "On Becoming a Person", Houghton Mifflin Ed., 1961