Le vie del respiro consapevole tracciano sentieri che secondo la scienza sono le vie del ben-essere.

Di Milena Screm

 

 

 

 

 

 

 

 

La respirazione: elemento essenziale della fisiologia e della vita; non si limita a coinvolgere un solo organo ma si ramifica in tutto l’organismo; aspetto che ha una sua vita specifica nel micro-cosmo delle singole cellule nella “respirazione mitocondriale”; naturale modulatore chimico degli stati emozionali; agisce sulla percezione, riducendola o amplificandola; influenza l’attività del nervo vago e le risposte del sistema nervoso simpatico e del parasimpatico; la respirazione profonda e l’ossigenazione che ne deriva, unita all’attenzione mentale/la presenza, stimola la formazione di nuovi percorsi sinaptici nel cervello, nuove vie di elaborazione delle esperienze.

Quindi un vero e proprio “kit portatile”, connaturato, di facile utilizzo, sempre a disposizione, naturale, privo di controindicazioni, per gestire il complesso intreccio di micro e macro eventi che costellano le giornate di ogni essere umano. Non una “bacchetta magica”, piuttosto una risorsa inestimabile da usare per avere cura – cioè etimologicamente avere a cuore - della salute del corpo, degli stati d’animo, dell’attività mentale, delle proprie azioni e relazioni, per agire quindi sulla qualità della vita.

La respirazione è il più importante, in quanto essenziale all’esistenza, tra i ritmi vitali dell’essere umano; manifesta ed esprime il rapporto con se stessi e con il mondo, influisce su tutte le relazioni che definiscono l’esistere sul piano fisico, psichico, spirituale. E’ soprattutto energia protesa all’unificazione delle parti di sé e di queste con l’intero creato: una comunicazione sistemica tra il mondo interiore, nelle sue diverse parti, e il mondo esterno. Uno scambio, uno scorrere d’informazioni, un nutrimento.

Il respiro è il ponte tra la vita e la consapevolezza, perchè collega il corpo alla mente." Tich Nhat Hanh

Lo studio della qualità della vita, ha ricevuto un’attenzione crescente negli ultimi trent’anni da parte della psicologia, della medicina e della sociologia; infatti nonostante negli ultimi cinquant’anni il livello di benessere materiale si sia molto innalzato in moltissimi paesi, è paradossalmente aumentato anche il malessere psicologico, alcune malattie gravi sono in sempre maggiore diffusione, molti fenomeni sociali di disagio si sono amplificati. Le ricerche scientifiche si sono quindi orientate a cercare di cogliere gli indicatori soggettivi più diffusi, oltre a quelli oggettivi, che incidono sulla capacità dell’individuo di influenzare in modo costruttivo le proprie azioni interiori e pratiche allo scopo di determinare un buon livello di soddisfazione esistenziale.

Inizialmente questi temi sono stati analizzati a partire da indicatori oggettivi quali il reddito, la salute fisica, le condizioni abitative ed i ruoli sociali. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che gli indicatori oggettivi non sono sufficienti a fornire una valutazione adeguata del benessere e soddisfazione di un individuo, o del livello di sviluppo di una nazione. La qualità della vita ed il benessere sono infatti concetti relativi: ogni individuo ne elabora un'interpretazione personale, in base alle proprie condizioni fisiche, ruolo sociale, caratteristiche psicologiche e stile di interazione con l'ambiente.

Il filone della Psicologia Positiva di Martin E.P. Seligman e Mihaly Csikszentmihalyi (quest’ultimo autore della teoria del flusso, applicata in psicologia, istruzione, spiritualità e sport), pone tutto questo al centro delle proprie ricerche e individua nell’Intelligenza Emotiva (Salovay-Mayer-Goleman) e nello sviluppo delle potenzialità e abilità, i poli centrali dello sviluppo del benessere personale. La Psicologia Positiva comprende studi volti prevalentemente ad analizzare la dimensione del piacere, inteso come benessere prettamente personale e legato a sensazioni ed emozioni positive, la dimensione edonica, ma non si ferma a questa. Esplora anche la dimensione eudaimonica, secondo il concetto aristotelico di eudaimonia: l'analisi dei fattori che favoriscono lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali e dell'autentica natura umana, intesa come ciò che è utile all'individuo e che ne arricchisce la personalità. L'eudaimonia comprende non solo la soddisfazione individuale, ma anche un percorso di sviluppo verso l'integrazione con il mondo circostante. Il termine è spesso considerato analogo a "felicità", ma il suo campo è molto più ampio: implica un processo di interazione e reciproca influenza tra benessere individuale e collettivo, tale per cui la felicità individuale si realizza nell'ambito dello spazio sociale.

Superate i principali condizionamenti legati agli eventi biografici, l’individuo può considerare una dimensione più ampia di quella del proprio io. Le barriere difensive si ammorbidiscono e riducono, la gestione delle emozioni e della mente diventa più efficace e mirata al benessere autentico, aumenta la consapevolezza di sé e la possibilità di connettere la mente viscerale a quella sofisticata della corteccia cerebrale passando attraverso la coerenza del cuore. In quella dimensione, in quel contatto profondo e autentico con l’anima, i sentimenti di comprensione e compassione per gli altri, la gratitudine per la vita, possono fiorire e dirigere azioni e comportamento. In questo lungo processo che passa dal corpo e dal sentire, in quanto dimensioni autentiche e oneste del sé, prima che dalla mente, nel percorso della persona che si risveglia e decide di muoversi verso un senso profondo dell’esistenza, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte, calato nel presente, la respirazione ha un senso metaforico profondo e una funzione pratica determinante. Oriente e occidente, filosofia e scienza, psicologia e misticismo sono concordi in questo.