di Stefania Dakshina Orsi

Empowerment, potenziamento.

Assumersi la responsabilità di fare qualche cosa per se stessi e per il proprio ben-essere.

 

Nella pratica del Counseling, uno degli aspetti chiave è rendere il cliente responsabile del proprio cambiamento.

Gli americani hanno coniato un nome per questo: Empowerment, ossia riconoscere in se stessi risorse e capacità in grado di sostenerci nelle inevitabili difficoltà della vita,  riconoscere di avere l'abilità di costruire la vita che vogliamo.

L'Empowerment parte dall'assunzione di responsabilità che, a livello pratico, si agisce nell'impegno ad cquisire piccole, buone abitudini, funzionali a fornire nuove risposte allo stress quotidiano. Piccole ma sostanziali azioni che, applicate con costanza, possono fare la differenza. In tutto questo non è necessario solo impegnarsi, ma è sostanziale anche comprendere e interiorizzare il valore del prendersi cura di se stessi. Prendersi cura, significa avere a cuore, tenerci, amare, rispettare: queste sono le attitudini di questo stile di Empowerment. Un approccio che trova conferma e arricchiamento anche nella recente scuola di Psicologia Positiva di Martin E.P.Seligman.

Da circa trent'anni medicina, psicologia e sociologia studiano gli aspetti che concorrono nel determinare la qualità della vita; le ricerche scientifiche effettuate distinguono tra gli indicatori oggettivi (salute fisica, condizioni lavorative e abitative) e gli indicatori soggettivi, cioè la percezione del benessere personale e l'autorealizzazione. Nella Psicologia Positiva gli indicatori soggettivi sono al centro dell'attenzione: emozioni, abilità e qualità dell'individuo sono considerate risorse e l'impegno è di portarle alla consapevolezza e svilupparle.

Le tecniche, gli strumenti e gli approcci per investire in questa direzione oggi sono moltissime, ognuna con le sue caratteristiche e unicità; l'importante è trovare quella che corrisponde maggiormente ai propri bisogni e alla propria indole.

Trattare qui una tecnica sarebbe riduttivo, ma bastano anche pochi spunti per iniziare a percorrere una via diversa.

  • Cinque passi

Tra la grande varietà di possibili pratiche, ne proponiamo cinque, semplici ed efficaci.

Meglio iniziare con un paio e praticarle almeno un mese  per radicare le nuove abitudini.

1. IMPARARE A RESPIRARE

Un respiro lento, profondo, che scende fino a gonfiare il ventre, è tra i migliori alleati per gestire in modo efficace momenti di ansia o stress: la mente si schiarisce, le emozioni si placano un poco, calma e tranquillità aumentano. Se poi la respirazione diventa una passione, un percorso di BreathWork, guidato da un insegnante abilitato, ne farà scoprire tutti gli incredibili potenziali.

2. COLTIVARE UNO SPAZIO DI QUIETE

Dieci, quindici minuti quotidiani durante i quali sedersi in silenzio, il corpo rilassato, osservando i pensieri e le sensazioni senza alcun giudizio: questa semplice pratica é un formidabile ricostituente per l'equilibrio psico-fisico.

3. CAMBIARE  STILE DI COMUNICAZIONE INTERIORE

Il dialogo con sé stessi è continuo, anche senza che ce ne renderiamo conto. L'abitudine al giudizio, alla disapprovazione, al biasimo e alla critica, possono provocare una spirale emotiva negativa e auto-sabotante. Quindi meglio fare attenzione al dialogo interno, evitando i "mai" e i "sempre", ridimensionando, grazie a un sano confronto con la realtà, i modelli ideali e irreali.

4. DARE E' RICEVERE

Questa "legge di vita" afferma che se vogliamo ricevere qualcosa, dobbiamo innanzitutto essere disposti a darla: se vuoi essere rispettato, rispetta il tuo prossimo; se vuoi amore, sii amorevole; se vuoi essere apprezzato, non lesinare i complimenti! Donare  con il cuore, con gioia autentica, crea un circolo virtuoso di piacevolezza.

5. DIARIO DELLA GRATITUDINE

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Dipende dagli occhi con cui si guarda. Sovente accade di struggersi per ciò che manca, senza cogliere ciò che c'è; per non parlare del fare una cosa pensando a quella successiva o al dare per scontate persone e situazioni. Quindi, Diario della Gratitudine: un allenamento concreto, giornaliero a riconoscere la quantità di piccole e grandi cose dentro e intorno a noi, mormorando interiormente "grazie". In questo modo, un giorno dopo l'altro, il tuo cervello si educa, si orienta ad apprezzare la pienezza della vita, la ricchezza del creato. Passo essenziale per il ben-essere autentico.